Le mie prigioni

22877-Ricostruzione_cella_di_SIlvio_PellicoTutte le volte che ho visto un film di ambiente carcerario mi chiedo come si possa temere l’isolamento che almeno ti sottrae  al contatto con ogni tipo di barabba ancor più inferocito dalla detenzione. Insomma datemi qualche libro, qualcosa da sgranocchiare ed evitatemi conversazioni sgradevoli o cretine e sono più contento. Però anche da prigioniero docile, mi sto cominciando davvero a stancare delle idiozie di un governo e di un Parlamento di mentecatti che hanno nel virus e nella paura  l’unica speranza di sopravvivenza dopo averlo usato per svendere il Paese. Mi sto stancando di quella vasta area di ebetini che ignari dell’Armageddon economico e politico cui stiamo andando incontro, se ne stanno tappati in casa a disquisire se andrebbe meglio o peggio con Salvini, con il Pd, con Grillo o con la monaca degli angeli in divisa, ovvero testa di Meloni. E ancora di più mi sto stancando di sedicenti virologi da televisione come Burioni un comune medico chirurgo promosso sul campo, che tirano fuori  le cose più assurde in appoggio a misure detentive palesemente inutili: quello che essi dicono su qualcosa che non conoscono è la più triste dimostrazione del baratro nel quale è sprofondata la scienza col neoliberismo, specialmente quel tipo di scienza meno “dura” e più volta alla pratica che ha un’immediato contatto col sistema. Nel campo della medicina si fa ormai fatica a distinguere una verità da una verità di comodo, un dato reale da una verità che ha il colore dei soldi e della speculazione.

L’industria farmaceutica che è divenuta al contempo la più grande spacciatrice di stupefacenti chimici per sedare le società, controlla e indirizza praticamente tutta la ricerca: da essa arriva l’80 per cento dei fondi dell’Organizzazione mondiale della sanità, ( a parte alcuni “benefattori” come Bill Gates, un miliardo di dollari ovviamente raccolti dalla sua fondazione tra la gente),  da essa dipendono la gran parte dei fondi che sostengono le facoltà di medicina, quelli che tengono in vita le riviste dove si pubblicano le ricerche e fanno testo, controlla le carriere accademiche e ospedaliere, nonché, attraverso il ben noto sistema degli omaggi e degli incentivi anche una buona parte della medicina di base.  Qualunque cosa venga detta non si sa mai quanto abbia a che fare con la salute delle persone e quanto con il peso dei bilanci. Quando un virologo parla e dice le fesserie assurde che sentiamo in questi giorni è come se dicesse una sola accorata parola:  vaccino, vaccino, con le pupille a forma di dollaro, seguendo le linee dell’Immunization 2030 un piano per vaccinare tutti per ogni cose senza alcuna certezza riguardo all’utilità e alle conseguenze sul sistema immunitario, ma con con la certezza di utili colossali perché è ben noto che i vaccini costano poco e vengono testati sugli acquirenti. Certo questo coronavirus, al pari di quello del raffreddore è molto variabile e dunque un vaccino è probabilmente completamente inutile, ma è comunque il santo graal, l’affare del secolo da cui si fa dipendere l’agognata salvezza dal morbo e perciò come Parsifal in camice bianco danno un alibi al governo per continuare la carcerazione del Paese e anzi aizzando a reclusioni ancora più dure se non a vere e proprie deportazioni.  Certo esiste un ricerca di base e di controllo che resiste alle pressioni o che sopravvive ai margini del grande affare, pubblica su Lancet e su riviste indipendenti e ma qui si inserisce il fattore informazione che lascia trapelare solo quanto è funzionale al massimo profitto: così per esempio abbiamo le più grandi preoccupazioni alimentari su questo e su quest’altro, ma voi avete mai letto da qualche parte che l’alcol etilico è una sostanza cancerogena di classe A, ovvero che la sua azione mutagena è rilevante ed è dimostrata con certezza sull’uomo? No di certo, vedete soltanto sommelier che delibano.  Nel nostro mondo non è più tanto importante ciò che si sa, ma ciò che si vuole far sapere ed è anche per questo che le voci che dimostrano l’inutilità delle segregazioni sono silenziate o quelle anche autorevoli che demistificano la pandemia  sono silenziate.

Così gli esperti mentono per la gola oppure sono così stupidi da non capirlo, si rendono profeti di sventura su ciò che sostanzialmente non sanno e arzigogogolano per i loro interessi. Vedete il 14 aprile Apple, insieme a Google e a Facebook, insomma la trimurti  che vuole prendere in carico il controllo della popolazione in nome dei nuovi liberi dittatori del mercato, ha pubblicato i dati aggregati sulla mobilità, sia in auto che a piedi che con i mezzi pubblici  usando quelle informazioni che solitamente vengono utilizzate dai provider di internet e della telefonia per il calcolo del traffico. Ebbene l’Italia è risultato il Paese con la minore mobilità al mondo, il 12 per cento di quella precedente al Covid e questo su tutto il territorio. Il Paese che invece si muove di più, praticamente come prima con un taglio di appena il 5 % è la Svezia. Ora spesso questi dati sono stati pubblicati da siti di straordinaria idiozia ortodossa i quali li considerano come un ottimo segnale. Di che ci si potrebbe chiedere visto che guarda caso la Svezia è anche il Paese con l’ indice di letalità per Covid di gran lunga più basso, oltre 50 volte inferiore a quello italiano che è a sua volta il più alto, ammesso e per niente concesso che i dati propinati quotidianamente dalla protezione civile abbiano una qualche credibilità che poi regolarmente si frantuma presso l’Istituto superiore di sanità.  Dunque la mobilità non c’entra proprio nulla, magari basta avere buoni ospedali, buoni medici e infermieri, buona pratica sanitaria, invece delle macellerie lombarde per avere ragione di un virus debolissimo. Ma d’altra parte la Svezia con i suoi dieci milioni di abitanti, è un mercato marginale per il signor vaccino che servirà, a quanto pare, anche a una schedatura di massa, anzi essenzialmente a quello: per cui si può lasciare che la pressione di paura sia minore. E per le stesse ragioni forse i virologi sono anche meno inclini alla clownerie con pagamento forfettario. Per questo comincio a sopportare a fatica la prigionia, benché secondo tutti i parametri sarei la persona a rischio ideale. Ma non ho affatto paura del virus, ho invece paura di chi finge di combatterlo per combattere ciò che resta della libertà e della dignità.

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