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Elmetti bianchi: Washington chiude i rubinetti

60e7d6d32ca64d6a3a9c504319d5a1d7Lo sapete bene quanto io sia “complottista” e come da anni consideri molti degli eventi che l’informazione occidentale mastica sulla Siria come frutto di una vera e propria produzione cinematografica tra i cui i principali protagonisti sono i celeberrimi elmetti bianchi, sempre presenti con i loro bimbi truccati e salvati perché si sa con i bambini l’audience aumenta e ci si ferma meno a pensare. Certo non è stato facile prendere una posizione intollerabile per coloro che si aggrappa alle cronache ufficiali, tanto più che questi elmetti bianchi, ufficialmente volontari al servizio dei civili siriani inquadrati in un’ennesima ong, sono stati costantemente accompagnati da un’aura numinosa che li faceva in odore di Nobel per la pace oltre che protagonisti di un film celebrativo, in questo caso di un meta film si potrebbe dire, prodotto da Netflix. una delle più note ditte della propaganda a stelle strisce.

Ma alla fine per una volta il tempo è stato galantuomo e la Cbs per prima ha lanciato una notizia che praticamente tenuta segreta dall’informazione occidentale: Washington ha chiuso i finanziamenti diretti nei confronti degli elmetti bianchi, cosa del tutto incomprensibile se il loro ruolo fosse così importante e così umanitario come viene detto. Per di più la stessa Cbs ha fornito dei particolari interessanti su questi angeli che gli Usa avrebbero foraggiato con 32 milioni di dollari, praticamente un terzo di tutti gli introiti della ong di riferimento, con un meccanismo messo a punto al tempo di Obama e che passava dall’ Usaid a due società di contractors, prima Chemonics dal 2014 e in seguito MayDayRescue.  Quest’ultima società è a sua volta finanziata dai governi di Germania, Gran Bretagna, Olanda e Danimarca e ha fornito comparse volontarie per tutte le presunte violazioni russe e siriane. Del resto non è affatto un mistero che a capo dell’ angelica Ong  ci sia  James Le Mesurier, ex ufficiale dell’esercito di Sua Maestà e “consulente” (leggi agente sotto copertura) del ministero degli Esteri britannico, volato in Siria nel 2011 in concomitanza con le cosiddette primavere arabe e nell’imminenza di un’operazione tipo Libia messa a punto da Obama, ma poi saltata all’ultimo momento probabilmente per un deciso intervento diplomatico russo. Del resto anche il responsabile siriano dell’organizzazione, Zouheir Albounni è un impiegato dell’Usaid.

C’è di più perché gli elmetti bianchi hanno addirittura un curatore dell’immagine nella società inglese Purpose il cui responsabile europeo, Tim Dixon è anche il cofondatore di The Syria Campaign, finanziata sia dalla fondazione Rockfeller che dalla fondazione Asfari, creata dall’omonimo petroliere siro – anglo – americano che culla il sogno di diventare capo di una Siria coloniale e che per sostenere questo sogno ha persino  ha sganciato un milione di sterline al partito conservatore della May, nonostante pesi sul suo capo un’accusa di truffa. Solo dio sa come si faccia in questa condizioni a dire “siamo fieramente indipendenti e non accettiamo fondi da governi o da parti coinvolte nel conflitto siriano”, ma non credo che per questa gentaglia una sfacciata bugia in più faccia la differenza.

Molte di queste cose erano in gran parte già conosciute, ma con la chiusura ufficiale dei fondi diretti e l’interruzione della filiera di finanziamento, esse acquistano il  valore di un’ammissione di colpevolezza se non di una confessione. Cosa abbia portato a questa inversione di tendenza non è ben chiaro così come è impossibile dire se la cosa preluda a qualche cambiamento nella campagna siriana: può essere interpretata come una fase della battaglia fra Trump e lo stato profondo o come la decisione di prendere le distanze  di un’organizzazione ormai inaffidabile, colta con le mani nella marmellata per la sceneggiata di Douma, pretesto per il bombardamento dimostrativo e criminale di tre settimane fa, ma sulla quale si addensano sempre più nubi anche da altre parti, come per esempio i reportage da Aleppo dove pare che gli Elmetti bianchi funzionassero solo come struttura paramedica di supporto ai ribelli jihadisti e non abbiamo mai fatto nulla per la popolazione civile. O il fatto che il video sul presunto attacco con i gas del 7 aprile, sia stato diffuso prima che l’aviazione siriana colpisse le postazioni dei terroristi ovviamente moderati.

