L’operazione Freedom, un pazzesco quanto impossibile progetto di scorta delle navi attraverso Hormuz è durato la bellezza di 36 ore e ha cambiato i propri connotati diverse volte in questo breve lasso di tempo. La dichiarazione di Trump non aveva alcun senso ed oltretutto è stata fatta senza consultare nessuno, nemmeno l’Arabia Saudita, talmente contraria che per risposta ha sospeso l’accesso degli Stati Uniti alla base aerea Prince Sultan e allo spazio aereo saudita, fondamentali per fornire copertura aerea (caccia, aerocisterne e protezione difensiva) alle navi che transitano nello Stretto. Ancora una volta si è trattato di un’operazione di Borsa, volta a far guadagnare cifre stratosferiche ai soliti noti, perché in vista di una ripresa del flusso di petrolio, per quanto illusoria potesse essere, i prezzi dell’oro nero si sono abbassati e poi si sono alzati una volta incassata la certezza che non si trattava altro che di narrazioni della Casa Bianca. Sono ormai due mesi che questi giochini vanno avanti, che i futures hanno quotazioni ben al di sotto di quelle del petrolio reale, che si fa insider trading a più non posso e questo sta decostruendo le favole nelle quali molti noi hanno creduto negli anni del neoliberismo.
La prima è quella che i mercati sarebbero onniscienti: niente di meno vero. Il fatto che ormai le transazioni avvengano in centesimi o addirittura in millesimi di secondi, non lascia spazio ad alcuna possibilità di riflessione e di realismo: il dito deve battere sul tasto in tempo reale a prescindere dalla realtà, perché ogni istante perso significa perdere o guadagnare cifre colossali. Così abbiamo la prova provata che i mercati agiscono in preda a riflessi condizionati e hanno ormai perso qualsiasi valore euristico o cognitivo. Sono più la coda del dinosauro che il suo cervello.
La seconda è che i mercati sono dominati da pochi attori che gestiscono nel complesso cifre superiori a quelle dei pil nominali di grandi Paesi: il fatto che lo stesso gioco venga reiterato parecchie volte, senza che questo modifichi il comportamento, vuole anche dire che dietro la facciata ci sono regie, oltre che vere e proprie strategie politiche. Tenere il più possibile basse le quotazioni dei futures ha permesso a Trump di guadagnare tempo e in sostanza di cercare in qualche modo di evadere dalle sue responsabilità: tutti possono vedere che gli aumenti delle materie prime energetiche hanno subito aumenti nominali molto meno importanti di quelli che ci si poteva attendere, mentre i contratti reali per la fornitura di petrolio e gas nessuno li vede e dunque non ci si può rendere pienamente conto della situazione. Certo i prezzi alla pompa aumentano, i voli si diradano, i costi di trasporto crescono, ma in maniera graduale così che l’impatto viene dilazionato nel tempo, dando l’impressione che si tratti di qualcosa di eccezionale, di temporaneo e non di strutturale.
La terza favola è che i mercati siano il termometro dell’economia reale: niente di più distante dal vero. Si tratts al contrario di una forma di economia finanziaria autoreferente dove le quotazioni hanno piuttosto a che vedere con i flussi di cassa, con i dividendi degli azionisti, con il breve termine, ma non hanno un diretto contatto con le capacità progettuali e i piani a lungo termine. Anzi, poiché avere progetti costa, di solito tutto ciò che a che vedere con questi vengono puniti dalle Borse. Tanto per fare un esempio concreto: durante gli anni di costo del denaro pari a zero, molte aziende invece di investire nel prodotto, hanno investito nell’acquisto delle proprie azioni, così da “crescere” rimanendo sempre uguali, a volte perfino dimagrendo. La questione vera è che il valore estraibile dal lavoro e dalla produzione è ormai inferiore a quello che si può ottenere dalla massa stessa di denaro. Si chiama economia finanziaria.
