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Ucraina, tragedia e farsa

739f124ffebc4058ab69fb76efc3cfeb_18Si dice che il diavolo faccia le pentole, ma non i coperchi e così l’avventura Ucraina, una delle cose più idiote che sia inventato il mefistofele  dell’imperialismo americano in combutta con i farfarelli europei, sta diventando una farsa a tutti gli effetti, con un Paese in rovina e un comico di professione alla sua guida. Non si potrebbe immaginare niente di più risibile di un presidente come Zelensky, ebreo russo con una sommaria conoscenza dell’ucraino (possiamo immaginarci uno spagnolo che parla italiano o viceversa) il quale governa sostanzialmente con l’appoggio di truppaglia neonazista e si vede costretto ad esaltare i pogrom e le stragi della seconda guerra mondiale che sono divenute il momento fondante della nuova Ucraina. Già questo supera ogni immaginazione e ogni decoro, ma è niente di fronte all’umiliazione subita dal povero presidente di un Paese rovinato, quando Trump ha deciso di rendere pubblica una telefonata con Zelensky riguardo alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il figlio cocainomane di  Joe Biden – suo possibile avversario alle elezioni del prossimo anno. Biden un anno fa, quando c’era ancora Poroshenko, aveva fatto fortissime pressioni per far licenziare il procuratore capo, che stava indagando sui loschi affari del figlio, Hunter Biden, con una società ucraina del gas, la Burisma Holdings.

Nella telefonata a Zelensky, Trump  non si è limitato a chiedere lumi sulla vicenda e a sollecitare la continuazione delle indagini, ma ha indotto il presidente ucraino a parlare male dell’Europa, della Merkel e di Macron (cosa non riportata dall’informazione)  salvo sostenere qualche tempo dopo, durante un recente incontro alla Casa Bianca che l’Ucraina è un problema dell’Europa e che bisogna che Kiev parli con Putin. Insomma lo ha fottuto. Ma si tratta solo della ciliegina sulla torta di una vicenda diabolica, criminale e stupida, iniziata con una sanguinosa rivolta arancione nell’ambito dell’ossessione di circondare la Russia, secondo la dottrina Brzezinski, anche se militarmente questo avvicinamento fisico non ha più senso alla luce degli attuali armamenti. Il risultato è che l’Ucraina è stata data in pasto ai peggiori umori della destra estrema, le ha fatto perdere i territori agricoli più fertili, ovvero quelli della Crimea e la regione industrializzata del Donbass, ha scassato quel po’ di economia che restava e l’ha lasciata come un guscio vuoto. Adesso, proprio all’inizio dell’autunno,  si è fermata per incidente anche una delle sei centrali nucleari che riforniscono di energia il Paese, (in totale solo 9 reattori dei 15 totali funzionano)  e per sostituirli non c’è che importare dalla Russia un milione di tonnellate di carbone, ma Kiev non ha né i soldi per comprarlo, né le strutture ferroviarie per trasportarlo. Di gas non se ne parla nemmeno, quello locale è troppo poco e le trattative con Mosca per rifornire gli impianti, peraltro ormai fatiscenti, nel corso del 2020 sono cessate da tempo.  Tre milioni di ucraini sono andati a lavorare in Russia e sono intenzionati a chiederne la cittadinanza al pari degli abitanti del Donbass, un numero analogo di persone è sparsa nel resto d’Europa con prospettive di ritorno quasi impossibili.

In compenso è vietato l’uso del russo, lingua parlata dal 90% della popolazione, mentre gli ultra nazionalisti sfilano ogni giorno dietro le insegne naziste e le persone patiscono freddo e fame. Adesso poi con lo scandalo Biden che è diventato il nuovo asse del dibattito politico americano se Zelensky non indagherà sulle vicende dell’allegra famigliola Biden, Trump rifiuterà ogni eventuale aiuto, se invece permetterà alle indagini di procedere, i nemici di Trump vorranno la sua testa. Ma in ogni caso l’Ucraina va  a rotoli. Del resto il presidente è stato anche indotto a riempire di contumelie i leader europei e di certo non può rivolgersi a Putin che è considerato il grande nemico dell’Ucraina contemporanea. Insomma siamo di fronte allo spettacolo avvilente dei cambi di regime forzati dagli occidentali, trasformando la martoriata Ucraina in una severa maestra: lo spaccio di democrazia tagliata male finisce in farsa, la rovina è una certezza, la sola speranza è la resistenza.

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