Due opinioni sulla kermesse della Leopolda, di Anna Lombroso e miss Apple, due angolazioni diverse, due modi di giudicare e forse di sentire, ma assolutamente convergenti.
La dissacrazione della Politica
di Anna Lombroso
Scopro di essere talmente immersa nella politica del rancore, così vittima delle smarrite e sotterrate ideologie, da provare autentica ripugnanza per quel pragmatico scambio politico, preferendogli qualche sfida mortale soprattutto se a morire sono gli altri. Sono una irriducibile e non mi arrendo a questa pragmatica secolarizzazione, a questa realistica “dissacrazione” della politica che ha fatto dei concetti di destra e sinistra entità labili e fragili. Insomma quei “residui” dei quali parla Pareto, destituiti di ogni contenuto identitario, dotate solo di un significato descrittivo utile per compiere pallidi e nebbiosi riti di riconoscimento tra affini sempre più delusi dal presente, o rifiuto da parte di fan bipartisan della modernità, quella capace di unificare ambizioni e arrivismi all’insegna dell’iniquità globale.
E che dimostra di essere efficacissima in questa opera di omologazione: i ragazzi della Leopolda o l’inamovibile ceto dirigente – del quale, si arrendano all’idea, fanno parte a pieno titolo anche i sedicenti giovanotti: sindaci, amministratori, pensatori, informatori, professionisti della critica inabilitati alla proposta – parlano ormai la stessa lingua. E mi ricordano quelle risse della commedia dell’arte e dei vicoli di Trastevere nelle quali i contendenti spacconi e codardi si insultano, mostrano i pugni ma invocano gli amici di trattenerli per “nun fa’ un macello”.
Hanno vinto le “svolte” : Fiuggi o l’abiura del Pci, l’apostasia simmetrica ha salutato con sollievo la dimensione “conciliante e pacifica della politica”, grazie al superamento della concezione assiale di destra e sinistra, a una normalizzazione assorbente delle diversità, nella quale poter negoziare o peggio dissolvere le antiche identità.
C’è da dar ragione a chi vede nel festoso superamento del pensiero antinomico , dell’archetipo amico-nemico, una patologia sociale, la soggezione rischiosa al fascino delle simmetrie artificiali, quando prevalgono i preconcetti, l’insufficienza di una informazione trasparente e il primato della visibilità e dell’immagine sulla reputazione e sulle idee.
Che, come dice il Simplicissimus, latitano alla Leopolda e fuori: in un congresso di fondazione dove i fondanti invitano gli esterni alla fornitura di 100 idee, dove un dirigente indicato da alcuni come un papa indigeno si accontenta di averne 10 e dove il leader scavalca il problema con l’apodittica dichiarazione di “scesa in campo”. E dove, dall’altra parte, ammesso che ci sia una parte altra, le idee sono osteggiate come fastidiosi avanzi dello scorso secolo, come ostacoli alla modernità e come pericolosi embrioni di disubbidienza.
Si, ripeto sempre che Berlusconi non è la malattia, ma il sintomo, il fenomeno antropologico, la rappresentazione emblematica e tipica dell’italiano medio. Ma quello che esprime e testimonia ha intriso tutto in tessuto sociale come un contagio. L’Italia è berlusconizzata nei suoi comportamenti, nei sentimenti, nelle emozioni e nelle immagini del mondo e nell’immagine di sé e dei propri desideri che gli italiani si portano dentro. Cittadini degradati a consumatori, elettori retrocessi a teleutenti, che spendono il loro voto come si spendono i propri soldi al mercato, disinteressati alla dimensione pubblica e al bene comune, merci tra le merci, non riconoscono altro che la loro solitaria identità, votata a soddisfazioni individuali, personali e immediate, senza passato o futuro.
