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Biden, probabile “trumpato”

Molti giornali fedeli al potere e alle parole d’ordine della cresocrazia , cioè del loro editore di riferimento, stanno cominciando a rivedere le loro previsioni e a ipotizzare ciò che fino a ieri davano per impossibile e inimmaginabile, ovvero che Trump abbia concrete possibilità di essere rieletto  E non solo sulla base di sondaggi che cominciano ad uscire dalla pura propaganda per cominciare a raccogliere numeri reali, anche se con molta lentezza, non solo per il fatto che il combinato disposto pandemia – rivolte sta cominciando a provocare una forte crisi di rigetto. Già la vicepresidente in pectore, Kamala Harris, la falsa nera ( vedi qui) ha commesso una gaffe disastrosa quando ha tentato di ricattare l’elettorato dicendo che se Trump avesse vinto, le sommosse non si sarebbero fermate, ma adesso comincia a saltar fuori la totale inadeguatezza del candidato Biden che da una parte deve fingere tutto il proprio appoggio anche alle manifestazioni più violente del Blm e Antifa e il suo disprezzo per la polizia, dall’altro ha una lunga storia di opposizione alla legislazione progressista sulla giustizia penale, di appoggio alle più draconiane misure di polizia  contro l’immigrazione mentre ha svolto un ruolo centrale nel condurre la fallita guerra americana alla droga che è poi uno dei motivi per cui i neri sono sempre nel mirino dei poliziotti.

La problematica storia di Biden con la repressione va molto oltre questo: è stato uno dei principali artefici del sistema carcerario razzista, quello che oggi hanno gli Usa, per decenni, ha spinto perché si arruolassero più agenti , si costruissero più carceri, si facessero più arresti e vi fossero più condanne, criticando persino  Ronald Reagan per non aver sbattuto i galera abbastanza persone. Per tutti gli anni ’80 ha lavorato a una serie di progetti di legge che hanno rimodellato radicalmente il sistema di giustizia penale, incluso il Comprehensive Crime Control Act del 1984 che limitava la libertà condizionale e tagliava le riduzioni della pena per buona condotta. Biden ha addirittura attaccato George Bush padre dicendo che le sue proposte su come arginare la criminalità non erano abbastanza dure. Tutto questo è culminato in quello che egli stesso ha definito il  suo “più grande risultato” in politica: il controverso Crime Bill del 1994. Spesso etichettato come “Biden Crime Bill” a causa del suo autore e promotore principale, il disegno di legge ha posto le basi per una popolazione carceraria in continua crescita, introducendo la pena di morte per dozzine di nuovi reati e stanziato miliardi per centinaia di migliaia di poliziotti e nuove carceri. Proprio lui ha portato la popolazione carceraria dai 200 mila che erano negli anni ’70 alle cifre stratosferiche di oggi in cui un quarto dei detenuti di tutto il mondo si trova in Usa. Non c’è dubbio che vederlo adesso fingere di appoggiare le proteste contro la polizia cattiva è un po’ patetico.

Ma agli americani viene fornito anche il gustoso spettacolo delle primarie democratiche in cui l’attuale candidata alla vicepresidenza, aveva attaccato duramente Biden per uno di quegli atti reazionari che lo hanno sempre contraddistinto: ovvero la sua battaglia contro il sistema degli autobus scolastici che era stato pensato negli anni ’70 proprio per dare maggiore mobilità a bambini e adolescenti in maniera da evitare che vi fossero scuole pubbliche di serie A di serie B, insomma nuovi ghetti.. Kamala Harris gli aveva detto in faccia che uno dei bambini danneggiati da quelle politiche era proprio lei. Non c’è che dire : l’accoppiata presidenziale dei democratici sembra la cosa più assurda che poteesse essere messa insieme, ma riflettendo anche sulla carriera della Harris, severissimo procuratore, si può dire che entrambi siano dalla stessa parte fingendo di essere dall’altra. In un certo senso Biden potrebbe essere considerato il candidato ideale del sistema, ovvero un puro trompe l’oeil, una specie di presidente pongo che da antico reazionario può essere modellato come progressista, che deve adattarsi a un copione scritto altrove e questo alla fine conta, viene in qualche modo avvertito dall’elettorato dimostrando che non sempre il miglior candidato del potere è il migliore per vincere. Cosi Biden perde terreno con grande rammarico dell’informazione reazionaria che gioca a fare la progressista, ma solo se si è al tavolo del monopoli.