Insomma una volta scoperto il trucco meglio rimescolare le carte e nascondere quelle segnate, chiudere la serie tanto più che i territori dove gli Elmetti bianchi girano il film sono sempre più ristrette e tenere in piedi il teatrino potrebbe diventare pericoloso, squadernare verità inconfessabili: al limite possono essere finanziati in nero. Del resto il caso dei White helmets non è che un capitolo di una guerra mediatica e informativa che si basa in gran parte sull’ Idlib Media center che non è esiste ed è solo un canale su you tube, quello preferito di Macron che lì vi ha trovato le prove dell’attacco con i gas. Oppure  Ana Press agenzia fondata da citizen journalist vicina fino al 2016 a Erdogan,, che si vantava di distribuire ai media internazionali soltanto notizie verificate e neutre. Disgraziatamente questa agenzia è interamente finanziata dalla ong olandese Hivos che a sua volta si sostiene grazie ai fondi dei ministeri degli esteri olandese, britannico, statunitense, danese, tedesco e canadese oltre che con quelli della Ue e dell’Open Society Institute di Soros. dunque rappresenta in pieno il fronte anti Assad. Infine abbiamo il Syria Deeply con sede a New York che si autodefinisce “la piattaforma più importante del mondo riguardo al conflitto siriano e completamente indipendente dal punto di vista editoriale.” Un vero peccato che essa sia finanziata dalla medesima Hivos e dalla fondazione Asfari che come abbiamo visto è una colonna portante della The Syria Campaign.  Insomma un verminaio.

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Il popolo tiranno di se stesso

tirannodiRoma_1Le vicende delle ultime settimane che vanno dall’attentato burletta all’ex spia russa a Salisbury, all’attacco  alla Siria sulla base di menzogne evidenti sia dal punto di vista logico che fattuale o magari anche ai dubbi di manipolazione post elettorale del programma dei Cinque stelle, per non parlare degli altri partiti dove i programmi sono sotto forma di rotoli a due veli, fanno seriamente dubitare che la democrazia sia una buona idea nel mondo contemporaneo. La nascita dei mezzi di comunicazione di massa successiva alla caduta delle tirannie feroci o illuminate che fossero, ha messo sempre più  in questione il problema della rappresentanza sui cui si regge la democrazia formale e la concentrazione della loro proprietà nelle mani di una ristrettissima oligarchia del denaro ha in un certo senso creato una nuova specie despota, ovvero il popolo stesso manovrabile a piacere e avverso ad ogni ragione. Un’evoluzione della comunicazione che tuttavia è stata colpevolmente trascurata dalla teoria e dalla politica che avrebbe invece imposto di costituzionalizzare in qualche modo i canali dell’informazione.

Abbiamo visto accatastarsi una sorta di concrezione emotiva a vicende del tutto incredibili, anzi insensate come quella di un Assad ormai vincitore che come un imbecille usa gas proibiti contro gli ultimi tagliagole al soldo dell’occidente mentre ci sono prove, certificate con atti ufficiali e con testimonianze supportate da video diffusi in tutto il mondo che dimostrano in modo inequivocabile come il presunto attacco coi gas non sia mai avvenuto. Tra l’altro non è ben chiaro perché sia lecito uccidere col napalm, con le bombe, con i proiettili, con i missili, con le bombe nucleari, con l’agente Orange e i suoi derivati, ma non con i gas nervini. Ad ogni modo nonostante il peso della realtù la forza dei media mainstream ha consentito di creare quel substrato emozionale che ha legittimato i bombardamenti e che ancora oggi non permette di mettere sotto accusa i criminali politici che hanno organizzato la commedia principalmente per risolvere problemi interni. Insomma la rappresentazione dei media si è imposta sulla realtà peraltro così scoperta che anche un bambino sarebbe stato in grado di coglierla e così l’attacco con i gas Goutha è ormai una verità di fede, nonostante sia accertato che si tratti di una balla stratosferica, peraltro tentata più volte, negli stessi modi e con le medesime comparse. Ovvio che se esistessero dei  giornalisti e dei giornali interessati a ciò che accade e non a creare lo scenario favorevole agli interessi dei loro padroni in cambio di uno stipendio e se ci fossero editori onesti tutto questo non sarebbe nemmeno lontanamente possibile.