A questa logica si uniformano anche buona parte degli “imprenditori politici” che con Berlusconi hanno stabilito un rapporto di concorrenza, talvolta addirittura “complice”, comunque ben poco conflittuale. Sono loro soprattutto che in questo contesto antropologico hanno circoscritto lo spazio per quelli che nel secolo breve chiamavamo movimenti. Sono anche loro che rendono improponibile che nell’epoca della “rappresentazione” mediatica si rigenerino i meccanismi virtuosi della democrazia rappresentativa. Per questo non servono i Renzi, che pur lavorando in laboratori esemplari scelgono la rappresentazione piuttosto che l’amministrazione, che preferiscono il volontariato alla volontà, la gratuità alla coesione sociale, uno Stato dimissionario perché consenta ogni licenza anche iniqua in nome della “modernità”, di uno sviluppo senza diritti e senza limiti. Occorrono rappresentanti degni, abitati dal senso della responsabilità e del dovere come espressione del legame sociale. E occorrono soggetti consapevoli e “collettivi” da rappresentare.
Non è facile vederli nell’Italia della rottura della solidarietà, dello scioglimento dei patti e dei vincoli sociali, della dissoluzione dei linguaggi condivisi, né gli uni né gli altri. Ma la soluzione non sta certo nella rottamazione, bensì nella costruzione di pensiero, di visioni, di idee. Si ha ragione Tolstoj la giovinezza anagrafica se non è sorretta dall’utopia, è conservatrice. E vuole mantenere i suoi privilegi ereditati. Non ci resta che la speranza degli esclusi di tutte le età, di quelli che non hanno nulla da perdere, perché solo la libertà dei saggi non si compra.
I vecchi dentro
di miss Apple
Il cambiamento lo fa chi conosce l’arte della politica, chi ha la passione e il senso della democrazia, che pare facile, ma facile non è perchè è normale.
Quello a cui sto assistendo in questi giorni è una battaglia indecente: Matteo Renzi incarna ciò di quanto più antico e brutto sta nella politica: l’arrivismo.
Non è un asino, dice. Posso anche credergli, non scalcia, lui proprio spinge, cerca un burrone dove buttare giù la roba vecchia che non gli piace, di cui non ha bisogno, ‘che tanto vecchio lo è già lui. E’ vecchio dentro.
Non c’è bisogno di gioventù, nella nostra politica, c’è bisogno di normalità. di tornare a parlare normale, di stare tra la gente.
Mi riallaccio a ciò che scrivevo su Landini, giorni fa. E’ uno come lui che voglio, non m’importa se ha 20, 30, 40, 70 anni.
Landini è normale, è normale come noi, noi gente comune: la gente che va al lavoro al mattino, che produce, che svolge attività commerciali, sociali, manuali.
Renzi rappresenta il vecchio, puzza di muffa, puzza di berlusconismo, e nemmeno lo sa. Lui neanche immagina di essere un prodotto mediaset, è nato nel 1975, è nato mentre Berlusconi iniziava la sua avventura televisiva. Scommettiamo che a dieci anni vedeva bim bum bam? colpito!
No,uno così non ce lo voglio nel Pd, no. Voglio una persona normale, che non sia stata affondato dalla corazzata Mediaset, anche se qualche sbirciatina ai nuovi canali televisivi sicuramente è scappata..
Insomma, io voglio Landini, o tu che leggi e hai voglia di cambiare questa Italia anestetizzata, c’è bisogno di aria nuova, non di gioventù irritante.


RSS - Articoli


mi scuso con pfelp. ho scritto malissimo e di corsa..son stanchissima. scusami
ciao pfelp, sai, da veneziana non vedrei molto cacciari come presidente del consiglio? eppure è stato, voglia o non voglia un buon sindaco. in tanti si son lamentati di lui ma alla fine ha accontentato tutti, credimi.
renzi è stato un buon sindaco? come presidente dl consiglio non ce lo vedo proprio. la realtà locale non è la realtà nazionale; comunque ho sentito molta gente scontenta, invece, del suo esser sindaco: a chi devo credere, io che non vivo a firenze?
e poi, davvero, io distinguo la sn dalla ds, e viceversa, mi piace il prendere una posizione. mi piace dire: sono di sinistra, ho un paio di amici che fieri del loro esser di destra: mi piace questo prendere posizione.
il lamentarsi del vecchiume della politica è, invece, il modo migliore di attirare l’attenzione, è andata bene a bossi con il roma ladrona e a grillo con il vaffanculo, i proclami non mi piacciono.
renzi è irrispettoso verso i politici che lo hanno fatto eleggere, che lo hanno accolto nel pd.
