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Il coraggio dell’audacia

67738260-pegno-solitario-di-scacchi-davanti-alla-squadra-nemica-coraggio-e-audacia-concetto-con-pezzi-di-scacNegli ultimi trent’anni le mappe della politica sono profondamente cambiate e se ancora alla fine degli anni ’80 la definizione di destra e di sinistra era sufficiente a collocare topograficamente partiti e movimenti, ora questa indicazione è del tutto inadeguato alla descrizione del paesaggio politico. Non è che destra, centro e sinistra siano scomparsi, ma sono solo uno dei criteri da tenere in considerazione: ad essi vanno affiancati altre  coordinate che sono divenute prevalenti come per esempio quelle di forze di sistema  di opposizione o antagoniste o ancora quelle di governismo e di alternativismo, di appartenenza o di utilità, di radicamento o di opinione.

Se volessimo creare un algoritmo per dare un senso di base a una battaglia politica delimitata entro i confini angusti posti dalle oligarchie europee e dalla posizione internazionale del Paese potremmo dire che l’area di sistema è un fattore zero e il governismo un valore di 0,1: il primo annulla qualsiasi moltiplicando, mentre il secondo ne riduce le potenzialità di un fattore 10: quindi destra o sinistra qualunque valore abbiano sono riportate a zero e giacciono indifferenziati sulla carta a quadretti, oppure nel caso siano solo governiste riducono le differenze a valori così piccoli da non poter essere effettivamente distinti . Questo accade anche con le forze di opposizione che non contestando le basi del sistema, ma solo le sue modalità, subiscono la stessa sorte matematica, azzerandosi o decimando le proprie potenzialità. Solo le forze antagoniste mantengono intatto il loro valore iniziale anche se l’entità di quest’ultimo viene poi determinato da addizioni e sottrazioni come l’opinione, l’appartenenza, l’abitudine, l’area di clientela, la presenza mediatica e così via. Per fare un esempio ovvio diciamo che la destra berlusconiana x sistema x governismo dà come risultato lo stesso che si ha moltiplicando il centro sinistra per i medesimi fattori: ovvero politicamente zero il che è anche confermato dalla mobilità interna di questo grosso corparccione conservatore al contro. E questo vale per Leu e per tutti gli ectoplasmi comparsi in vista delle elezioni ad eccezione di potere al popolo che si presenta come unica formazione antisistema. Se vogliamo sottrarre il Movimento 5 stelle all’area di sistema, nonostante Di Maio, comunque non possiamo salvarlo dal governismo e quindi ad una decimazione delle sue potenzialità.

Certo se l’Italia fosse un Paese libero e sovrano l’algoritmo sarebbe radicalmente diverso, ma in queste condizioni abbiamo una sorta di insieme magmatico le cui differenze sono in gran parte immaginarie e non soltanto negli slogan, ma anche nel concreto, vedasi il capitolo sui diritti del lavoro o sull’immigrazione dove c’è stata una staffetta reale e un contradditorio solo verbale. Il fatto è che il governo del Paese è decentrato e avviene nella sostanza altrove, mentre il mondo politico nostrano non è altro che un’ombra cinese. Qualora se ne volesse una prova basterebbe leggere questo passo del Corriere: «C’è un aspetto poco sottolineato, nella campagna elettorale. I partiti hanno cominciato a mostrare maggiore consapevolezza sull’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea. Fino a qualche mese fa, sembrava che l’europeismo fosse scomparso dall’orizzonte. Silvio Berlusconi criticava le istituzioni di Bruxelles e proponeva una doppia moneta. Il M5S teorizzava un referendum per uscire dall’euro. La Lega martellava contro euro e Nato. Perfino il Pd renziano additava «i burocrati europei» che non concedevano maggiore flessibilità ai governi italiani in materia di spesa pubblica. Oggi, invece, l’adesione ai vincoli continentali è diventata quasi corale: anche se con qualche contorsione e, da parte di alcuni, strumentalità». I servi gioiscono per il fatto che nessuno contesta più il padrone, nonostante quest’ultimo goda ormai di una salute precaria e che di conseguenza abbia accresciuto il suo cinismo senile pur con speranze di vita assai meno prospettiche rispetto al passato anche recente.

