Due giorni fa, il 9 maggio, un combattimento aereo diretto ha avuto luogo sopra l’Arabia Saudita tra un obsoleto F-4E Phantom II iraniano e un modernissimo F-16CJ statunitense. Il Phantom risale agli anni ’60 ed è sulla carta molto inferiore all’F-16CJ, dotato di un radar potente, elettronica moderna e missili aria-aria avanzati. Ciononostante, il pilota iraniano è riuscito a penetrare lo spazio aereo saudita, ingaggiare combattimento e tornare sostanzialmente illeso. Questo getta una luce impietosa sull’efficacia dei sistemi di difesa aerea statunitensi, compresi i sistemi Patriot. Quello che a prima vista potrebbe sembrare un piccolo episodio senza importanza, ha invece implicazioni enormi Questo incidente sottolinea ancora una volta i limiti delle difese aeree occidentali, persino contro velivoli risalenti all’epoca della guerra del Vietnam. La rivista Military Watch sottolinea che questo incidente viene dopo un altro simile: a fine aprile, un caccia iraniano F-5E Tiger aveva già effettuato con successo un bombardamento sulla base statunitense di Camp Buehring in Kuwait, riuscendo a penetrare le difese aeree a più livelli.
Il fatto che l’Iran riesca a condurre con successo voli di penetrazione con aerei risalenti all’epoca dello Scià, non è solo un disastro tecnico, ma soprattutto psicologico per Washington e i suoi alleati. Dimostra che persino velivoli obsoleti, privi di moderne tecnologie stealth o di sofisticati sistemi di disturbo, sono in grado di violare le reti di difesa occidentali più avanzate. Questa scoperta induce ad interrogarsi su cosa potrebbero fare potenziali avversari come la Cina, con i suoi moderni caccia stealth J-20, per non parlare dei russi. L’aviazione iraniana è stata sottovalutata e gli Stati Uniti si sono affidati a sistemi altamente sofisticati e costosi, che ora stanno raggiungendo i loro limiti contro avversari determinati e pieni di risorse. Questo incidente è l’ultimo di una serie di umiliazioni per l’aviazione statunitense in questo conflitto e sottolinea come il vantaggio tecnologico e tattico degli Stati Uniti non sia più così schiacciante come Washington ama affermare. Va notato che l’F16 fu messo in cantiere dopo la guerra del Vietnam proprio per superare le carenze dei Phantom che subirono parecchie perdite (intorno alle mille unità) sul Vietnam del Nord e ora si scopre che i progressi effettivi sono stati molto meno decisivi di quanto non si pensasse. Come scrive Alastair Crooke l’approccio occidentale si basa sulla capacità di superare finanziariamente qualsiasi avversario militare: la superiorità in termini di spesa (così come l’ innovazione tecnologica, spesso presunta e comunque quasi sempre gonfiata dalla necessità di business ) era considerata un elemento decisivo. Questa “filosofia” basata su ingenti spese ha avvantaggiato sia il complesso militare-industriale statunitense, sia l’egemonia del dollaro e ha conferito agli Stati Uniti il vantaggio unico di poter di fatto “stampare” queste spese aggiuntive per ottenere la superiorità nei settore di punta.
Tuttavia le prestazioni deludenti dei missili antiaerei e la mancanza di vettori ipersonici, erano già stati notati in Ucraina e adesso la guerra con l’Iran sta ribaltando le dottrine convenzionali. Il vantaggio derivante dall’egemonia del dollaro si è quindi ridotto, trasformandosi in un onere: i costi eccessivi delle munizioni statunitensi e la loro tecnologia avanzata hanno portato a catene di approvvigionamento inefficienti, lunghi cicli di produzione e scorte di armi minime. Persino la presunta superiorità tecnologica delle armi statunitensi viene superata da progetti “da garage” e “da officina” che utilizzano componenti tecnologici a basso costo. Questi progetti generano innovazioni che, dopo test informali, vengono adottate e ampliate dalle “autorità militari” come è successo nel corso dell’operazione speciale russa, ma che è diventata un modus operandi dovunque: Hezbollah con i suoi droni a guida in fibra ottica ha cambiato le sorti della guerra nel Libano meridionale, infliggendo pesanti perdite a carri armati e truppe israeliane, al punto che l’esercito di Tel Aviv rischia di doversi ritirare dal sud del Paese. Analogamente, l’asimmetria e l’innovazione in ambito marittimo stanno ribaltando la tradizionale dipendenza occidentale da grandi e pesanti navi da guerra e portaerei. Queste ultime sono diventate gli “elefanti bianchi” della guerra nel Golfo Persico, poiché gli sciami di droni e la minaccia dei missili antinave le hanno spinte così lontano dalla costa iraniana che la capacità offensiva dei loro caccia imbarcati è limitata dalla necessità di rifornirsi di carburante per arrivare sull’area bersaglio. È ormai chiaro che la “guerra” occidentale è stata oscurata da tecnologie innovative ed economicamente vantaggiose e da un’attenta pianificazione asimmetrica. In aggiunta a questo l’innovazione verso sistemi d’arma meno vulnerabili e costosi è stata ostacolata dal consolidamento del complesso militare-industriale in pochi monopoli burocratici che ovviamente esigono alte remunerazioni. Insomma addio ai Top Gun, che in realtà esistono ormai solo nei film.


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In occidente, il bellico serve soprattutto a rubare ai propri sudditi. Profitti privati e debiti pubblici. Poia, di vincere frega una sega… Infatti le industrie civili collassano, quelle del bellico guadagnano il mille per cento, esentasse…
Prima dell’intervento russo, quando era ormai chiaro che la Nato intendeva muovere guerra alla Russia, Lavrov dichiaro’ piu o meno testualmente, che se ci sara’ una guerra questa sarà’ atomica perché la Russia non avrebbe potuto fare fronte alla Nato secondo una guerra con armi tradizionali. Fatto sta che attualmente e’ chiaro che e’ la Nato che non e’ in grado di sostenere una guerra non nucleare mentre la Russia ha mostrato che e’ invece in grado di sostenere anche una guerra di lunga durata.
Da notare tuttavia il discorso di Putin durante le celebrazioni, dove afferma che la guerra in Ucraina volge ormai alla fine. Cioè, per fare ciò la Nato andrebbe messa fuori combattimento. Ma questo potrebbe avvenire solo mediante una escalation degli attacchi russi anche e soprattutto contro le basi militari dell’Europa occidentale, ivi compresa la GB. Forse e’ l’ultimo avvertimento anche perché il popolo russo e’ ormai stanco di ricevere attacchi terroristici da parte occidentale, e chiede una azione risoluta contro la Nato.
Flop gun!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/