Le illusioni muoiono a Karlsruhe

ECoVYlrUIAAHjXILa miseria europea o meglio il gioco di società nel quale ci siamo dilettati negli ultimi tre decenni perdendo la posta e affossando il Paese è ormai agli sgoccioli: la Corte Costituzionale tedesca pronunciandosi sul quantitative easing della Bce ha sostenuto che l’azione della Banca centrale non ha obbedito al principio di proporzionalità cui era legata, in sostanzia avrebbe acquistato più azioni di Paesi in difficoltà di quanto avrebbe dovuto, finendo così per finanziare di fatto il debito e agendo al di fuori del proprio mandato. Entro tre mesi la Bce e la Lagarde dovrà dire come intende comportarsi in futuro per evitare il ritiro totale della Bundesbank dagli interventi della Banca centrale. La Corte che sorveglia l’unica Costituzione europea che ha ancora un qualche diritto di esistenza ha perfettamente ragione nelle sue osservazioni, anche se le sue perplessità arrivano proprio quando ci sarebbe necessità di uno sforzo finanziario enorme: ma ciò che viene imputato alla Bce è, nella sostanza, di aver in qualche modo surrogato una dimensione politica e comunitaria  che invece l’Europa dell’euro non ha e non deve avere, essendo di fatto un puro meccanismo di mercato come attestano i trattati. Adesso proprio nel momento peggiore il banco dice ai giocatori che è momento di chiudere con le aperture di credito sottobanco. E’ un vero scherzo del destino, uno sberleffo, che questa sentenza sia arrivata proprio da Karlsruhe, sede della Corte costituzionale e città più volte premiata come simbolo dell’integrazione europea.

Per ‘Italia è come se trent’anni di politica, a cominciare dall’adesione all’euro possono presi e buttati dove sappiamo con tutto il carico di bugie, illusioni, errori, miraggi  in nome dei quali  abbiamo svenduto gran parte della nostra industria, della nostra sovranità e – a causa della moneta unica – anche della nostra competitività. Quest’ultima rinuncia è ancora più paradossale perché la Corte costituzionale tedesca con le sue bacchettate alla Bce non fa altro che sottolineare come l’Unione nata con Maastricht nel lontano ’92 abbia una struttura che non ha nulla a che vedere con  quella favola un po’ inquietante degli Stati uniti d’Europa che scimmiotta in maniera assurda e deprimente  le esperienze dell’estremo occidente, ma è invece proprio basata sulla competizione fra stati ed economie che ha avuto come effetto primario anche la soppressione delle lotte sociali per i diritti del lavoro. Avendo vissuto quella stagione so che tutta l’area progressista ha sperato che l’Europa dell’euro avrebbe potuto sottrarci all’abbraccio dell’arcigno padrone delle bombe, ma invece abbiamo finito per non liberarci della dipendenza atlantica e ne abbiamo sviluppato in aggiunta una continentale, come se l’unica possibilità di vita per il Paese fosse quella di essere sotto tutela. Del resto proprio l’anno di Maastricht ci fu la crisi della Lira e della Sterlina, con la necessità di abbandonare temporaneamente il serpentone monetario europeo mostrandoci in anteprima a che cosa saremmo andati incontro senza la possibilità di gestione monetaria. Forse inconsapevolmente un intero ceto politico ha preferito farsi governare da fuori piuttosto che prendersi le proprie responsabilità.

Ora però non si può far finta che le cose non stiano così, e continuare a raccontarsi  che esiste la possibilità di un’altra Europa: chi continua farlo soffre di paralisi intellettuale, di cecità volontaria perché semmai fosse possibile un nuovo e diverso progetto continentale esso non potrebbe che nascere sulle macerie di quello attuale. E tuttavia è troppo tardi per svegliarsi: la sciagurata azione del governicchio di nani e ballerini, con accompagnamento di virologi tromboni raccoltisi attorno a Conte per affrontare la cosiddetta emergenza Covid ci ha buttati all’inferno, in pratica in un default greco, ma molto peggiore dell’originale che potremmo evitare solo con un’uscita dall’euro. Ed è impensabile che un governo che ha dimostrato di essere capace di tutto, anche di sopprimere la Costituzione, ma che è anche buono a nulla, possa mettere in campo qualsiasi azione efficace e razionale in questo senso. Sa solo ingannare i cittadini con miliardi di fantasia e morti di peste che non esistono, perché ormai l’emergenza è la sola ragione per cui continua ad esistere. Però gli italiani sono decenni che portano la mascherina: è solo che l’hanno abbassata dagli occhi alla bocca.

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