Invece è la normalità quotidiana. Si pensava e forse qualcuno ancora lo pensa che le democrazie le quali dopotutto debbono vedersela con gli elettori fossero meglio attrezzate a combattere l’arroganza del potere, gli arcana imperi, la disumanizzazione della guerra e a essere fonte di equilibrio, invece è sempre più evidente che non è affatto così, che il consenso può essere facilmente precostituito per rendere legittima qualsiasi cosa dal momento che il popolo sovrano è continuamente alienato da se stesso ed si lascia trascinare da impulsi emozionali accuratamente predisposti e difficilmente disinnescabili a breve termine viste alcune caratteristiche della mente umana studiate già da mezzo secolo e sfruttate senza vergogna dagli spin doctor del potere. Così il popolo diventa tiranno di se stesso mentre le oligarchie di comando grazie all’uso degli stessi metodi fanno di tutto perché sia sempre più così, perché l’istruzione rassomigli sempre di più a un addestramento piuttosto che a un’ educazione del senso critico che non è soltanto un fatto intellettuale, ma anche morale.  Insomma i tiranni sono stati scacciati dai loro troni, ma i popoli sono divenuti tiranni di se stessi dando credito a qualsiasi cosa venga urlata che si tratti della guerra, del lavoro, del parrucchiere o dell’alimentazione: certe caratteristiche volute e selezionate permeano tutta la vita e l’immaginario. E anche quando si scopre l’inganno già a cose ampiamente fatte, passa un certo tempo prima che esso possa diventare condanna politica proprio a causa della complicità che di cui si sente colpevoli. La vicenda della armi di distruzione di massa che Saddam non possedeva è un esempio di scuola.

Paradossalmente proprio tutto questo permette alle elites di comando di sentirsi superiori e di disprezzare il giudizio popolare ritenuto così influenzabile, così ballerino, così preda dell’emotività da non poter affrontare il governo delle cose: una tesi, un sentimento che si auto dimostra, dunque senza alcun valore euristico, nella quale i fini coincidono il fine e viceversa. Qualcosa che meriterebbe un bel bombardamento.


Sciopero dalla stampa

serieAnna Lombroso per il Simplicissimus

Nei giorni scorsi ha suscitato un allarmato dibattito l’anatema con successiva interdizione di un cronista della Stampa specialista in 5Stelle escluso dalla seconda edizione dell’ evento commemorativo di Casaleggio.

Apriti cielo. La corporazione compatta, più impegnata nell’esercizio di tutela del diritto di presenza vezzeggiata in poltrone in prima fila,  più di licenza per giudizi, pregiudizi e propaganda che nel dovere di informare,  è insorta per l’indegno attentato censorio alla libertà di stampa, che ha negato, al pubblico degli appassionati lettori del quotidiano della città che ha eletto la Appendino, le interpretazioni della weltanschauung grillina, a cura di un esperto della materia, incaricatosi già da  qualche anno di decodificare messaggi, azioni, slogan, vizi e patologie delle personalità di spicco del movimento.  E in ragione di ciò richiesto e coccolato da talkshow che finalmente si sono accorti di lui malgrado fosse  stato l’autore di un irrinunciabile ebook intitolato Un uomo solo al comando, excursus sul primo anno del renzismo, e avesse ricoperto la delicata mansione di inviato al seguito di Napolitano, invece osteggiato dal Movimento cui si è dedicato con la passione di un entomologo che vuol dimostrare che tutti gli insetti a cominciare dai grilli, sono dannosi per l’uomo.

Non stupisce certo l’alzata di scudi dei colleghi, che dismessa la combattiva riprovazione alla celebrazione ci sono stati eccome,  sorprende invece l’impegno con il quale gli organizzatori della kermesse hanno motivato il divieto di accesso del reprobo a un   che solo grazie a ciò ha riscosso un certo interesse, l’affaccendarsi in fantasiose giustificazioni di carattere burocratico tra accrediti farlocchi, badge taroccati, eccesso di affluenza con posti in piedi e così via.

