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Il tradimento dei chierichetti

immagineIl mormorio contro la democrazia era cominciato fin dai primi minuti del fatale Brexit, ma adesso con l’elezioni di Trump l’indignazione contro gli elettori è divenuta incontenibile, al punto che Fabrizio Rondolino, noto voltagabbana premium, uomo per ogni stagione e mezza stagione, non si è trattenuto dal twittare la sua ultima corbelleria: “Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale”. Naturalmente qui non si tratta di dare troppa importanza a un piazzista di giro delle televisioni e dei giornali, ma di testimoniare l’animus di tutta una classe di informatori che in realtà disprezza quelli a cui cercano di fabbricare e vendere opinioni per conto del padrone di turno e sono affetti da una incurabile sindrome del maggiordomo, per cui finiscono per essere più realisti del re.

La pena e il ridicolo sono assicurati come nelle dichiarazione della Botteri la quale dall’alto dello stipendio stratosferico che prende per guardare quando è libera da altri impegni,  la Cnn, si lamenta del fatto che lei fa tanto per educare la gente e poi quella vota così. Bisognerebbe commiserare questi falsi democratici che della democrazia non hanno capito nemmeno i fondamentali e che pensano di far parte dell’elite cercando di nascondere i fili, ma che dico, le funi da ormeggio tanto sono grandi, con cui i loro elemosinieri li guidano. Chi più chi meno, perché anche i più celebrati  svergognatori di casini e affari occulti alla fine sono appesi ai contratti e come i picciotti ogni tanto devono fare opera di killeraggio. Dunque per questi cortigiani il suffragio universale va bene solo quando suffraga le loro chiacchiere rituali, la loro megafonia da voce del padrone e diventa invece un pericolo addirittura per l’intera civiltà quando li smentisce.

In giro per il mondo c’è ben di peggio, dalla liberal indiana demente, allevata e foraggiata in Usa che chiede un killer per Trump  a quelli che hanno aperto una petizione su uno di quei siti che lucrano sulla raccolta firme per invalidare l’elezione del nuovo presidente: le elites al potere non si fanno mancare nulla, muovono ogni pedina per intimidire e condizionare le realtà che man mano emergono dalle persone, per fare notizia e mettere la gente di fronte alle sue responsabilità, per farla sentire come una merda dall’alto della loro devastazione di civiltà. Ma è difficile trovare quella professionalità del conformismo e del servilismo che si trova in Italia, arduo reperire altrove gente che riesce a convincersi profondamente delle verità che via via, anche a poca distanza di tempo, servono loro il pasto caldo, la carriera, la comparsata, la presenza, la busta o anche solo la rete di conoscenze. Insomma il loro vero rasoio di Occam riguardo alla realtà.

Sono così adeguati alla menzogna che non mentono, così avvezzi all’etica dell’interesse personale e alle deviazioni del narcisismo da considerare le idee come un gioco di perle: non credendo a nulla possono credere a qualunque cosa e non avere dubbi su niente perché il criterio di verità è quanto conviene a loro, il che, con l’estinzione progressiva di ogni pluralismo dell’informazione significa, significa sempre essere critici nei confronti della critica al potere. Certo non è molto interessante che un consulente del grande fratello con moglie organizzatrice della Leopolda, come il rotondolino Fabrizio, dica la sua riguardo al suffragio universale, è interessante invece la fenomenologia di questo ceto sedicente intellettuale e comunicatore, variamente articolato, che non ha alcun valore o orizzonte di senso da difendere, che non può essere accusato da nessun Julien Benda di tradimento o di compromissione, non essendo parte di nulla se non dell’infinito sofisma contemporaneo. Non sono chierici ma chierichetti.

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