Virus, i fatti e le balle

Come avevo previsto un mese fa, non appena chiuse le urne, si ritorna alle segregazioni e alle chiusure vitali per una politica ormai in pieno degrado, tanto che già il confine con la Francia è semi sigillato, aperto solo a chi lo attraversa per lavoro o per periodi di non oltre 72 ore: tutti provvedimenti che svelano da se medesimi la loro pretestuosità e il loro obiettivo terroristico visto che il virus non si diffonde selettivamente tra chi va in vacanza o a spasso per più o meno un certo periodo di tempo:  se ci fosse un reale timore allora la chiusura dovrebbe essere totale, ma evidentemente non è questo lo scopo del provvedimento, bensì quello di ricreare in toto la paura e allontanare dalla pur ottenebrata consapevolezza dei cittadini, le conseguenze del disastro economico imminente. C’è però una grande differenza, diciamo così morale, tra la primavera e questo autunno da noi come altrove: sei mesi fa l’allarme per il Covid era in qualche modo giustificato dalla “novità”, dalle poche conoscenze che arrivavano, dagli allarmi che venivano diffusi e anche se fin da subito si è cominciato a barare pesantemente sui numeri si poteva ancora invocare  un qualche residuo di buona fede al fondo della retorica apocalittica. Oggi invece la pandemia assume la sua inequivocabile veste di eterogenesi dei fini sanitari, essendo ormai chiara da una parte la debolezza del virus e la sua scarsissima pericolosità, dall’altra la volontà di una parte del potere economico mediatico di gestirlo come peste per ottenere trasformazioni sociali ottenibili solo attraverso il ricatto del terrore.

Esiste in Svizzera un noto progetto di ricerca, chiamato Swiss Policy Research, che studia in termini rigorosi come i media affrontano i problemi che di volta in volta arrivano alla cronaca. Si tratta  di una sorta di sorveglianza condotta da esperti e da giornalisti che si focalizza principalmente sull’informazione in lingua tedesca e su quella che proviene dalle tre principali agenzie di stampa mondiali: l’Associated Press, la Reuters e France presse. Ci sarebbe un mondo di cose da dire e materiale per almeno un centinaio di post, ma quello che in specifico ci interessa ora è il panorama che  queste fonti informative ufficiali  forniscono in termini di numeri e dati sulla cosiddetta pandemia da coronavirus, ma che  vengono presentati, come suggeriscono ben note tecniche di disinformazione, in maniera “disaggregata” e isolata dentro l’incessante flusso di chiacchiere e allarmi, in modo tale da permettere qualsiasi indebita narrazione. Nondimeno essi esistono, sono forniti dalle stesse autorità competenti e una volta recuperati dalla discarica del mainstream e rimessi insieme come i frammenti di uno specchio rotto restituiscono finalmente l’immagine della realtà. Ecco dunque quali sono le reali notizie recuperate da Swiss Policy nella sua opera di fact checking:

  1. Secondo gli ultimi studi immunologici, la mortalità complessiva del Covid-19 nella popolazione generale varia tra lo 0,1% e lo 0,5% nella maggior parte dei paesi, il che è paragonabile alle pandemie influenzali del 1957 e del 1968.
  2. Nella maggior parte dei luoghi, il rischio di morte per la popolazione in buona salute in età scolare ed in età lavorativa è paragonabile a un viaggio quotidiano in macchina per andare al lavoro . Il rischio è stato inizialmente sovrastimato perché molte persone con sintomi lievi o assenti non sono state prese in considerazione.
  3. Circa l’80% di tutte le persone sviluppa solo sintomi lievi o nessun sintomo. Anche tra i 70-79 anni, circa il 60% sviluppa solo sintomi lievi . Circa il 95% di tutte le persone sviluppa sintomi al massimo moderati e non necessita di ricovero.
  4. Fino al 60% di tutte le persone potrebbe già avere una risposta immunitaria parziale dei linfociti T contro il nuovo coronavirus a causa del contatto con precedenti coronavirus (cioè virus del raffreddore). Inoltre, fino al 60% dei bambini e circa il 6% degli adulti possono già avere anticorpi cross-reattivi.
  5. L’ età media dei decessi da Covid nella maggior parte dei paesi occidentali è di oltre 80 anni – ad esempio 84 anni in Svezia – e solo il 4% circa dei deceduti non aveva precondizioni gravi. A differenza delle pandemie influenzali, l’età e il profilo di rischio dei decessi corrispondono quindi essenzialmente alla mortalità normale .
  6. In molti paesi, fino a due terzi di tutti i decessi aggiuntivi si sono verificati in case di cura , che non beneficiano di un blocco generale. Inoltre, in molti casi non è chiaro se queste persone siano realmente morte per Covid-19 o per settimane di estremo stress e isolamento .
  7. Fino al 30% di tutti i decessi aggiuntivi potrebbe essere stato causato non da Covid-19 , ma dagli effetti del blocco, del panico e della paura . Ad esempio, il trattamento di infarti e ictus è diminuito fino al 40% perché molti pazienti non hanno più avuto il coraggio di andare in ospedale.
  8. Molti resoconti dei media di persone giovani e sane che muoiono di Covid-19 si sono rivelati falsi: molti di questi giovani o non sono morti a causa di Covid-19, erano già  gravemente malati anche se non sempre – come nel caso delle leucemie – queste patologie erano state diagnosticate.
  9.  Il  dichiarato aumento della malattia di Kawasaki nei bambini si è rivelato esagerato . Come scrive la Ul Kawasaki disease foundation: “Molti di questi articoli sui media erano confusi e contenevano poche informazioni concrete.Attualmente si registrano meno casi di malattia di Kawasaki di quanto ci si aspetterebbe normalmente in questo periodo dell’anno, non di più”.
  10. Le curve esponenziali spesso mostrate dei “casi corona” sono fuorvianti , poiché anche il numero di test è aumentato esponenzialmente. Nella maggior parte dei paesi, il rapporto tra test positivi e test complessivi (cioè il tasso di positività) è rimasto sempre al di sotto del 20% . In molti paesi, il picco dello spread era già stato raggiunto ben prima che il blocco entrasse in vigore.
  11. Diversi media sono stati beccati mentre cercavano di drammatizzare la situazione negli ospedali, a volte anche con immagini e video manipolatori . In generale, la segnalazione non professionale di molti media ha massimizzato la paura e il panico nella popolazione. Di conseguenza, secondo sondaggi internazionali, la maggior parte delle persone sovrastima drammaticamente la mortalità e la mortalità del Covid-19.
  12. kit di test per virus utilizzati a livello internazionale possono produrre risultati falsi positivi e falsi negativi, ma soprattutto reagire a frammenti di virus non infettivi  o reagire ad altri coronavirus comuni con una sequenza genica parzialmente simile.
  13. In nessun momento c’era una ragione medica per la chiusura delle scuole elementari , poiché il rischio di malattie e trasmissione nei bambini è estremamente basso . Non ci sono nemmeno ragioni mediche per classi piccole, maschere o regole di “allontanamento sociale” nelle scuole elementari.
  14. Diversi esperti medici hanno descritto i vaccini express contro il coronavirus come non necessari o addirittura pericolosi . Infatti, il vaccino contro la cosiddetta influenza suina del 2009, ad esempio, ha portato a casi di gravi danni neurologici e cause legali a milioni. Anche nella sperimentazione di nuovi vaccini contro il coronavirus sono già state segnalate gravi complicazioni e fallimenti .
  15. Gli infermieri statunitensi hanno descritto una cattiva gestione medica spesso fatale per i pazienti Covid a causa di incentivi finanziari discutibili e protocolli medici inappropriati. Tuttavia, in molti luoghi la letalità di Covid è diminuita in modo drastico a causa di migliori opzioni di trattamento.
  16. Il numero di persone che sono rimaste disoccupate o che soffrono di depressione  o che subiscono violenza  domestica a causa delle misure anti coronavirus ha raggiunto livelli record storici . Diversi esperti prevedono che le misure cisteranno  molte più vite del virus stesso. Secondo le Nazioni Unite 1,6 miliardi di persone nel mondo corrono il rischio immediato di perdere i propri mezzi di sussistenza.
  17. Uno studio dell’OMS del 2019 sulle misure contro l’influenza pandemica ha rilevato che dal punto di vista medico, il “tracciamento dei contatti” è “non raccomandato in nessuna circostanza” . Tuttavia, le app di tracciamento dei contatti sono già diventate parzialmente obbligatorie in diversi paesi .