E dire che qualcosa di analogo è successo – e dovrebbe insegnare qualcosa – ai tempi dell’ascesa della Lega trattata con schizzinosa sufficienza, coi militanti sbertucciati in qualità di cornuti adoratori di Wotan e consumatori di mefitiche acque del dio Po, derisi per  inflessioni vernacolari deprecate quanto certi attuali zoppicanti congiuntivi, e “capisaldi “  e ideali derubricati a arcaico poujadismo quando non a rozzo folclore.

Quando  invece la superciliosa e sbrigativa “liquidazione” del fenomeno da parte della stampa fu molto probabilmente uno degli ingredienti del suo successo, almeno fino a quando si verificò l’agnizione, la rivelazione della qualità merceologica e commerciale  del prodotto. E tutti  allora a correre dietro al latrare dissennato  del Bossi, ai versacci indegni di  Borghezio, alle sentenze dei loro improbabili teorici e pensatori, fino  alla legittimazione dell’alta politica invidiosa del loro radicamento culminata nella proverbiale esternazione dalemiana: la Lega è una costola della sinistra.

Insomma i 5Stelle farebbero bene a tenersi caro lo sfavore dell’informazione ufficiale, perché  più si sta lontani dagli apologeti del regime  e più si conquista il consenso della gente comune, ancora utile sia pure in vigenza di sistemi elettorali che incrementano distacco ostile dalle istituzioni e spezzano il patto di fiducia che dovrebbe legare cittadini, stato e organi di rappresentanza.

Eh si ormai dovrebbe essere motivo di orgoglio l’ostilità e la censura  da parte di giornaloni e telegiornaloni, quella della compagnia di giro dei talkshw e degli opinionisti sempre in fervente acquiescenza ai piedi dell’impero nella veste di zelanti propagatori di dati manomessi, statistiche manipolate,  analisi taroccate , edificanti agiografi di cialtroni, delinquenti riconosciuti e criminali. E maestri di omissione prudente, occhiuta somministrazione grata e riconoscente di porzioni di realtà concessa loro dai padroni quando li ammettono agli arcana imperii.

Con realistica più che profetica intuizione in un film di James Bond la Spectre  diventava un nework televisivo globale. Non occorre essere dietristi per immaginare i burattinai della vera Spectre contemporanea mentre preparano le puntate dello show bellico  necessario a salvare i bambini Siriani e le nostre vegliarde democrazie dal pericolo comunista, dopo che le troupe hanno confezionato negli anni i loro  tragici reality, spesso senza nemmeno bisogno di visitare le location che ci hanno pensato quelli degli effetti speciali. Bastava tirar su negli studios di LA una quinta di cartapesta, liberare un po’ di fumo farlocco e ecco nell’ordine le spedizioni umanitarie condotte in nostro nome e con la nostra collaborazione in Corea, Guatemala, Indonesia, Cuba, Congo, Vietnam, Cambogia, Iran,  El Salvador, Nicaragua, Grenada, Libia, Panama, Bosnia, Sudan. Serbia, Afghanistan, Iraq, Haiti, Siria … e forse ho dimenticato qualche teatro di posa, qualche scenario commentato a reti unificate da inviati barricati in hotel, da arditi analisti strategici in sala da pranzo tra buffet e controbuffet, mentre le bombe, lontano da media retrocessi a uffici stampa delle major, cadevano, ultimamente sganciate da droni per rendere ancora più completo  l’effetto virtuale e dunque impersonale di un delitto commesso pigiando un tasto.

Eh si c’è  da essere fieri di non voler spartire le verità e la realtà dei media. Non accontentarsi della manifestazione di civiltà come tratteggiata ieri da Blair e domani da uno qualunque dei fantocci che ne rivendicano l’eredità morale: abbiamo esagerato in Iraq, ma siamo così superiori che si sa, la nostra stampa lo può denunciare liberamente e noi lo ammettiamo.

Non cè da aspettarsi nulla di diverso dai resocontisti degli effetti del gas nervino, dai miserere sulle vittime di Assad, da parte di giornalisti preoccupati di far mantenere in vita  un establishment e i suoi governi per i malaffari correnti e le loro guerre, quelle cui collaborano da solerti inservienti contro paesi che voglio continuare a derubare di risorse, sovranità e speranze, e quelle in patria condotte con le stesse finalità.

 


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