2Come funziona l’informazione, quella paludata dei grandi giornali e delle televisioni? Funziona – tanto per andare sul pratico – in questo modo: che Repubblica tira fuori come se fosse uno scoop la faccenda del futuro trattato transatlantico, il quale  sotto le spoglie di una liberalizzazione degli scambi tra Usa ed Europa, offre alle multinazionali un potere di fatto legislativo in materia di diritto del lavoro, sicurezza, controlli bancari, sanità, alimentazione e ambiente. La cosa curiosa è che il giornale di De Benedetti lancia l’allarme come se di questo trattato non se ne sapesse nulla, mentre invece era argomento di discussione su molti tavoli almeno da un anno, cioè da quando la commissione di lobbisti e amministratori delegati messa in piedi dalla Ue aveva cominciato a lavorarci..

Nel mio piccolo – quello di una persona che non ha uffici a New York o a Bruxelles, né informatori economici di grande livello (ma questo forse è un vantaggio, visto il livello), né ha tempo per spulciarsi tutte le notizie – ne avevo parlato il 5 novembre scorso qui e successivamente il 28 gennaio di quest’anno, così come hanno fatto centinaia di altri siti e giornali come Le Monde o il Guardian o Die Zeit: dunque era una cosa ampiamente conosciuta di cui il quotidiano in questione non si è voluto occupare per una scelta deliberata, non certo per mancanza di informazioni. Ma lo fa adesso solo dopo che sono passate le elezioni europee per evitare che l’argomento del Tran­sa­tlan­tic Trade and Invest­ment Part­ner­ship, (così si chiama la definitiva pietra tombale del modello europeo) entrasse nella campagna elettorale facendo suonare ancor più campanelli di allarme.

Per la verità non ne hanno parlato molto nemmeno gli euroscettici e ancor meno le sinistre se non per vaghissimi accenni, trascinati insieme dal conformismo del silenzio, tanto per essere benevoli: così adesso il giornale che ha regalato due parlamentari europei alla lista Tsipras, dà il via ad una “scoperta” che si riversa a catena sui fogli e le elite residuali della sinistra che vanno sempre a traino, coprendo con la trovata della notizia bomba, il voluto silenzio precedente. Adesso che naturalmente rischia di essere troppo tardi, che si è fatto di tutto per eleggere un Parlamento europeo che dirà entusiasticamente di sì, adesso che è facile reinventarsi la sordida verginità da mugugno. Ecco all’opera la Repubblica degli espedienti e dei silenzi che meriterebbe un festival tutto suo e in cui l’opinione vagamente progressista potrebbe specchiarsi come un Narciso inconcludente con tutti i tratti della cattiva coscienza.