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Rubare è il diritto primario della Ue

1513074879072.jpg--il_governatore_della_bundesbank___germania_piu_ricca_grazie_alla_bce_e_a_draghi_Le banche dettano legge. E questa di certo non è una novità e ancor più da quando sono diventate i templi dove si consumano i riti neoliberisti e brucia il futile incenso dei media. Ma l’espressione è ormai uscita fuori dalla metafora per diventare letterale: le banche si ritengono al di là della legge, soggetti di fatto insindacabili e dunque non punibili, anzi aspirano ad essere loro stesse i supremi legislatori. E’ successo in Slovenia dove la Bce è riuscita, grazie ai buoni uffici della Commissione, a trascinare il Paese  davanti alla Corte di giustizia europea, perché la polizia aveva sequestrato alcuni documenti della banca centrale che a quanto pare sono intangibili e al di sopra della legge.

La storia è a suo modo esemplare: nel 2013 nel 2013  Boštjan Jazbec, capo della banca nazionale slovena e in tale qualità anche membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, impose il salvataggio di tre istituti di credito, entrate in crisi a causa dei loro pasticci sul mercato, a totale carico dei contribuenti nonché di coloro che avevano investito su queste banche. Ma l’operazione fu talmente costellata da tali opacità e da tali ruberie che la magistratura fu costretta quasi a furor di popolo ad aprire un inchiesta su Jazbec che si è tradotto successivamente in un’imputazione per abusi d’atti d’ufficio. Vennero sequestrati i computer del banchiere attivate delle intercettazioni telefoniche dalle quali non soltanto si sono appresi alcuni particolari, ma si è sentito Jazbec minacciare gli altri membri della Bce con la classica formula: “se cado io vi trascino con me”. Così Draghi che verso queste genere di cosa deve avere una sensibilità particolare ha chiesto a Juncker, capo della commissione, di fare tutte le pressioni possibili per fermare l’inchiesta che già aveva accertato la presenza di numerosi e gravi reati. E forse avrebbe avuto facile gioco se non fosse per il fatto che l’associazione degli investitori ha pubblicamente denunciato le manovre in atto. rendendo quanto meno inopportuno uno scontro pubblico e a ogni buon conto Jazbec è stato detronizzato dalla banca centrale slovena, perciò anche dal direttivo della Bce e spostato nell’ufficio che si occupa dei salvataggi bancari che non fa parte ufficiale della Bce. Il classico amoveatur ut  salveatur. 

Ma qui viene il bello, in cui si concentra ovvero il succo del discorso: Draghi infatti scrive al procuratore capo della Slovenia mettendo in campo un nuovo argomento “legale”: i documenti informatici sequestrati conterrebbero informazioni della BCE e tali informazioni “sono protette dal diritto primario dell’UE direttamente applicabile“. Dunque il diritto primario europeo consente  il segreto su tutti gli atti della Bce , la loro insindacabilità e dunque ‘impunibilità dei banchieri centrali anche nel caso siano stati accertati gravi reati. Una tesi asseverata dalla commissione che ha appunto deferito la Slovenia davanti alla corte europea dando così corpo a tutto il peggio che si può pensare della Ue e dei suoi strumenti. Evidentemente gli atti compiuti da questi personaggi che peraltro tengono per le palle i loro servetti politici, sono così gravi che si è preferito squadernare la vera natura della Ue piuttosto che rischiare lo scandalo finanziario.

Tanto finché l’informazione mainstream tace o appapocchia qualche miserabile menzogna, pochi si accorgeranno che la Ue considera un diritto primario l’intoccabilità dei banchieri cosa che è degna di una dittatura guatemalteca, non di quella unione venduta come salvifica oltre che democratica all’uomo della strada e all’uomo di salotto. Di fatto siamo in mano a una cosca internazionale dove si passa con estrema facilità dal pubblico al privato, dalle banche centrali ai grandi centri di investimento come Blackrock o Morgan,  operando sempre nella medesima logica di spoliazione e in un contesto simile a quello delle famose agenzie di rating. Questa in definitiva è la legge primaria dell’Unione che bisogna onorare di mattina e di sera inchinandosi verso Bruxelles come garante della democrazia e della libertà. Lasciamolo fare a chi ancora crede a queste fesserie o a chi ci lucra.

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7 responses to “Rubare è il diritto primario della Ue

  • Rubare è il diritto primario della Ue — Il simplicissimus – Onda Lucana

    […] via Rubare è il diritto primario della Ue — Il simplicissimus […]

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  • roberto culatti

    Cosa sta succedendo? Ho condiviso questo articolo sulla mia pagina facebook e su altre con me collegate e chi gestisce facebook l’ha resa impossibile alla lettura del pubblico.

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  • andrea z.

    ORGANIZZAZIONE DEL SEBC

    Articolo 7

    Indipendenza

    Conformemente all’articolo 108 del trattato, nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal trattato e dal presente statuto, nè la BCE, nè una banca centrale nazionale, nè un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri nè da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi
    comunitari nonchè i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle banche centrali nazionali nell’assolvimento
    dei loro compiti.

    https://www.ecb.europa.eu/ecb/pdf/orga/escbstatutes_it.pdf?44d8b6c3a3b040c2fe254848d68557c0

    Il Protocollo sullo Statuto del sistema europeo di Banche Centrali e della Banca Centrale Europea è parte delle fonti primarie del diritto dell’Unione Europea a cui vanno aggiunte quelle derivate e quelle complementari.
    Quindi, non illudiamoci sulla possibilità di esercitare una qualche forma di controllo sulla onnipotente tecnocrazia europea.
    A redigere trattati e protocolli inclusi nelle fonti primarie sono stati i migliori giuristi tedeschi prestati al nazionalsocialismo dalle industrie del comparto chimico-farmaceutico, che hanno finanziato e sfruttato lo sforzo bellico hitleriano, a loro volta controllate dai centri finanziari angloamericani.
    Durante la Seconda Guerra Mondiale, ad esempio, gli aerei americani non potevano bombardare le industrie tedesche con capitale azionario statunitense e, infatti, queste aziende durante il conflitto avevano accumulato ingenti ricchezze con le quali hanno potuto ritentare in pochi decenni l’assalto all’Europa.

    “Ed infatti, mentre il centro storico della città di Colonia veniva raso al suolo in ripetuti raids di bombardamenti, la grande fabbrica della Ford in periferia poteva godere della reputazione di essere il posto più sicuro della città durante gli attacchi aerei, sebbene alcune bombe naturalmente cadessero occasionalmente sulle sue strutture.
    Dopo la guerra, la GM e le altre imprese Americane, che avevano fatto affari in Germania, non solo non venivano penalizzate, ma anche venivano compensate per i danni subiti dalle loro sussidiarie Tedesche, come risultato dei raids dei bombardamenti Anglo-Americani.”

    https://comitatoeuroexit.wordpress.com/2014/09/08/legami-usa-con-la-germania-nazista/

    Tutto è stato congegnato all’interno delle strutture europee per scongiurare ogni tipo di controllo democratico, in accordo con una visione fortemente elitista e nel pieno disprezzo della volontà popolare, come era prevedibile aspettarsi dai pianificatori del progetto UE: giuristi ed economisti che avevano occupato le principali cattedre universitarie durante il regime nazista.

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  • Anonimo

    Si può leggere:

    IL SOVRANISMO: UNA STORIA DI ECCESSI NARRATIVI

    su

    ComidadPuntoOrg

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