Si tratta solo di alcuni fatti, quelli più importanti, supportati da una cinquantina di link ad articoli che compaiono sulla stessa stampa che poi alimenta il millenarismo pandemico anche grazie alle generose donazioni di Bill Gates. A mio parere la situazione è anche meno grave di quella che appare nei report seri e nei dati non allarmistici, dal momento che esiste pur sempre un grande pressione non solo sul pubblico, ma anche sui presidi sanitari. C’è comunque molto materiale per meditare sulla riorganizzazione autoritaria del neo liberismo che si serve di un virus peraltro debole per aumentare la posta della sua lotta di classe al contrario. E per non cadere vittime del sonno della ragione.


Virus, i fatti e le balle

Come avevo previsto un mese fa, non appena chiuse le urne, si ritorna alle segregazioni e alle chiusure vitali per una politica ormai in pieno degrado, tanto che già il confine con la Francia è semi sigillato, aperto solo a chi lo attraversa per lavoro o per periodi di non oltre 72 ore: tutti provvedimenti che svelano da se medesimi la loro pretestuosità e il loro obiettivo terroristico visto che il virus non si diffonde selettivamente tra chi va in vacanza o a spasso per più o meno un certo periodo di tempo:  se ci fosse un reale timore allora la chiusura dovrebbe essere totale, ma evidentemente non è questo lo scopo del provvedimento, bensì quello di ricreare in toto la paura e allontanare dalla pur ottenebrata consapevolezza dei cittadini, le conseguenze del disastro economico imminente. C’è però una grande differenza, diciamo così morale, tra la primavera e questo autunno da noi come altrove: sei mesi fa l’allarme per il Covid era in qualche modo giustificato dalla “novità”, dalle poche conoscenze che arrivavano, dagli allarmi che venivano diffusi e anche se fin da subito si è cominciato a barare pesantemente sui numeri si poteva ancora invocare  un qualche residuo di buona fede al fondo della retorica apocalittica. Oggi invece la pandemia assume la sua inequivocabile veste di eterogenesi dei fini sanitari, essendo ormai chiara da una parte la debolezza del virus e la sua scarsissima pericolosità, dall’altra la volontà di una parte del potere economico mediatico di gestirlo come peste per ottenere trasformazioni sociali ottenibili solo attraverso il ricatto del terrore.

Esiste in Svizzera un noto progetto di ricerca, chiamato Swiss Policy Research, che studia in termini rigorosi come i media affrontano i problemi che di volta in volta arrivano alla cronaca. Si tratta  di una sorta di sorveglianza condotta da esperti e da giornalisti che si focalizza principalmente sull’informazione in lingua tedesca e su quella che proviene dalle tre principali agenzie di stampa mondiali: l’Associated Press, la Reuters e France presse. Ci sarebbe un mondo di cose da dire e materiale per almeno un centinaio di post, ma quello che in specifico ci interessa ora è il panorama che  queste fonti informative ufficiali  forniscono in termini di numeri e dati sulla cosiddetta pandemia da coronavirus, ma che  vengono presentati, come suggeriscono ben note tecniche di disinformazione, in maniera “disaggregata” e isolata dentro l’incessante flusso di chiacchiere e allarmi, in modo tale da permettere qualsiasi indebita narrazione. Nondimeno essi esistono, sono forniti dalle stesse autorità competenti e una volta recuperati dalla discarica del mainstream e rimessi insieme come i frammenti di uno specchio rotto restituiscono finalmente l’immagine della realtà. Ecco dunque quali sono le reali notizie recuperate da Swiss Policy nella sua opera di fact checking:

