Tra Washington e Pechino ci sono 11.176 chilometri, quasi la metà della circonferenza terrestre a quelle latitudini ed è abbastanza improbabile che qualcuno si faccia un viaggio simile per farsi una foto ufficiale. Tuttavia Trump è lì proprio per quello: non per concedere a Xi Jinping l’onore di una visita da parte dell’onnipotente presidente americano in grado di distribuire patenti commerciali, come era stato o era sembrato in precedenza, ma per far vedere che il presidente di Barbaria, come la chiama Pepe Escobar, ottiene udienza presso la più grande potenza industriale del pianeta, l’unica, assieme alla Russia, che potrà mettere rimedio ai disastri creati dalla Casa Bianca. Quello che Trump, più di tutti gli altri presidenti americani, aveva dichiarato il nemico esistenziale dell’impero e tentato di arginare con divieti, sanzioni e dazi, adesso è diventato il possibile arbitro del caos provocato da Washington: “ecco, vedete, mi hanno accolto in Cina, sono il vostro eroe”.
Dopo la sostanziale sconfitta dell’aggressione all’Iran, la Casa Bianca non ha in mano nessuna carta, ma presenterà ugualmente una sua lista di desiderata chiedendo che Pechino acquisti più soia e più aerei, che consenta l’esportazione senza contingentamenti delle terre rare, necessarie come l’aria all’apparato militare e che infine faccia sentire la sua influenza su Teheran per arrivare alla riapertura di Hormuz, richiesta che è già in sé una dichiarazione di sconfitta. Non può certo chiedere che la Cina cessi la sua sorveglianza satellitare che ha trasformato tutto il Medio Oriente in un bersaglio per i missili iraniani. Né può spaventare Pechino il divieto di vendita di chip Nvidia 100 e 200, visto che la Cina ha cominciato a produrne di migliori. E francamente anche la questione di Taiwan è ormai oltre l’orizzonte: può una potenza che non è riuscita a piegare l’Iran, minacciare la Cina vendendo a Taiwan armi che in gran parte si sono rivelate inefficaci e che rispondono a una logica bellica ormai sorpassata? Lo potrà fare quando la metà della popolazione taiwanese è favorevole all’unione con la Cina continentale? Come riuscirebbe ad impedirlo Washington? In realtà tutto ciò che ha fatto l’America nell’ultimo decennio nel tentativo di arginare la potenza industriale cinese potrebbe essere stato suggerito dalla stessa Pechino, vista la scarsa efficacia e anzi la capacità di ottenere effetti controproducenti. Persino il tentativo globale di sottrarre alla Cina risorse petrolifere si è rivelato un disastro: mai tanto petrolio è arrivato nell’ex celeste impero negli ultimi due mesi e ciò che è pericoloso trasportare per mare, viene trasferito via terra. Come possiamo dire che il vero punto di non ritorno è stato l’abbandono del soft power, sostituito da politiche apertamente imperialistiche e guerrafondaie che hanno spaventato tutti e mostrato da una parte il ferro che il guanto di velluto nascondeva, ma dall’altra il fatto che il pugno di ferro nasconde un debole pugno di velluto.
Il volo verso la Cina è stato accompagnato da notizie non buone per Trump: l’inflazione al 3,6 per cento al consumo e del 6 per cento all’ingrosso, ovvero qualcosa che annuncia una strage di consensi per The Donald e per la sua guerra a fianco del sionismo. Ma qui non è questione di un presidente che agisce solo a breve termine e sulla spinta di un narcisismo patologico: qui è una questione di oligarchie globaliste che hanno deciso di puntare sul caos come strumento per arrivare a una società tecno feudale e alla sconfitta dei rivali. Qualcosa di molto diverso dal piano quinquennale cinese che prevede un enorme sviluppo dell’intelligenza artificiale nella robotica industriale, nelle reti di comunicazione quantistica terra – spazio, nello sviluppo della fusione nucleare, nell’ azzeramento dei dazi vero i Paesi africani, insomma un nuovo grande balzo. L’ordine contro il caos e non ci vuole molto a capire cosa il mondo sceglierà.


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Un altro articolo eccellente. “…Ma qui non è questione di un presidente che agisce solo a breve termine e sulla spinta di un narcisismo patologico: qui è una questione di oligarchie globaliste che hanno deciso di puntare sul caos come strumento per arrivare a una società tecno feudale e alla sconfitta dei rivali.
Hai fatto un’analisi molto accurata e pertinente.
Con il tuo permesso, vorrei aggiungere un piccolo spunto di riflessione, basato sulla mia comprensione del sionismo del XXI secolo.