vero che siamo un paese dove vige la gerontocrazia, l’italia è un paese governato da vecchi, avesse avuto, renzi, un approccio diverso forse avrebbe avuto maggior consenso, anche tra noi vecchi (per renzi sono vecchia pure io, che compirò 50 il prossimo mese)
no, mi auguro che arrivi qualcuno di più umile.
ciao, grazie.
apple
(spero sia più corretto, scusa ancora)
ciao pfelp, sai, da veneziana non vedrei molto cacciari come presidente del consiglio? eppure è stato, voglia o non voglia un buon sindaco. in tanti si son lamentati di lui ma alla fine ha accontentato tutti, credimi. ma come presidente dl consiglio non ce lo vedo proprio. la realtà locale non è la realtà nazionale.
e ho sentito molta gente scontenta, invece, del suo esser sindaco: a chi devo credere, io che non vivo a firenze?
e poi, davvero, io distinguo la sn dalla ds, e viceversa, mi piace il prendere una posizione. mi piace dire: sono di sinistra, ho un paio di amici che sono di destra. mi piace questo prendere posizione.
il lamentarsi del vecchiume della politica è, invece, il modo migliore di attirare l’attenzione, è andata bene a bossi con il roma ladrona e a grillo con il vaffanculo, i proclami non mi piacciono.
renzi è irrispettoso verso i politici che lo hanno fatto eleggere.
vero che siamo un paese dove vige la gerontocrazia, l’italia è un paese governato da vecchi, avesse avuto, renzi, un approccio diverso forse avrebbe avuto maggior consenso, anche tra noi vecchi (per renzi sono vecchia pure io, che compirò 50 il prossimo mese)
no, mi auguro che arrivi qualcuno di più umile.
ciao, grazie.
apple
i
@ Miss Appel e Magari Landini, magari…ma ..scommettiamo che Landini non ce lo vogliono al Pd?
Anna, credo che ci sia un problema di informazione… Matteo è considerato il sindaco più amato d’Italia e un motivo ci sarà. Non mi risulta che ci siano molti fiorentini scontenti, credimi. I fiorentini, e MAtteo lo diceva anche in campagna elettorale, criticano spesso che gli va a toccare il proprio orto per il bene della comunità. Ti faccio un esempio: si lamentano per le buche ma lo fanno anche se per asfaltare una strada si creano disagi al traffico. Non so cosa sai e come ti è stato riferito ma credimi la città è cambiata molto dal suo arrivo, nonostante i tagli continui a cui siamo sottoposti. E io da fiorentina che vive al ponte vecchio posso dire la mia.Innanzitutto il contatto diretto con i cittadini, se scrivi al sindaco della tua città lui ti risponde? La presenza continua sul territorio, il coinvolgimento dei cittadini nella cura della città, ha dimezzato la giunta con uomini e donne in numero uguale, ha realizzato il nuovo Piano Strutturale “a volumi zero”,ha pedonalizzato il centro, ha salvato il Teatro della Pergola, ha realizzato la card per i musei, ha ottenuto finanziamenti per Firenze, anche andando ad Arcore- macchisenefrega se ci è andato. FA fa timbrare il cartellino ai dipendenti comunali, ha dato vita a Florens2010 un grandissimo evento internazionale, ecc ecc. Io credo che spesso sia come quando si parla di calcio, si diventa tutti allenatori criticando senza proporre. Conosci un politico che convoca i cittadini per verificare insieme a loro se ha rispettato quanto promesso in campagna elettorale?MAtteo lo fa una volta all’anno. Credo che tutto ciò che ha promesso e realizzato a Firenze possa essere l’esempio concreto di un buon governo. La nostra destra e la nostra sinistra sono vecchie, e io dò ragione a Matteo quando dice che cambiano i simboli dei partiti ma i leaders sono sempre gli stessi. Sono quei leaders, a dx e a sx, che stanno lasciando un debito pubblico enorme che graverà sulle spalle dei miei figli. Se hai ascoltato il discorso della Leopolda mi dici cosa non ti piace? Matteo non ha mai parlato di liberalizzazione selvaggia nè di marginalità dello stato. Personalmente sono d’accordo con Federico Rampini quando dice dove lo stato è molto presente c’è anche più corruzione. Credo che oggi si debba guardare alla politica con una visione più contemporanea e internazionale uscendo dai vecchi schemi che sono quelli che ci fanno essere uno dei paesi più arretrati del mondo. Posso chiederti chi vedresti adatto a fare il premier?