  1. Secondo gli ultimi studi immunologici, la mortalità complessiva del Covid-19 nella popolazione generale varia tra lo 0,1% e lo 0,5% nella maggior parte dei paesi, il che è paragonabile alle pandemie influenzali del 1957 e del 1968.
  2. Nella maggior parte dei luoghi, il rischio di morte per la popolazione in buona salute in età scolare ed in età lavorativa è paragonabile a un viaggio quotidiano in macchina per andare al lavoro . Il rischio è stato inizialmente sovrastimato perché molte persone con sintomi lievi o assenti non sono state prese in considerazione.
  3. Circa l’80% di tutte le persone sviluppa solo sintomi lievi o nessun sintomo. Anche tra i 70-79 anni, circa il 60% sviluppa solo sintomi lievi . Circa il 95% di tutte le persone sviluppa sintomi al massimo moderati e non necessita di ricovero.
  4. Fino al 60% di tutte le persone potrebbe già avere una risposta immunitaria parziale dei linfociti T contro il nuovo coronavirus a causa del contatto con precedenti coronavirus (cioè virus del raffreddore). Inoltre, fino al 60% dei bambini e circa il 6% degli adulti possono già avere anticorpi cross-reattivi.
  5. L’ età media dei decessi da Covid nella maggior parte dei paesi occidentali è di oltre 80 anni – ad esempio 84 anni in Svezia – e solo il 4% circa dei deceduti non aveva precondizioni gravi. A differenza delle pandemie influenzali, l’età e il profilo di rischio dei decessi corrispondono quindi essenzialmente alla mortalità normale .
  6. In molti paesi, fino a due terzi di tutti i decessi aggiuntivi si sono verificati in case di cura , che non beneficiano di un blocco generale. Inoltre, in molti casi non è chiaro se queste persone siano realmente morte per Covid-19 o per settimane di estremo stress e isolamento .
  7. Fino al 30% di tutti i decessi aggiuntivi potrebbe essere stato causato non da Covid-19 , ma dagli effetti del blocco, del panico e della paura . Ad esempio, il trattamento di infarti e ictus è diminuito fino al 40% perché molti pazienti non hanno più avuto il coraggio di andare in ospedale.
  8. Molti resoconti dei media di persone giovani e sane che muoiono di Covid-19 si sono rivelati falsi: molti di questi giovani o non sono morti a causa di Covid-19, erano già  gravemente malati anche se non sempre – come nel caso delle leucemie – queste patologie erano state diagnosticate.
  9.  Il  dichiarato aumento della malattia di Kawasaki nei bambini si è rivelato esagerato . Come scrive la Ul Kawasaki disease foundation: “Molti di questi articoli sui media erano confusi e contenevano poche informazioni concrete.Attualmente si registrano meno casi di malattia di Kawasaki di quanto ci si aspetterebbe normalmente in questo periodo dell’anno, non di più”.
  10. Le curve esponenziali spesso mostrate dei “casi corona” sono fuorvianti , poiché anche il numero di test è aumentato esponenzialmente. Nella maggior parte dei paesi, il rapporto tra test positivi e test complessivi (cioè il tasso di positività) è rimasto sempre al di sotto del 20% . In molti paesi, il picco dello spread era già stato raggiunto ben prima che il blocco entrasse in vigore.
  11. Diversi media sono stati beccati mentre cercavano di drammatizzare la situazione negli ospedali, a volte anche con immagini e video manipolatori . In generale, la segnalazione non professionale di molti media ha massimizzato la paura e il panico nella popolazione. Di conseguenza, secondo sondaggi internazionali, la maggior parte delle persone sovrastima drammaticamente la mortalità e la mortalità del Covid-19.
  12. kit di test per virus utilizzati a livello internazionale possono produrre risultati falsi positivi e falsi negativi, ma soprattutto reagire a frammenti di virus non infettivi  o reagire ad altri coronavirus comuni con una sequenza genica parzialmente simile.
  13. In nessun momento c’era una ragione medica per la chiusura delle scuole elementari , poiché il rischio di malattie e trasmissione nei bambini è estremamente basso . Non ci sono nemmeno ragioni mediche per classi piccole, maschere o regole di “allontanamento sociale” nelle scuole elementari.
  14. Diversi esperti medici hanno descritto i vaccini express contro il coronavirus come non necessari o addirittura pericolosi . Infatti, il vaccino contro la cosiddetta influenza suina del 2009, ad esempio, ha portato a casi di gravi danni neurologici e cause legali a milioni. Anche nella sperimentazione di nuovi vaccini contro il coronavirus sono già state segnalate gravi complicazioni e fallimenti .
  15. Gli infermieri statunitensi hanno descritto una cattiva gestione medica spesso fatale per i pazienti Covid a causa di incentivi finanziari discutibili e protocolli medici inappropriati. Tuttavia, in molti luoghi la letalità di Covid è diminuita in modo drastico a causa di migliori opzioni di trattamento.
  16. Il numero di persone che sono rimaste disoccupate o che soffrono di depressione  o che subiscono violenza  domestica a causa delle misure anti coronavirus ha raggiunto livelli record storici . Diversi esperti prevedono che le misure cisteranno  molte più vite del virus stesso. Secondo le Nazioni Unite 1,6 miliardi di persone nel mondo corrono il rischio immediato di perdere i propri mezzi di sussistenza.
  17. Uno studio dell’OMS del 2019 sulle misure contro l’influenza pandemica ha rilevato che dal punto di vista medico, il “tracciamento dei contatti” è “non raccomandato in nessuna circostanza” . Tuttavia, le app di tracciamento dei contatti sono già diventate parzialmente obbligatorie in diversi paesi .

