L’Italia sta cambiando e i ballottaggi stanno confermando quanto era già chiaro dopo il primo turno. Le prime proiezioni danno vincenti sia Pisapia a Milano che De Magistris a Napoli. Ma con una certa sorpresa, almeno da parte mia, sta vincendo  più De Magistris  che Pisapia.

E’ chiaro che il berlusconismo  e non solo Berlusconi ha fatto il massimo sforzo su Milano che rimane il risultato più significativo. A botta calda però il successo di De Magistris a Napoli con più di 20 punti di scarto su Lettieri dice che il candidato, considerato un “estremista” e un “giustizialista” persino dalla parte cosiddetta terzista dei media italiani, il candidato che aveva contro anche i poteri malavitosi e che stava un po’ sul gozzo anche Pd, spazza via l’idea che si possa vincere solo essendo dei moderati. Anzi corteggiando la fantomatica area moderata pure quando bisogna fare i conti con un talebano della chiesa come Casini, che si modera solo quando c’è da parlare di salari, di pensioni, di precarietà e di referendum.

Insomma il vento cambia, ma non genericamente, non bizzarramente,  con una direzione che esige idee chiare e distinte, progetti e consapevolezza delle domande che nascono dalla società italiana non alleanze ambigue e pasticcione, ipotizzabili solo per dare il definitivo spintone a Silvio, ma non certo per rianimare la politica, quella vera.