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Venezuela, Vive la Difference anche all’ALBA

maduroPurtroppo è sempre più facile vergognarsi di essere italiani. Per esempio oggi i francesi vanno alle urne e circa un venti per cento di loro voterà, stando ai sondaggi per Jan – Luc Melenchon il quale tra le cose dette in campagna elettorale ha anche proposto un avvicinamento se non una partecipazione diretta della Francia ad ALBA, ossia all’alleanza bolivariana per i popoli dell’America, invisa a Washington e a quei manifestanti simil Maidan che stanno scatenando la violenza in Venezuela, che ammazzano cercando di dare la colpa al governo, secondo un copione ben sperimentato e ormai classico. Invece noi abbiamo il redivivo Renzi, sempre presente quando c’è da affermare la natura matrigna del suo essere, che straparla di libertà in un Venezuela dove qualcuno ha scatenato la violenza cercando di fare la parte della vittima. E l’ometto riesce a mettere in mezzo nella sua accusatio non petita  persino piazza Tienanmen la quale ovviamente non c’entra assolutamente nulla, di cui ha sentito solo parlare dalla propaganda occidentalista che dallo scontro di due fazioni del partito comunista ne ha tratto una instant saga  i cui termini, da allora ripetuti e rivisti all’infinito, sono assolutamente  equivocati dalla banalità delle narrazioni americano – occidentali.

Così adesso basta che qualcuno si metta davanti a un blindato dei cattivi designati da Washington, specie se si tratta di una nonnina o di qualche altra figura atta a suscitare patetismo ed empatia, che immediatamente scatta nelle menti più elementari e rozze la semplicistica metafora cinese. Certo se qualcuno si mette davanti ai corazzati quelli dei buoni, la cosa cambia totalmente aspetto, si tratta di violenti, di black bloc, di terroristi, di gente che attenta all’ordine costituito e che deve essere assolutamente repressa con tutti i mezzi tanto che i dispositivi d’ordine poliziesco e di blindatura di intere città sono salutati come segno di progresso e di efficienza. Era inevitabile che anche Renzi fosse in questo coro di voci bianche, di castrati della politica e delle idee, di burattini intenti a ripetere eternamente le loro verità di comodo insieme a tutta l’informazione mainstream. Solo che quest’ultima ha ancora abbastanza le mani in pasta nel processo di creazioni della “verità” da vergognarsi di quello che scrive: la ” guerra civile” venezuelana contro Maduro, così simile negli obiettivi e nelle modalità a quella ucraina ucraina e “vera” come quella siriana, viene asseverata, ma sempre attraverso articoli anonimi. Del resto viviamo in un mondo anonimo e allo stesso tempo, per necessaria compensazione mitopoietica, strapieno di eroi sospetti  di cui in questi giorni abbiamo qualche esempio.

Ecco la Francia, benché investita anch’essa dall’orwellismo mediatico è un Paese dove persino un candidato alle presidenziali e non solo qualche blogger sconosciuto, può ancora dire qualcosa contro la menzogna istituzionalizzata, può esprimere il dissenso cognitivo sempre più denso e drammatico, mentre noi siamo costretti a essere pestati dai prodotti digestivi di un trentennio di rimbambimento collettivo, dove è ormai impossibile qualsiasi discorso con un minimo di serietà. Un Paese che ha perso la voce e si esprime a flatulenze.

 

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