Questo modello ha ormai fatto il suo tempo, è alle corde e non ha alcuna speranza di spuntarla contro le economie realmente produttive: gli iraniani costruiscono missili sempre più aggiornati in ragione delle loro necessità, gli americani producono utili, che è una cosa ben diversa anche perché, produrre cose nuove riduce i guadagni e continuare invece con le vecchie linee, li massimizza La sconfitta degli Usa in questa guerra è la sconfitta stessa di un sistema.


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Un sistema di merda, partorito da pensieri di merda che finiscono con risultati di merda, per mezzo di gente di merda. Ecco: merda su merda. Facessero cervello che il mondo è da un pezzo che aspetta. Altrimenti seminino Meloni che magari vengon bene.
“Portavoce del Quartier Generale Centrale di Hazrat Khatam al-Anbiya dell’Iran:
– L’esercito statunitense aggressivo, terroristico e canaglia ha violato il cessate il fuoco prendendo di mira una nave petroliera iraniana che si muoveva dalle acque costiere iraniane nella zona di Jask verso lo Stretto di Hormuz, così come un’altra nave che entrava nello Stretto di Hormuz, di fronte al porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Contestualmente, hanno effettuato attacchi aerei su aree civili in collaborazione con alcuni paesi regionali lungo le coste di Bandar Khamir, Sirik e dell’Isola di Qeshm.
– Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran hanno immediatamente reagito attaccando navi militari statunitensi a est dello Stretto di Hormuz e a sud del porto di Chabahar, infliggendo loro danni significativi.
– Gli Stati Uniti criminali e aggressivi e i loro paesi sostenitori devono sapere che la Repubblica Islamica dell’Iran, come in passato, risponderà con forza e senza il minimo dubbio a qualsiasi aggressione e invasione.”
E le stelle stanno a guardare
Notte gente
Intanto il fronte iraniano è nuovamente surriscaldato da attacchi di missili ed aerei, sembrerebbe che i kamikaze siano gli emirati,
Qualcuno dovrà gettare crisantemi in mare
Indovina indovinello
Sabato 9 maggio, giorno della parata a mosca, la nato, gli usa e la GB tramite i loro delegati ucraini, avranno l’ardire di attaccare con droni e missili la Russia? E se si, la Russia avrà il coraggio di mantenere la promessa di disconnettere Kiev?
Oppure sarà un ulteriore linea rossa da appendere in salotto?
Ma poi perché Kiev, in fin dei conti gli ucronazi sono i dipendenti stipendiati dai lobbysti tra cui anche molti russi residenti in occidente
Si può scolpire quella che a molti sembra schizofrenia? Sì. Questo articolo lo dimostra.
Doloroso constatare che la sconfitta di un sistema, stritola nelle sue spire mortali, noi, paralizzati, impotenti, vittime dei danni collaterali.
“La questione vera è che il valore estraibile dal lavoro e dalla produzione è ormai inferiore a quello che si può ottenere dalla massa stesa di denaro. si chiama economia finanziaria”, la quale per vivere ha bisogno della vecchia economia “industriale” confinata nei paesi dove ci si può ancora giovare di elevati tassi di redditività, si veda la Cina su tutti.
I problemi nascono quando questi paesi non sono più disposti a cedere i profitti con le veccchie logiche.
sono colpevole nello scorso secolo attorno agli anni 90 la banca mi permetteva di acquistare dollari e yen cosi ho fatto un mutuo in yen mentre si svalutava contro la lira ho comprato casa pagandola cosi di meno per effetto della svalutazione della moneta giapponese ,purtroppo le risorse erano poche e l’unica speculazione fu quella ,il dollaro invece non si prestò per la medesima speculazione e ne uscii subito prima di rimetterci le ossa ,ma tutto questo avveniva lentamente mentre oggi il tutto viene fatto in millesimi di secondo e puoi comprare o vendere tutto quello che è quotato merci o denaro molto pericoliso per un comune mortale .