Strane cose accadono in Europa, una triste atmosfera serpeggia per il continente. A me non piace affatto il complottismo, però ci sono coincidenze che mi inquietano: nel giro di nemmeno 18 ore il leader greco Papandreu ha deciso di indire un referendum sugli “aiuti” ad Atene, (in realtà alle banche francesi e tedesche che ne detengono i titoli), i leader europei hanno espresso vivaci reazioni negative dando a questa iniziativa la colpa della caduta delle borse e infine è arrivata la sostituzione dei vertici delle forze armate greche, ma anche di una dozzina di ufficiali in posizioni sensibili.

Come sempre accade in questi casi si è detto che erano decisioni già prese da tempo, come sempre accade si trova qualcuno disposto a dire che questo è normale in Grecia in previsione di un cambiamento di governo. Sta di fatto che le reazioni violente della destra di Atene, vera responsabile del disastro grazie alle sue bugie e alla sua corruttela, non sembrerebbero provare questa normalità.

Naturalmente non penso, a scanso di equivoci, che Trichet o Draghi siano dei protogolpisti e nemmeno Sarkozy e la Merkel. Ma possiamo escludere che ambienti finanziari non abbiano avuto alcun contatto con il colonnellismo autoctono? Il cosiddetto “aiuto” alla Grecia comporterà sacrifici enormi, soprattutto per i ceti più deboli e non sarebbe poi così strano che qualcuno sia arrivato a pensare che solo attraverso un regime autoritario si possa costringere la popolazione a pagare i debiti e gli altissimi interessi sullo stesso.

Certo il referendum è una bomba comunque lo si veda: anche se, com’è del tutto intuitivo, si tratta di un sasso lanciato da Papandreu per ottenere migliori condizioni e probabilmente non si terrà mai, la cosa potrebbe dare un estremo fastidio a molti. Non è un caso che proprio la Bild riporti un rapporto della Cia secondo il quale  “possibile colpo di stato militare in Grecia sono sempre piu’ diffuse e sempre piu’ autorevoli”.

Cose che non sono certo sconosciute ai leader europei, ai quali tuttavia sembrano importare pochissimo. Si tratta a questo punto di vedere se in Europa conta più l’Euro o la democrazia.