Prima commiserati, poi disprezzati

5ea300986fc01Un antico detto dice che il troppo stroppia e in effetti il grottesco afflato stragista scelto dalla classe dirigente italiana per congelare la politica, gettare nel panico la popolazione, disfare l’economia delle microaziende e in sostanza sospendere la Costituzione, non è apprezzato nemmeno da quei poteri saltati  sul carro della pandemia mediatica per tarne un lucro di qualche tipo, economico, antropologico e/o politico . La rivista Forbes, che si autodefinisce “lo strumento del capitalista” e che è famosa per le sue classifiche pubblica infatti una tabella, qui in alto a sinistra,  che riassume la capacità di risposta dei vari Paesi all’ influenza da Coronavirus e alla sicurezza per la popolazione. Come si vede l’Italia non è nemmeno presente nelle prime 40 posizioni, nonostante il tentativo del governo, con la canea dell’informazione di regime e dei suoi sicofanti sanitari o scienziati da talk show, di accreditarsi come inventori di una formula imitata in tutto il mondo o di essere una tragicomica “terza via” tra segregazione cinese e la quasi totale libertà come in Svezia.

Ora non è tanto importante capire con quali criteri sia stata compilata questa classifica e se abbia un senso, quanto registrare il fatto che l’Italia, divenuta subito dopo la Cina il Paese chiave della narrazione pandemica e della diffusione del virus, ora è stata brutalmente espulsa da qualsiasi considerazione avendo avuto contemporaneamente il maggior numero di decessi ufficialmente attribuiti a Covid ( comunque in una percentuale da influenza e in gran parte causati dal panico iniziale)  e le maggiori restrizioni alle libertà oltreché  i  danni economici più disastrosi, tali da provocare una probabilissima crisi alla greca. Insomma la situazione italiana è in qualche modo scandalosa, vale a dire potenzialmente in grado di gettare luce sulla incongruenza tra la scarsa pericolosità del contagio e la reazione spropositata volta a conseguire immensi guadagni sui vaccini, sugli asset di borsa  e su quelle “diminuzioni di democrazia” così attese dai potentati economici: la posta in gioco è gigantesca, secondo un rapporto dell’Institute for Policy Studies i super ricchi americani hanno guadagnato in tre settimane di pandemia 282 miliardi di dollari e soprattutto una nuova capacità di determinare i cambiamenti sociali più favorevoli ai loro profitti. Cosa che sta avvenendo in piccolo anche da noi dove per esempio gli Agnelli e il vecchio gruppo Berlusconi sono padroni dell’informazione, anche di quella tipo Micromega e Manifesto che erano fuori dal recinto fino a poco tempo fa, ma che adesso sono più coviddari del re.

Da noi si è realizzato anche  il più evidente attentato al principio di realtà visto che un manipolo di mentecatti centrali e periferici, di sedicenti esperti e di grassatori che magari se ne stanno a Londra dove sono liberi di girare come vogliono mentre mettono ai ceppi domiciliari gli italiani in cambio di lauti compensi, ha compiuto una incredibile serie di errori, ha raccontato balle stratosferiche  e prodotto una quantità infinita di grida e disposizioni che rimarranno nella storia non soltanto  come ridicola offesa ad ogni logica e a ogni considerazione sanitaria, ma anche come attentato alla Costituzione. Tutto questo cercando e trovando una sponda in un’area di clientela pubblica che ha pensato di poter essere immune alla mattanza economica susseguente al fermo del Paese e che per questo si è lasciata andare alla narrazione enfatica senza il minimo senso critico. In queste settimane ho ricevuto molte mail da ogni parte del globo di conoscenti che mi chiedevano cosa stesse succedendo in Italia e se per caso fossimo impazziti: ho risposto che è proprio così, siamo impazziti di nulla e ora saremo fatti oggetto di stigmatizzazione da parte proprio di quelli che hanno usato l’Italia per costruire una pandemia, che persino l’Oms mantenuta di fatto da Big Pharma e da Bill Gates, non ha avuto il coraggio di dichiarare ufficialmente. Appestati , ma per inefficienza e incapacità ecco cosa ci attende perché adesso è molto meglio prendere le distanze da un modello di diffusione della paura che si è dimostrato efficiente dal punto di vista del contagio mentale, ma che si è risultato catastrofino sotto qualunque altro punto di vista. E a cui difesa non ci è fatti scrupolo di diffondere  balle sulla Svezia e sulla Germania, colpevoli di essere troppo “libere” e dunque in procinto di essere sterminate dal virus.

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