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Sesso x, povertà determinata alla nascita

de blasioI progressisti da salotto hanno salutato nei giorni scorsi un grande balzo in avanti della civiltà che ha il suo epicentro a New York, ovvero la decisione di permettere ai genitori di non attribuire alcun sesso ai neonati in attesa che essi stessi, una volta cresciuti, lo scelgano o vogliano rimanere indeterminati. Certo questa opzione non dipende dalla persona, non è riservata all’età adulta come in Canada ma,  come accade in Germania già da 5 anni,  dai suoi tutori e quel “sessso X” potrebbe portare anche a problemi pesanti, come è stato fatto notare. Ciò non toglie che tutto questo sia stato salutato come una grande conquista quando invece si tratta di simbolismo e di retorica auto promozionale del globalismo, visto che già dal  dal 2014 si era pensato alla sostanza ed era stato cancellato il tormentoso, anzi punitivo iter burocratico e medico per il cambiamento di sesso sui documenti anagrafici, peraltro adottato già prima da stati come la California,  Washington, (quello con Seattle),  dalla città di Washington,  da  Iowa, Oregon, Vermont.

Ci si domanda perché ciò accada ora e per quale motivo, visto che in linea di principio non punta a una pari dignità già teoricamente scontata, ma ad affermare il diritto a non essere qualcosa, mentre i diritti di tutti dovrebbero comunque essere garantiti proprio perché si è qualcosa sia dal punto di vista biologico, sia da quello di genere. Anzi forse sarebbe molto meglio togliere le identità sessuali dai documenti, invece di creare di nuove come in effetti si fa cadendo in contraddizione. Tuttavia probabilmente questa uscita serve probabilmente a qualcosa di radicalmente diverso e cioè a distrarre dal fatto che la città vetrina degli Usa è quella tra i mega agglomerati urbani, ad’eccezione di Detroit, con il maggior tasso di povertà assoluta: il 20,5 % della popolazione (in aumento) vive in questa condizione e dunque una uguale percentuale dei nati, anzi presumibilmente superiore, vivrà ben altri problemi che quelli di essere x e di scegliersi eventualmente un sesso di elezione tre o quattro lustri più avanti nel tempo. Ammesso poi di avere le risorse per rendere effettivo un iter di cambiamento senza rischiare la pelle o vivere in una condizione indeterminata. E non teniamo conto di altre condizioni, per esempio i quasi 50 mila senza tetto e 23 mila bambini senza famiglia chiusi in istituti regolarmente esposti agli assalti di ogni risma di predatori sessuali.  Per tutto questo però non esistono leggi magiche o simboliche e tanto meno segnali di riscatto. Anzi il tipo di progressismo che produce spettacoli simbolici e così apparentemente radicale sembra avere una natura compensativa: è vero crediamo in una società sempre più disuguale, ma vi diamo in cambio il sesso x. così da evitare  ogni discriminazione. A  patto ovviamente che abbiate almeno un milione di dollari.

Infatti i tempi sembrano far propendere per questo contesto visto che appena tre mesi fa gli Usa sono clamorosamente usciti dal Consiglio dei diritti umani Onu per protesta : Washington era stata indispettita dal Rapporto sulla povertà e sui diritti umani nel quale si definivano gli Usa come “una delle società più ineguali tra i Paesi sviluppati”. Nella parte del rapporto riguardante gli Stati Uniti, peraltro coordinata da Philip Alston, docente di diritto internazionale alla Scuola di legge dell’Università di New York, non solo si presentano i dati sullo stato di povertà assoluta che coinvolge in via ufficiale oltre 40 milioni di persone, ma probabilmente un numero altrettanto grande di cittadini che sfuggono alle statistiche per vari motivi, mette sotto accusa l’illusorietà dei numeri riguardanti l’occupazione, la cortina fumogena di riforme sociali fraudolente, la criminalizzazione dei senzatetto. le gravissime carenze riguardo nell’assistenza dei bambini poveri che tra l’altro determina un tasso di mortalità infantile da terzo mondo e al contempo le fortissime pressioni. anche determinate dall’impianto legislativo (che rimane integro) , esercitate sulle donne per negare loro il diritto all’aborto. Anche quando le condizioni economiche e personali sono così precarie che il bambino verrà poi con assoluta certezza sottratto alla madre naturale dai servizi sociali, chiamamoli così. Come si può immaginare tali condizioni hanno il loro diapason nei grandi conglomerati urbani dove le reti famigliari e sociali dei piccoli centri sono assenti e New York – dove maggiormente si addensa l’ideologia della disuguaglianza tanto da diventare parte della retorica cittadina, fa da simbolo a tutto questo.  Ma per fortuna neonati e bambini, per volontà dei loro genitori, potranno evitare di essere trascinati nella banalità di una sessualità fisiologicamente definita e potranno essere X, mentre alle loro vite marginali non c’è scampo.

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