Fino all’ultimo respiro. Maria Stella Gelmini del Tunnel coglie l’attimo fuggente per dire l’estrema cavolata, dentro questo incredibile e buffonesco governo. La ministra peggiore degli ultimi secoli non ha resistito a farci conoscere il suo non richiesto parere su Benigni.

Il comico toscano, secondo il pensiero (parole grosse, ma per capirci) della nostra esperta di neutrini, nuoce all’immagine dell’Italia. E questo perché Benigni ha espresso a Bruxelles una certa soddisfazione per l’uscita di scena di Berlusconi. ”Poi non sorprendiamoci – ha detto tronfia – se i commissari e tutti i dirigenti di Bruxelles hanno un’opinione negativa dell’Italia”.

Così si spiega perché i mercati non hanno fiducia nel nostro Paese e perché la stessa Bruxelles ci ha commissariato e imposto l’addio di Berlusconi: a causa di Benigni.  E dire che senza la Gelmini, questa madame Curie dell’idiozia, non l’avremmo mai sospettato. Nemmeno il Financial Time ci era arrivato attribuendo il disastro  alla cialtroneria dei ministri, alla corruzione bizantina e alla maligna nullità del premier.

Chissà poi perché i parlamentari europei si sono alzati in piedi quando è entrato Benigni nell’emiciclo, cosa che certo alla Gelmini non accadrebbe, almeno non per le stesse ragioni e non nell’emiciclo. Si sa, lei è abituata alla Camera.