Ormai è abbastanza chiaro che il mito dell’invincibilità israeliana si va decomponendo: le truppe di terra subiscono forti perdite nei combattimenti contro combattenti addestrati e decisi, tanto che di fatto possono solo bombardare dall’alto facendo strage di civili. Ma contro Hezbollah e anche contro Hamas, nonostante una schiacciante superiorità sulla carta, non riescono a spuntarla e addirittura in Libano hanno perso un centinaio di mezzi corazzati. La situazione è tale che Haaretz , uno dei più importanti quotidiani di Israele e quello comunque con la maggiore reputazione internazionale, ha pubblicato un articolo di opinione di Carolina Landsmann nel quale si sostiene che ” Netanyahu se ne andrà, ma lo stato morirà con lui”. La tesi che viene presentata è semplice, diretta, amara: Bibi si è identificato per vent’anni con lo Stato israeliano e questa realtà si fa sempre più evidente e inquietante man mano che si avvicina la fine della sua era. Se il presidente Herzog sta lavorando a un compromesso grazie al quale lui eviterebbe il carcere per le sue malefatte interne, in cambio del ritiro dalla vita politica, nessun problema sarà risolto:
È un’llusione perché l’uomo è ormai talmente identificato con lo stato stesso che la sua dipartita sfascerà tutto e in primis le illusioni dei suoi seguaci: “È riuscito a distruggere tutto – tutto ciò che c’era di buono, intendo. Non è rimasto nulla. Assolutamente nulla. La nostra società è stata fatta a pezzi, l’esercito si è disintegrato, i giudici muoiono di paura, i media sono diventati un reality show, la Knesset è diventata un manicomio e l’opposizione condivide la visione della realtà di Netanyahu ( l’Iran è una minaccia esistenziale; non c’è soluzione al problema palestinese; solo i partiti sionisti dovrebbero sedere al governo).
La gente vive nell’illusione che ci sia ancora una possibilità: che lui e lo Stato siano entità separate, che gli sopravvivremo e che il futuro si aprirà di nuovo. Questa speranza alimenta la strategia di “guadagnare tempo” adottata dai giudici nel processo a Netanyahu, da Herzog in merito alla richiesta di grazia di Netanyahu, dalla Corte Suprema in tutte le sue decisioni sulle grandi questioni (la coscrizione obbligatoria, il mandato di Itamar Ben-Gvir come ministro della sicurezza nazionale, la commissione d’inchiesta statale sui fallimenti del 7 ottobre 2023), ma anche dalla vasta comunità di oppositori di Netanyahu che fanno parte delle élite al potere e che, nonostante la retorica e le proteste, si rifiutano di infrangere le regole del gioco”.
Tutti loro sostengono lo Stato e, di conseguenza, sostengono Netanyahu, perché lo Stato è lui. Qual è l’alternativa? Evitare la leva e lasciare che il Paese muoia? Distruggere lo Stato per sbarazzarsi di lui? Se c’è una guerra, corrono a presentarsi in servizio. Pagano le tasse. Rispettano la legge. Si uniscono al governo quando vengono chiamati – come si diceva una volta – alla bandiera e la difendono sui media esteri, la difendono davanti alla Corte Internazionale quando viene attaccata, anche quando sono fortemente ostili a Bibi e vengono chiamati traditori dai suoi sostenitori. Il presidente Herzog non riuscirà a disinnescare questa bomba ad orologeria che fa sentire il suo ticchettio da dentro la pancia del potere, anzi la bomba è già esplosa, ha del tutto amputato le articolazioni dello Stato e “strappato il suo cuore”. Si cerca di guadagnare tempo nella speranza di poter rimuovere il tumore e salvare il corpo, ma è già una causa persa. È troppo tardi: “Lo Stato è lui. E la sua fine sarà la sua fine. Lui l’ha ucciso. Forse dopo la morte dello Stato, qualcosa di nuovo nascerà e vivremo una reincarnazione nazionale. Ma quel che è certo è che non saremo in grado di far rivivere la vita che avevamo. Non c’è modo di tornare a ciò che era prima. Non c’è futuro per Israele:”
Di certo Israele – come testa di ponte occidentale nell’area del petrolio, ma sua volta ingombrante presenza con le sue potenti lobby che tengono in ostaggio il congresso americano e parecchi Stati europei – è un progetto in qualche modo già fallito, man mano che fallisce il progetto della Grande Israele. Ma nell’articolo c’è di più: “Il mondo odia Israele e l’antisemitismo è tornato alla sua culla politica. La verità è che mentre noi e il mondo impazzivamo con l’Olocausto, mentre ripetevamo “mai più” all’infinito, Netanyahu ha portato il mondo sull’orlo di una ripetizione della storia”. E dunque che non ci sia mai più questa Israele è un bene per tutti.


RSS - Articoli


Hanno ripetuto il copione fatto in America , appropiarsi delle terre e delle risorse a danno delle popolazioni locali .
Sterminandole e rubandogli tutto !
Certo che sono stati bravi a mascherare tutto con le storie che erano attaccati dagli arabi e dai palestinesi .
E che cazzo , vorrei vedere se arrivassero in sicilia a rubare terre ed ammazzare , cosa faremmo noi italiani !
Questa razza di predatori va fermata con ogni mezzo , in quanto se si lasciano espandere in futuro si potrebbe ripetere il copione Inglesi -Pellerossa. in tutto il pianeta.
Sono come un cancro e vanno prima fermati e poi messi in condizione di non nuocere piu per l eternita .
Non puo esistere un popolo che considera gli altri esseri umani come degli animali ( Goijm ) appunto .
Per fare questo , non bisogna ucciderli o sterminarli , ma distruggere la religione satanica che li fa sentire superiori .
Quindi come si e fatto gia nei secoli con altre derive pericolose , vietare x legge mondiale l ebraismo delle sette criminali , accettando solo un ebraismo in pace e armonia con le altre religioni e popoli .
Ognuno con il proprio dio , ma tutti fratelli e in pace !
Quindi devono restituire il maltolto ai palestinesi , ripagare i danni fatti e essere giudicati x i crimini !
Castrazione chimica?
Sicuramente meno onerosa dei forni crematori,
Una ragione deve pur esserci se egiziani, persiani, romani, tedeschi abbiano cercato di sterminarli.
Israele e’ una organizzazione criminale. E’ sorta dalla invasione di milizie preparate da GB e altri stati occidentali, tra cui l’Italia fascista. Le persone che sono emigrate verso il territorio palestinese occupato, sono complici della sopraffazione e dell’odio verso la popolazione palestinese. Il fatto di approfittare della occupazione militare per procurarsi una vita agiata a spese dei Palestinesi e’ già un crimine. Non ci può essere differenza tra “sionisti”, “ashkenatzi”, ebrei generici. Il fatto di essere li’ e’ criminale. E questo crimine prima o poi sarà punito. Delenda Israel!