Quindi da una parte abbiamo elezioni quanto incerte nei risultati e probabilmente prodromo di un qualche governo di unità o di emergenza, dall’altro abbiamo al contrario un panorama uniforme e piatto che rende del tutto indifferente l’impasto dei futuri governi i quali  non saranno comunque in grado di governare alcun processo e anzi finiranno per accelerarli con la loro inazione provocando un aumento drammatico delle disuguaglianze. Come ho avuto occasione di dire qualche tempo fa siamo di fronte a un voto così ininfluente rispetto alla realtà che forse vale la pena mettere nell’urna più che un segno di rassegnazione al presente, un seme per il futuro. Essere per una volta audaci invece che spaventati e proni è in fondo già un po’ di futuro.

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18 responses to “Il coraggio dell’audacia

  • jorge

    Circa Potere al Popolo anonimo parla di ” femminismi non meglio identificati”

    eventualmente ci fosse qualcosa di improprio, sarebbero quelle donne come la boldrini e la lombroso che vogliono accogliere gli immigrati in maniera pelosa, allo scopo di oliare il meccanismo del loro sfruttamento come forza lavoro da parte del capitale italiano,

    Altrimenti, le donne suddette oltre che predicare l’accoglienza, dovrebbero schierarsi contro l’imperialismo anche italiano che distrugge i paesi d’ origine dei migranti, costringendo questi a migrare ed a scontrarsi con le popolazioni autoctone. I migranti di sicuro preferirebbero restare a casa loro e non cadere nel circuito infernale cui vanno incontro

    I miasmi dell’immigrazione dovuta all’imperialismo ancora una volta vengono messi a valore da donne come la boldrini la lombroso e giorgia meloni, unite nel farsi paladine di quei settori che esse stesse hanno dannrggiato in combutta con l’imperialismo, esse vogliono lucrarci politicamente

    si spiega finalmente perchè anche la lombroso se la prende con i poteri alieni (europei) o con un generico malaffare e mai col terzo degli italiani arricchitosi col neoliberismo

    si spiega perchè la lombroso se la prende con la finanza assurdamente considerata come una sfera separata, e mai con
    l’imperialismo-capitalismo in quanto tale, deve oliare con l’accoglienza pelosa lo sfruttamento della forza lavoro immigrata e non da parte del capitale italiano

    il femminismo e una cosa seria e non c’entra con queste robe quì

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    • jorge

      se non fosse come dico , la trimurti boldrini lombroso meloni dovrebbero attaccare in primis l’imperialismo italiano, ma esse negano perfino la sua esistenza

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  • jorge

    certo che a sentire simplicissimus sembra che debba arrivare Star Trek per rovesciare il controllo alieno sull’italia, con una lotta di cui si debbono gettare ancora i primi semi…

    nessun riferimento al terzo degli italiani che si sono arricchiti col neoliberismo , che è il vocabolo con cui la neolingua chiama il capitalismo
    …………………….

    Eni selex, ansaldo, finmeccanica ed un codazzo di medie e piccole imprese ottengono commesse enormi in libia, Gli italiani hanno accettato poco piu di un anno e mezzo di bombardare con i propri aerei di stanza in Kuwait degli obiettivi americani in iraq (per favorire i jiadisti), tradendo il mandato di fornire solo ricognizioni dall’alto, In cambio, gli usa appoggiano gli interessi italiani in libia, la eni è avanti alla total francese circa il petrolio e il gas, e l’unica ad operare in tutte le due parti che sono in conflitto in libia. Selex sta tacendo la rete di comunicazioni di tutta la libia, ricostruiscono alla grande ansaldo e finmeccanica.. e la Lombroso che da poco mette in testa il fez canta “Tripoli bel suol d’amore”

    se non si denunzia i l’imperialismo anche italiano, allora la solidarietà data agli immigrati serve a facilitare il loro sfruttamento da parte degli imprenditori. La solidarietà vera deve tutelare in tutti i modi gli immigrati, ma pure combattere l’imperialismo, anche italiano, che distrugge i loto paesi, solo così è solidarietà vera, rivolta ad evitare a questi sventurati la necessità di emigrare, a loro certo non fa piacere essere costretti a farlo, Ma la lombroso dice che l’imperialismo italiano non esiste ,,,,,

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  • Anonimo

    Il nuovo, anche pseudo nazionalista, che avanza ?

