Due giorni fa il primo ministro dell’Etiopia  Abiy Ahmed, vincitore del premio Nobel per la pace ha rilasciato una dichiarazione in cui invitava tutti gli etiopi capaci di impugnare un’arma ad arruolarsi nell’esercito e schiacciare il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF) in quella che è di fatto la seconda guerra civile etiope. Ha detto che “ora” è il momento giusto per tutti gli etiopi per unirsi alle forze di difesa, alle forze speciali e alle milizie. Lo scopo è che i cittadini mostrino il loro patriottismo e combattano contro altri cittadini del proprio paese. Sappiamo bene come il finto premio Nobel per la Pace sia un riconoscimento con cui l’occidente ringrazia i suoi agenti nelle varie parti del mondo a prescindere che abbiano davvero voluto la pace o abbiano mani grondanti di sangue. Quindi che questo personaggio ora inneggi alla guerra civile e al massacro non mi stupisce più di tanto e non avrei fatto queste poche righe se questo  Abiy Ahmed non fosse stato ministro della Scienza e della tecnologia nel governo di Hailé Mariàm Desalegn nel quale allignava pure come ministro degli esteri Tedros Ghebreyesus, ovvero l’impiegato di Bill Gates e di Big Pharma che dalla sua poltrona dell’Oms  ha permesso il lancio della pandemia.

Quello di Desalegn fu un governo francamente improponibile sotto ogni punto di vista e che scatenò una folle repressione con 300 morti (ufficiali, le cifre reale soni qualche migliaio) durante le dimostrazioni di piazza del 2016, ma era anche un governo molto amico di Washington visto che diede agli Usa il permesso di installare basi di droni oltre a quelle aeree già presenti, questione nella quale Ghebreyesus entrò direttamente. La fine di quell’esecutivo è avvenuta nel 2018, ma molti dei suoi membri sono stati premiati, il nobel alla strage di strada per Abiy Ahmed che adesso ci riprova e la poltrona all’Oms  per Tedros Ghebreyesus che prima di essere agli esteri era stato ministro della sanità nel precedente esecutivo  ( in virtù di una laurea in medicina di fatto inesistente) e dunque in strettissimo e organico contatto con le multinazionali farmaceutiche. Insomma questo è il contesto da dove emerge chi dovrebbe guidare la sanità mondale, non un medico o uno scienziato di fama, ma un oscuro politicante, ammanigliato con la farmaceutica.