scherzavo, benchè fosse una passerella molto spettacolare ho anche ascoltato molti degli interventi e soprattutto quelli di Renzi. E Pfelfel, io invece credo che esistano idee e capialdi di rifeirmento riconducibili alla destra e alla sinistra. quindi sono aiutata da questo a dire che le pochissime enunciazioni poltiche di renzi sono decisamente assimilabili allo stesso contesto della maggioranza oggi al governo peggio ancora dei nuovi “candidati” prestati alla politica : liberalizzazione selvaggia, marginalità dello stato e di un sistema di garanzie, primato a interessi aziendali piuttosto che a quello generale. Ma hai centrato il problema: io so della sua attività di sindaco dallo scontento di molti. E i suoi interventi e la sua azione di accreditamento sarebbe stato credibile se avesse proprosto come laboratorio la sua esperienza di governo locale… ma evidentemente non aveva molto da dire
Mah… Non siete stati alla Leopolda e giudicate dalle immagini; non siete di Firenze e quindi non sapete com’è cambiata la città da quando c’è lui…Fa comunicazione in modo contemporaneo e per questo è uno da evitare, è un “berluschino”. Da quanto tempo lo seguite? Io da 3 anni e da fiorentina posso giudicare se ha mantenuto veramente ciò che ha promesso. Ascoltate il discorso conclusivo della Leopolda, vorrei sapere quali idee non sono giuste, in quali proposte non vi identificate… quelle di molti italiani, a sx come a dx. MA poi la dx e la sx esistono ancora? Io credo che esista gente che ha voglia di vivere in un paese più onesto, sicuro, un paese che dia lavoro e futuro ai giovani e ai meno giovani…il discorso è su you tube
cosa fa Renzi ???
Blatera a vanvera … un Belusconi de noantri …
Miss Apple ha fatto centro, ma non era bim bum bam, era qualcosa di meglio nel 1994 il nostro renzi diciannovenne partecipò a la ruota della fortuna condotta da mike buongiorno e vinse circa 40 milioni (ho messo il link quassotto) . Era già perfettamente omologo alla logica… e poi, non è un caso visto che è un imprenditore toscano e ha la sua bella impresa di cui è, mi pare, amministratore delegato.
ma questo di per sé non vorrebbe dire nulla se non fosse che – a quanto mi risulta- da quella affollata ed esimia sala della leopolda e da quel palco sapientemente arredato con frigo sedia etc, sono rimasti fuori concetti e problemi come i treni per i pendolari, il tessile che non tira più le fabbriche di ceramica che chiudono e, guardampo’, i cassintegrati overfifty.
Ma, certo, le 100 proposte non dovevano venire “dalloro” della leopolda, dovevano venire “dafffuori” dal popolo del web. che meraviglia!
http://www.youtube.com/watch?v=LKbYpboK5eE&feature=player_embedded
Se Renzi dedicasse un po più di tempo alla splendida Firenze e Vendola si dedicasse a tempo pieno alla indebitatissima Puglia avremmo due predicatori di meno e, forse, due amministratori più attenti.
lenzi non mi è mai piaciuto , è lontano dalla sinistra ,non sa cosa sia..ma ho guardato positivamente la convention che ha organizzato ,si è messo in discussione e ha accettato il confronto !! però le sue ricette liberistiche non mi convincono , negli ultimi anni rincorrendo il liberismo ci siamo impoveriti, è una formula che ha fallito ..oggi c’è bisogno di un pò di socialismo , di uno stato che riprenda in mano il destino dei cittadini , li difenda dalle speculazioni selvagge e ricrei quel sinonimo di civiltà che è il welfare!!!!!
ma infatti tutte e due lo abbiamo scritto comodamente da casa. non serve la presenza per confermare un pregiudizio. e poi era uno spettacolo televisivo no? non occorreva leggere o sentire, bastavano le immagini.
Secondo me il post la Lombroso poteva scriverlo uguale uguale standosene a casa, non serviva mica andarci davvero alla Leopolda. A parte qualche ombra di allusione alla fine, pare un po’ generico e aprioristico…