Mi limito a riportare l’ultimo allarme dell’Unicef benché abbaia maturato un totale scetticismo verso questi espressioni dell’Onu che ormai da lustri si sono trasformati in strumenti di privatizzazione o di pressione da parte dei grandi gruppi economici o nel migliore dei casi in piattaforma per operazioni geopolitiche in cambio di aiuti sempre comunque insufficienti e legati a contropartite. Ma proprio questa vicinanza alle trame del potere reale rende in qualche più credibili gli allarmi quando essi vengono lanciati . Dunque l’Unicef denuncia che dopo un anno di Covid e di misure:

 

 

  • nei paesi in via di sviluppo, la povertà infantile e aumentata di circa il 15%. Si prevede inoltre che altri 140 milioni di bambini in questi paesi verranno  ospitati in famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà.
  • per oltre 168 milioni di bambini in tutto il mondo sono chiuse da quasi un anno. Due terzi dei paesi con chiusure totali o parziali si trovano in America Latina e nei Caraibi.
  • almeno 1 studente su 3 non è stato in grado di accedere all’apprendimento remoto mentre le loro scuole erano chiuse.
  • almeno 1 bambino su 7 ha vissuto con politiche di confinamento a casa per la maggior parte dell’ultimo anno, provocando sentimenti di ansia, depressione e isolamento. (Se però escludiamo dal conto la maggior parte delle nazioni asiatiche come la Cina, il Giappone, la Corea o l’India dove queste misure di confinamento sono state estremamente limitate nello spazio e nel tempo e che rappresentano la metà degli del pianeta, nel resto del mondo la proporzione è di 3,5 bambini su sette ndr)
  • a partire da novembre 2020, altri 6-7 milioni di bambini sotto i 5 anni hanno aver sofferto di deperimento o malnutrizione acuta con un aumento del 14% che potrebbe tradursi in più di 10.000 decessi infantili in più per ogni mese. Con un calo del 40% nei servizi nutrizionali per bambini e donne, molti altri risultati nutrizionali potrebbero peggiorare.

Tutto questo ovviamente non deriva dal covid, ma dalle misure imposte in primo luogo per ottenere un reset dell’economia, ma del tutto inutili a fermare una pandemia oltre che totalmente incoerenti. Saranno contenti quei filantropi che con le pandemie e le vaccinazioni ci sguazzano e si arricchiscono da almeno un decennio: dopotutto non è facile distruggere intere generazioni e guadagnarci pure.

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