E’ noto che i supporti materiali sono quelli da cui deriva l’effettivo potere di mercato e culturale: libri, dischi, cd, nastri, dvd e tutte le altre tecnologie si sono succedute nel tempo, richiedendo grandi capitali e dunque hanno favorito un sistema verticale in grado di replicare se stesso e nemico di quelle tecnologie che possono fare a meno dell’elemento materiale o che delegano al fruitore il compito di crearlo. Non si tratta nemmeno di profitto immediato, ma proprio del potere pervasivo che deriva dal supporto.

Tuttavia se questo era abbastanza chiaro nell’ambito della produzione culturale, lo stesso meccanismo detta legge anche in altri settori nei quali è rimasto accuratamente nascosto dietro il paravento di un’apparente logicità. La crisi però sta scrostando la vernice e sta mostrando come, ad esempio nel campo dei trasporti, si cerchi di favorire lo spostamento materiale, anche quando non ve n’è alcun bisogno. Uno degli esempi è la Tav Torino Lione che dilapida miliardi e territorio a fronte di modestissimi risparmi di tempo e su una tratta dove c’è una costante diminuzione di merci e viaggiatori.

Questa tuttavia è una costante di progetti europei che vorrebbe ampi investimenti in presenza di un calo generale degli spostamenti. Una parte consistente di questi, quelli d’affari, sono stati infatti risucchiati dalle nuove tecnologie che permettono contatti in tempo reale senza bisogno di viaggi fisici. Così in realtà l’85% degli spostamenti su media e lunga distanza sia per terra, che per mare che in aria, è dovuto al traffico turistico di chi ancora se lo può permettere . Un esempio assolutamente chiaro è il piano britannico per la realizzazione di aeroporti che va avanti senza tregua nonostante una diminuzione di passeggeri molto significativa e solo in parte dovuta alla crisi.

Nel 2007, il Dipartimento dei Trasporti inglese aveva previsto che nel 2030 si sarebbero smistati 495 milioni di passeggeri. Nel 2009 la previsione era scesa a 465 milioni, nel 2011 a 345 milioni e nel 2013 a 320 milioni e questo nonostante che tali cifre siano selvaggiamente gonfiate e che il numero degli addetti sia sceso dai 200 mila di qualche hanno fa ai 120 mila di oggi nonostante i nuovi scali. Ma il progetto per far fronte a un numero di passeggeri enormemente superiore a quello reale e anche a quello previsto  va avanti con una straordinaria pervicacia. Naturalmente la speculazione ha una parte in tutto questo, ma l’obiettivo di fondo è di sostenere lo spostamento fisico delle persone, gli investimenti che sono necessari, le industrie del settore, i consumi di carburante e quant’altro. Fino ad arrivare ai recenti assurdi spagnoli dove una pista di 4 chilometri a Ciudad Real non è stata usata mai una volta o le torri gemelle di Benidorm che dovevano essere piene di migliaia di turisti, giacciono abitate dagli uccelli marini.

Benevole previsioni, l’opera dei lobbisti, la fame degli speculatori fa facilmente breccia in una governance che ha assimilato e fatta propria la paura e il sospetto verso le nuove tecnologie più orizzontali e capaci di eliminare parte del potere derivante dalla creazione e gestione dell strutture fisiche . Oltre naturalmente ad aver ereditato le bestialità economiche che per un trentennio hanno visto nell’impoverimento dei ceti popolari e di quelli medi, il motore dell’economia. Certo era l’ideologia dell’avidità e del profitto senza limiti, finanziata e supportata dagli stessi che ne traevano vantaggio e che adesso mostra la sua follia. Ma si tende a rimandare sempre di più il momento in cui il telelavoro, gli ebook, i file da distribuire, la videoconferenza e potrei proseguire per molte righe finiranno per erodere il potere che nasce dalle infrastrutture di trasporto, dalle rotative, dalle stampa di cd e dvd, blu ray o di pellicole con tutto il seguito di filiere distributive e di supporto. In poche parole dalla potenza del capitale. Non si tratta tanto di profitto che potrebbe anche accrescersi con le nuove possibilità, quanto del fatto che viene meno la possibilità di condizionare il mondo.

Certo ci stanno provando anche con le reti, ma la cosa non funziona così bene come nel mondo verticale nel quale era facile avere il controllo semplicemente attraverso la disponibilità di soldi o di finanziamenti: ciò che escludo o faccio passare non ha più un limitato sistema di filtri interconnessi. Ed è questa la grande paura.