Sfida al prossimo streaming

beppe-grillo-matteo-renzi-streaming21Finalmente Grillo è uscito dalla sindrome dello sconfitto, i cui presupposti sono stati creati  da lui stesso in campagna elettorale e con la richiesta di dialogo con Renzi ha turbato il petting istituzionale tra il medesimo e Berlusconi. Finalmente il M5S esce dall’isolamento, si mette in gioco e mette in capo agli altri l’onere di dire no. Certo è stata una mossa azzeccata che mette in difficoltà l’ex cavaliere, ma anche il nuovo Cavaliere, specie in una situazione che al di là degli scandali che scoppiano dappertutto come fuochi artificiali, vede tutti i nodi venire incontro al pettine, nodi dolenti e conosciuti come la disoccupazione e nodi segreti come, per esempio, la gigantesca cifra tra 16 e 20 miliardi che la Bce chiede per il sostegno alle banche italiane in sofferenza o il nuovo scudo fiscale in preparazione.

Ora non so se tutto questo ci porterà ad una legge elettorale migliore di quel mostro dell’Italicum, se farà entrare  acqua viva nello stagno del sistema politico, se sarà qualcosa che non si esaurisce in una buona carta giocata al momento giusto, qualcosa che vada oltre il gustoso spettacolo dell’imbarazzo piddino nel vedere la possibilità di dover scoprire le proprie carte o del terrore forzaitaliota nel vedersi sottrarre la propria capacità di ricatto. Come qualcuno ha osservato è un bene in sé che finalmente si assista ad una discussione nel merito di qualcosa invece che al solito vacuo elenco di titoli. Ed è anche un’ ottima cosa che all’incontro chiesto a Renzi non ci saranno Grillo e Casaleggio, ma i due capigruppo del M5S alla Camera e al Senato e che dunque si cominci ad uscire pian piano dalla logica dei guru per tentare un’articolazione più efficace e sensata del movimento.

Le circostanze in cui si svolgerà l’incontro tra il guappo fiorentino e i cinque stelle, sono diversissimi da quelli che segnarono i medesimi “duelli” in streaming con Bersani e Letta: allora si trattava di entrare da terzo incomodo nel gioco bipolare tra Pd e Pdl o di rifiutarne la logica, mentre adesso si tratta di divenire il polo di opposizione, visto che Renzi ha di fatto eliminato la sinistra e sta svuotando Forza Italia, presentandosi come campione dello stesso progetto di potere e della medesima mentalità fondativa pur lasciandosi per ora attaccate etichette di comodo. I titoli che i media mainstream mettono in campo, sembrano raccontare un’altra storia: “Grillo apre a Renzi” viene dalle corde del conformismo mediatico ormai immiserito dagli osanna al salvatore della patria, per cercare di avvilirla meglio. E’ invece l’esatto contrario o quantomeno spero che lo sia: è la sfida a Renzi non sul piano surreale del noi o voi, ma su quello più concreto del noi contro di voi, passaggio necessario via via che viene a mancare la terza gamba di Silvio, svuotata di senso dopo la democristianizzazione del Pd.

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