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Guerre di “occupazione”: auto satira Usa

vlcsnap-2016-08-04-12h29m23s202Una guerra, anzi due per impadronirsi delle risorse di un territorio, stragi e creazione di terrorismo, armi e soldi prima agli uni, poi agli altri e agli altri ancora in un cinico gioco al massacro, creazione di caos e di morte che poi nell’informazione si trasforma in un infantile monopoli con viale della democrazia, hotel giustizia, giardini della crescita, lotta al terrorismo. Guerra di Libia è la casella nella quale si arriva usando i dadi truccati, ma è pur sempre solo un esempio della menzogna globale che poggia alla fine sul profitto e lo sfruttamento.

Ma è solo un capitolo. Vorrei che seguiste con attenzione e divertimento il video linkato alla fine del post e ripreso nell’autunno scorso al Valdai Discussion Club, in cui un ex ambasciatore americano a Mosca, Jack Matlock cerca di spiegare a Putin che lo schieramento missilistico ai confini della Russia, messo in atto dagli Usa e dalla Nato, non rappresenta affatto un atto di ostilità verso Mosca, ma è solo un modo di creare posti di lavoro e opportunità per le aziende americane. Ovviamente la platea se la ride di questa assurda e penosa spiegazione e in tutti noi si fa strada un sentimento di indignazione e allo stesso tempo di ilarità nel sentire queste inconcepibili idiozie. Ma non ci accorgiamo che non è altro che il risultato finale, l’applicazione pratica di quelle teorie neo liberiste per le quali il profitto fa aggio su qualsiasi cosa e l’approdo finale della democrazia del lobbismo. In effetti l’apparato militar – industriale statunitense non fa che soffiare sul fuoco  di una nuova guerra fredda, esagerare sul pericolo russo sia in termini politici che militari, per potersi assicurare sempre nuove nuove commesse anche se non sempre, anzi quasi mai all’altezza del compito per ovvie ragioni di bilancio e di ricavi. Cosa per la quale l’allarme fasullo finisce per auto avverarsi mostrando una continua accorciamento della distanza fra l’impero e l’insieme russo cinese.

Il fatto ancora più inquietante è che Jack Matlock non è affatto un guerrafondaio a perdere, ma è stato, nella seconda metà degli anni ’80, un protagonista della  distensione  fra Washington e l’Urss di Gorbaciov, dieci anni dopo, uscito dal servizio diplomatico, è stato primo firmatario di una lettera aperta a Clinton molto critica sui piani di espansione della Nato, cosa per la quale si è dovuto “discolpare” presso la commissione esteri del Senato, nel 2004 è stato tra gli organizzatori di una dichiarazione di diplomatici e comandanti militari contro Bush e lavora per l’abolizione totale delle armi nucleari. Dunque c’è da domandarsi cosa induca un personaggio del genere a dire sciocchezze tipo montiamo i missili nell’Europa dell’Est per creare lavoro in America. La prima ipotesi, la più benevola, è che  non poteva apertamente sconfessare Washington di fronte al Grande nemico creato dall’amministrazione Obama e pronto ad essere passato alla Clinton, giusto per dare un senso alla sua esistenza di candidato presidenziale, ma non voleva nemmeno appoggiare una politica delirante: così ha detto una cavolata talmente stratosferica da denunciare senza parere l’assurdità della nuova guerra fredda o tiepida che sia. La seconda possibilità ahimè più consistente è che ormai l’elite americana stia perdendo la testa e in qualche modo semi consapevole veda nella guerra e nel conflitto l’unica opportunità per conservare l’egemonia e adotti i topoi più rozzi del pensiero unico per mascherare le evidenze o per affermare il proprio buon diritto.

Certo è un bel guaio che gli studi economici mostrino come gli investimenti militari siano quelli col minor impatto occupazionale e che fare barbecue sarebbe molto meglio se proprio si volessero creare posti di lavoro. Però sapete gli americani non sono egoisti, non vogliono creare posti di lavoro solo per loro togliendogli agli altri come la triste vicenda dei due scemi con Marchionne potrebbe far credere: e allora tutti i corpi nazisti in Ucraina,  le falangi terroriste importate in Siria  e poi dedicatesi alla start up Isis,  i miliziani di Misurata tanto per citare alcune mansioni aziendali dove li mettiamo? La verità è che se non ci fosse Washington sarebbero tutti disoccupati.

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One response to “Guerre di “occupazione”: auto satira Usa

  • diderot39

    Non e’ affatto un’auto satira. La cultura americana, specialmente nel settore politico e dell’economia e’ completamente orfana di ogni senso dell’humor.

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