Il ministro Sacconi ha un po’ di difficoltà a spiegare  perché i licenziamenti facili siano in grado rilanciare l’economia. Ma questo non è certo una difficoltà per un catto berlusconiano: basta distrarre l’attenzione  e portare il discorso su qualcos’altro. Ed ecco che il ministro si inventa  il “rischio di attentati” in seguito alla sterilizzazione dell’articolo 18.

L’invenzione, peraltro già smentita dai servizi, è di quelle intellettualmente grossolane, come ben si addice a Sacconi e alla compagine governativa, ma adatta a innescare logiche sotterranee ben sfruttate dalla pubblicità: se i cattivi vogliono l’articolo 18, allora vuol dire che anche l’articolo è cattivo. Furbetto bimbo Sacconi con i barattoli della marmellata.

Però c’è una cosa che mi sfugge, come mai il ministro sia così allarmato per il rischio attentati quando non fa altro che ripetere, assieme a Brunetta, a Renzi e alle migliaia di fastidiose mosche cocchiere del nulla e piccoli oppotunisti, che il rischio nasconde anche opportunità? O questo vale solo per lavoratori in via di licenziamento e per i precari?

Eh no, caro ministro  ammesso che il rischio ci sia, per il Paese e per il lavoro è una grande opportunità.