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  • Anonimo

    “Come ho avuto occasione di dire qualche tempo fa siamo di fronte a un voto così ininfluente rispetto alla realtà che forse vale la pena mettere nell’urna più che un segno di rassegnazione al presente, un seme per il futuro”

    Il voto è ininfulente o poco influente da quando sono state introdotte le leggi maggioritarie… quanto ad aspettative per un futuro (remoto…) potrei dire che è almeno dal 1993, che le aspettative concrete di cambiamento vengono rimandate al futuro remoto…CAMPA CAVALLO.

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    • Anonimo

      Ho l’impressione che i sinistrati italiani si stiano comportando in un modo molto simile a come si comportò la social democrazia tedesca prima dell’avvento di Hitler… in realtà da parte della sinistra NON C’È NESSUNISSIMO MOTIVO PER PROCASTINARE OLTRE , LE POLITICHE DI CAMBIAMENTO… le CONTRO RIFORME SECONDO LOGICHE TURBO CAPITALISTE, QUANDO SI SONO MESSE IN MOTO, DOPO NEMMENO 25 ANNI, IN ITALIA HANNO ABROGATO I DIRITTI DEI LAVORATORI, hanno reso progressivamente la sanità MENO UNIVERSALE E PIÙ ONEROSA OLTRE CHE POCO EFFICACE-EFFICIENTE,HANNO IMPORTATO DA TUTTO IL MONDO UN GRAN NUMERO DI IMMIGRATI A MO’ DI ESERCITO DI RISERVA, HANNO DEPAUPERATO LO STATO SOCIALE… ed il simplicissimuss che dice, che ora è il momento per seminare il cambiamento ?
      Non sono d’accordo, ora sarebbe stato necessariamente (!!) il momento per cogliere i frutti di un cambiamento… è da almeno 25 anni che gli italiani della CLASSI SUBALTERNE, subiscono il depauperamento delle politiche turbo capitaliste … quanto dovrebbero aspettare ancora per vedere un qualche cambiamento in senso socialista ?

      Devono aspettare la redenzione nell’aldilà ?

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    • Anonimo

      Francamente sto discorso del seme per il futuro ( remoto ?) cambiamento, lo trovo surreale, grottesco.

      Verrebbe da parafrasare keynes: nel lungo periodo , siamo tutti morti.

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      • Anonimo

        Che probabilmente formazioni politiche tipo potere al popolo, alle prossime elezioni possano cambiare poco, è quasi un dato di fatto… ma che si debba auspicare che volutamente cambino poco , come segno di audacia poi; BEH, TUTTO CIÒ È SEMPLICEMENTE GROTTESCO.

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    • Anonimo

      Il procrastinare, è spesso sintomatico DI IMPOTENZA !
      sicuramente schieramenti , anche tardivi come potere al popolo, avranno una buona dose di impotenza dopo una serie trentennale di batoste che la sinistra ha incassato, VOLENTE, o nolente.

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  • pinco pallino

    splendida analisi, ha dato forma più precisa a tanti pensieri sfusi sul political kompass

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    • Anonimo

      L’articolo di Pellizzetti, è PARECCHIO INTERESSANTE ( in particolare il capoverso finale…) !

      A mio avviso spiega uno dei principali motivi del continuo collasso della sinistra predicatrice ( come se il clero cattolico , qui in itaGlia non predicasse abbastanza… ed ugualmente, i sinistrati tendono a predicare bene e razzolare male, da almeno un 30ennio), parolaia e ciarlatana… non credibile, in altre parole.

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  • Anonimo

    Rizzo ( ed il suo partito…) danno l’impressione di essere più pragmatici e meno velleitari, di potere al popolo ( dove, oltre a femminismi non meglio identificati, ci stanno pro immigrazionisti e rifondazione comunista, quelle che dai suoi giornali approvava “”l’esportazione di democrazia”” contro il “tirannico Ghedaffi”.

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