Si tratta solo di alcuni fatti, quelli più importanti, supportati da una cinquantina di link ad articoli che compaiono sulla stessa stampa che poi alimenta il millenarismo pandemico anche grazie alle generose donazioni di Bill Gates. A mio parere la situazione è anche meno grave di quella che appare nei report seri e nei dati non allarmistici, dal momento che esiste pur sempre un grande pressione non solo sul pubblico, ma anche sui presidi sanitari. C’è comunque molto materiale per meditare sulla riorganizzazione autoritaria del neo liberismo che si serve di un virus peraltro debole per aumentare la posta della sua lotta di classe al contrario. E per non cadere vittime del sonno della ragione.


Terrapiattista sarà lei

C’è un limite a tutto, anche ad essere capre e a brucare l’erba del padrone pensando che sia il miglior modo di fare informazione:  il limite si dovrebbe scorgere quando gli argomenti a sostegno di una tesi – per esempio quella pandemia tra l’altro mai dichiarata ufficialmente dall’Oms – cominciano a vacillare,  sono supportati da numeri incoerenti, da pratiche statistiche ingannevoli o scorrette, da previsioni ridicolizzate dalla realtà, messe in dubbio dalla stessa scienza cui si fa riferimento senza comprenderla. A questo punto invece di riconoscere che qualcosa non funziona, di introdurre un minimo di dubbio, anche la dose micragnosa permessa dai fenomeni di deculturazione in atto,  la vera capra che sopra la banca campa, non trovando vie d’uscita  ribalta freudianamente il giudizio, attribuendo agli “infedeli” la stessa idiozia, la stessa mistica del fascismo informativo, di cui è vittima e al tempo stesso carnefice. Questo allevamento caprino non pago di aver volgarizzato la parola “negazionista”, sembra irresistibilmente attratta da un altro lemma di cui non conosce né la storia né il significato, ma che diventa emblema di tesi del tutto prive di consistenza: terrapiattismo.