«La forma di società auspicata è più primitiva: Secondo la legge talmudica, si tratta di una società schiavista.
Approfondiamo. Quando parliamo di sionismo nel XXI secolo, dobbiamo sapere che non è lo stesso sionismo di circa 4000 anni fa.
In quel periodo, gli Assiri, un altro popolo semitico, distrussero lo stato ebraico e deportarono la popolazione in esilio. (Le politiche di esilio degli Assiri non prevedevano la violenza. Le persone, insieme alle loro famiglie, venivano mandate in regioni dove potevano essere più produttive per l’Impero assiro, in base alle loro capacità e alla loro abilità artigianale, non a piedi o in carrozza. Molto interessante, vale la pena approfondire). Il desiderio degli ebrei di tornare sul Monte Sion e il loro voto di ritornarvi risalgono a quell’epoca.
Se vi chiedete come ho collegato il sionismo al Talmud, non sono stato io a farlo, Von der Legen ce l’ha spiegato in dettaglio nel suo discorso al Parlamento europeo.
Io vivo nella terra promessa.» Qui la gente si lascia ingannare facilmente. Siamo un Paese NATO da 70 anni e hanno già messo in atto tre colpi di stato. Continuiamo a considerare gli americani nostri amici e abbiamo consegnato loro la Siria con le nostre stesse mani… e non è finita qui…
Anche se non sono ancora stato attaccato, mi sento accerchiato passo dopo passo.
In questa situazione, ho bisogno di sapere con precisione chi mi minaccia. Negli anni ’60 frequentavo la stessa scuola statale con i miei amici ebrei e non ci furono problemi. Lessi persino una Torah che mi aveva regalato un amico, per pura curiosità. Avevo letto i libri sacri di tre religioni. Alla fine, mi piacque molto Buddha, che disse: “Io sono un moralista”.
Nel 2023, l’ex Primo Ministro dell’Impero britannico, Lisa Truss (Elisabetta), ci disse in Ucraina:
“Stiamo combattendo per instaurare un NUOVO STATO SIONISTA in Europa”.
A quel tempo, per capire per cosa stesse realmente combattendo il capitale finanziario oligarchico che ci sta infliggendo tutte queste guerre insensate in nome del sionismo… ho anche letto il Talmud nel 2023.
La cosa più interessante è il sistema delle caste.
Se qualcuno di una casta superiore uccide qualcuno di una casta inferiore, non viene ritenuto responsabile.
In breve, Zelensky è considerato superiore a Trump, che si è convertito all’ebraismo solo di recente. Le ripetute visite dei leader europei a Zelensky, come se stessero compiendo un pellegrinaggio a una persona santa, si basano su questo sistema giuridico.
Anche il fatto che Netanyahu rischi la vita per eseguire gli ordini di Londra si basa su questo sistema giuridico.
Il Talmud è scritto come un libro di leggi. A volte ignora persino la Torah. Penso che bisognerebbe leggerlo, e con questa conoscenza è possibile comprendere meglio cosa stiano realmente cercando di ottenere i sionisti. È importante ricordare che i sionisti amano usare un linguaggio velato, tipico di questi libri. ”
“PRIMA DI TUTTO, DEVI CONOSCERE CHI MIRA A DISTRUGGERTI.”
Be l inflazione al 3,6 e gli aumenti al 6 , sono studiati x favorire l import e sono maestri in questo lo hanno fatto gia innumerevoli volte , svalutare e vender x poi rivalutare grazie alle esportazioni e comprare a minor esborso .
Solo che loro hanno tanti cereali da loro e in giro x il mondo e questo sara un problema sopratutto x gli agricoltori europe chwe falliranno come le mosche .
Il resto del loro programma invece fallira perche importano tantissimo e non possono piu fermarsi .
Guerra civile in corso , con separazioni importanti
In fondo l america e una confederazione di stati piu o meno sovrani E il dollaro non e degli americani ma della Federal Reserv che e privata in mano agli ebrei !
Quindi !!!!!!!
Un po’ come l’italia che prende l’euro da bxelles, ovvvero una filiale del Fmi ed oggi scopre di esser messa peggio della Grecia. Piena di debiti impagabili, in miseria. I capitali stranieri fuggono e il turismo al tracollo , si accoda al collasso dell’industria.
Allegria. Il contante sta svanendo dalla circolazione, i prezzi al consumo si fanno proibitivi come le bollette di utenze primarie: acqua, luce, gas. Se non è uccidere, questo…
Comunque ha sbagliato. Doveva tirarsi dietro due Meloni… ed un par d’etti di prosciutto con una bottiglia di prosecco…