La cosa è in qualche modo singolare perché in realtà nessuno ha mai davvero pensato che la terra sia piatta tanto che addirittura la la circonferenza equatoriale  è stata misurata con sorprendente esattezza 300 anni prima di Cristo: solo a metà Ottocento, quando l’opera di rapina dell’impero britannico rese disponibili le risorse necessarie a dare vita a tutta una serie di “eccentricità” divenute poi paradigmatiche dell’ambiente anglossassone un tal Rowbotham, venditore di elisir e medicine fasulle, che di queste cose ne faceva lucroso commercio, volle tentare anche la strada di dichiarare la terra piatta per spillare in giro un po’ di soldi ad ingenui capaci di credere qualunque cosa o a personaggi che più semplicemente erano incuriositi e divertiti da queste bislaccherie.  La cosa sarebbe finita lì se questa stravagante tesi non avesse traversato l’Atlantico e non avesse conosciuto una certa fortuna in America non perché qualcuno ci credesse, ma proprio per la sua assurdità: gli Usa già potenza planetaria avevano bisogno di un sistema di idee per essere considerati  il luogo della modernità e così una serie di pubblicisti inventarono la tesi secondo cui nella vecchia Europa oscurantista del medioevo o delle persecuzioni religiose, quella da cui erano fuggiti i padri pellegrini, la terra veniva considerata piatta. Era un’assurdità palese, perché basta leggere qualunque testo, Divina Commedia compresa, per accorgersi che il nostro pianeta è sempre stato pensato come una sfera,  ma era anche paradossale perché se la terra fosse stata considerata piatta l’America stessa non sarebbe stata scoperta: Colombo infatti, pur sulla base di calcoli  sbagliati di un matematico pisano, credeva fosse più facile e veloce raggiungere l’oriente viaggiando verso occidente, mentre i suoi avversari che avevano dati più esatti sulla circonferenza terrestre ritenevano che questa strada fosse troppo lunga. Ma di terra piatta non c’è mai stata l’ombra.

Anche in questo caso, sebbene si trattasse di una posizione culturale che non esitava a falsificare le citazioni testuali, la teoria, ha vivacchiato con qualche seguace anche grazie al fatto che con queste stravaganze c’è sempre modo di spillare qualche soldo e di sbarcare il lunario, ma il maggiore circolo del terrapiattismo, la Flat Earth Society, è praticamente scomparsa agli inizi di questo secolo. Poi nel 2015 un’inesplicabile il colpo di scena: sono cominciati a circolare video non amatoriali  e di buona qualità su Youtube inneggianti al terrapiattismo e così l’argomento è stato rilanciato alla grande. Chi ha ritenuto di dover resuscitare una tesi assurda e con mezzi che raggiungono molto facilmente i più sprovveduti o coloro che la mancanza di speranze nel futuro spinge ad aggrapparsi a qualunque appiglio fantastico, sia esso l’ufologia o la terra piatta? E’ impossibile saperlo, anche se la regia dietro tutto questo è evidente. E leggendo in giro ci si accorge che in tutta la pubblicistica mainstream che si occupa del cosiddetto complottismo e/o cospirazionismo, l’assurda teoria della terra piatta viene assunta come esempio di quella mentalità che poi porta a dubitare delle verità ufficiali sull’ 11 settembre o ad argomentare dubbi che sorgono riguardo all’uso del terrorismo oppure delle rivoluzioni colorate, dei piani finanziari e ovviamente anche della gestione della pandemia. Insomma è uno di quegli argomenti totalmente insensati che servono a sputtanare quelli seri.

Sappiamo bene che uno dei trucchi retorici più utilizzati nella persuasione è attribuire all’avversario tesi che nemmeno si sogna di esprimere, per poi controbatterle e questo sembra essere proprio un caso di scuola applicato alla rete: la riesumazione improvvisa e “patinata”, ancorché anonima, di un’assoluta e incontestabile cazzata ha tutto il sapore della costruzione di un argomento retorico artificiale per combattere le tesi scomode abbinandole forzosamente a straordinarie cazzate. L’uso della parola in realtà si rivela esatto: chi la usa in senso banalmente denigratorio è nel vero senso un terrapiattista: uno che non capisce nemmeno quando le parole gli vengono messe in bocca.  Anzi in una parola un  testapiattista.


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