” Sono tutti uguali”. Da molti mesi questa frase qualunquista e soprattutto bugiarda, è diventata il mantra di Grillo su qualsiasi argomento. Con tanta ostinazione e così poco elementare buon senso che viene da chiedersi se abbia a che fare con l’antipolitica o non si tratti piuttosto del leit motiv di una destra profonda, a volte inconsapevole, a volte semplicemente camuffata.
La domanda l’ho fatta e me la sono fatta più volte anche qui su questo blog. Ed è probabile che non ci sia una risposta univoca. Ma adesso sappiamo che almeno a Bolzano, il “sono tutti uguali” si tinge di nero. Si è scoperto infatti che il 31 marzo scorso due consiglieri grillini sono usciti dall’aula consiliare assieme a tutta l’opposizione di destra per protestare contro il rifiuto della maggioranza comunale di iscrivere all’albo delle associazioni culturali l’associazione “Casa Italia” legata a Casa Pound Italia.
La giustificazione successiva, data dal consigliere Vedovelli, uno dei due usciti per protesta, è che si tratta di ” ragazzi” che “hanno le carte in regola” e che “non fanno apologia”. Ora è evidente che o Vedovelli non sa cosa è Casa Pound, non ha idea della mitologia fascista costruita intorno ad Ezra Pound, oppure ritiene di fare fessi tutti. O è un ignorante e uno sprovveduto che non dovrebbe stare in un consiglio oppure è un fascista a cinque stelle che ha sfruttato i voti di protesta. Scelga lui. O magari scelga Grillo una volta tanto.
Eh si a forza di dire che “sono tutti uguali” si finisce per fare di tutta l’erba un fascio. Letteralmente.


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L’INFORMAZIONE E LA CONTRINFORMAZIONE
Dal Grillo fascista al fascio-grillino, dallo scemo del villaggio allo scemo globale.
La disinformatia è il cibo della casta.
Quando l’ideologia si sostituisce ai principi più elementari del diritto siamo un passo nella dittatura.
Quando l’informazione non usa la ragione ma l’emozione siamo nel fascismo tecnologico dal volto sorridente.
La disinformatia è il cibo della casta.
DISINFORMATIA
Il 23 maggio 2011 Vincenzo Aragona, ex attivista del Movimento 5 Stelle di Bolzano fuoriuscito dal Movimento in polemica col gruppo bolzanino, decide di far fare un salto di qualità alla sua “controinformazione” che già più volte aveva “sfiorato” la vera e propria diffamazione. Quindi dopo aver scritto che il movimento aveva solidarizzato con gli accoltellatori delle violenze politiche a Napoli e che avrebbe dichiarato che Berlusconi ha diritto di “fottersi le minorenni”, nel suo continuo sostenere la teoria del filofascismo dei Grillini bolzanini, decide di affidare le proprie esternazioni alle pagine internet di Indymedia Piemonte. Riprendendo una notizia vecchia di due mesi, in piena campagna elettorale per le elezioni amministrative, titola il suo pezzo “lista grilllo bolzano supporta casa pound”. Da qui Raffaele Emiliano decide di scrivere un articolo su newnotizie.it, la testata online per cui collabora. Decide di mantenere un titolo simile: “Bolzano: Lista Grillo a supporto di Casa Pound, polemica sul web”. La “notizia”, sull’onda della “moda” mediatica dei Grillini “populisti/omofobi/fascisti” appare a molte testate online particolarmente succulenta e segue solo di pochi giorni la montatura del “Grillo busone bolognese”. Ha così inizio una capillare diffusione a livello nazionale. È forse inutile ripetere qui i reali termini del discorso [1] . Noi qui diremo solo che il titolo corretto relativo ai fatti sarebbe stato questo: “I Grillini bolzanini sono contro la discriminazione”. Certo fa molto meno notizia, ce ne rendiamo conto!
Il concetto di “controinformazione” di Vincenzo Aragona ed i motivi che lo spingono sono assai chiari e ben esplicitati in un suo commento su Facebook da lui postato pochi giorni prima, il 21 maggio [2] . Però cosa ha spinto Raffaele Emiliano a rilanciare la “notizia” senza approfondirla? Non sarebbe stato più professionale e politicamente corretto verificarla chiedendo ulteriori delucidazioni ai protagonisti della vicenda?
Emiliano non ritiene opportuno approfondire la “notizia” ed affida l’impostazione della stessa alla “fonte contaminata” di Aragona. E fa di più. Etichetta come “la difesa” la nota che il consigliere 5 Stelle Claudio Vedovelli scrive quasi sistematicamente come rapporto periodico della propria attività consigliare e non certo scritta come difesa da un’accusa [3].
Nel frattempo si scoprono altri risvolti correlati. Il primo è che Raffaele Emiliano non è un semplice giornalista ma è militante di Rifondazione Comunista e candidato in Puglia nelle liste di Vendola. La cosa ovviamente getta un’ombra sinistra sull’obiettività del giornalista stesso. La perplessità però si rafforza ulteriormente quando alla ribalta sale un’altra notizia: “I neofascisti di Casapound imbarazzano Vendola”. In sostanza la Regione Puglia ha patrocinato la presentazione di un libro di CasaPound a Bari. La notizia è datata in realtà 11 maggio. Da quel che sappiamo questa notizia non viene trattata né da newnotizie.it, né da Raffaele Emiliano che su questo fatto, invece, dovrebbe presumibilmente essere piuttosto informato sia perché è pugliese, sia perché è sostenitore di Vendola. In quel caso, evidentemente, il fatto non era stato considerato interessante.
SQUADRISMO MEDIATICO
Riassumendo: una notizia che coinvolge il governatore pugliese Vendola sul patrocinio di un libro vicino a CasaPound viene divulgata sul web con 1.770 cosiddette occorrenze (il numero di fonti presentate dal motore di ricerca) mentre quella relativa all’abbandono dell’aula dei consiglieri d’opposizione grillini a Bolzano conta addirittura 41.900 occorrenze (dati Google del 4/6/11).
A questo punto, appare evidente una distorsione della realtà. Appare palese che complessivamente il modello emergente è un tipo di informazione che è quasi riduttivo definire semplicemente faziosa perché in realtà questa è totalmente ideologica. Le notizie vengono selezionate e divulgate secondo le esigenze elettoralistiche. Non vengono approfondite ma vengono confezionate con titoli tanto eclatanti quanto fuorviati. Qual’è la novità? Forse nessuna. In Italia i media sono sempre stati addomesticati ai poteri forti e ai partiti. Da sempre anche i comunisti hanno partecipato alla lottizzazione partitica ad es. della RAI (RAI 3 era definita Telekabul) e la diffamazione a sinistra è sempre stata ampiamente praticata. La novità non è relativa al mondo del giornalismo. Piuttosto è il cosiddetto “popolo del web” che negativamente può ancora sorprenderci. Si perché se possiamo considerare “normale” che la celeberrima massaia di Voghera venga plagiata dal TG di Minzolini o Fede piuttosto che da La Repubblica o il Corriere, ecco che il nerd del web cresciuto a pane e internet ci stupisce se leggendo una “notizia clamorosa” sulla rete non sia portato con lo stesso strumento attraverso cui questa notizia l’apprende ad approfondirla ricercando le fonti originali o quantomeno le voci “fuori dal coro”. Non solo abbocca alla bufala, non solo non approfondisce, ma “armato” di esaltazione ideologica viene indirizzato ai link dove esprimere la sua più vibrante protesta. Nel 90% dei casi con soggetti così plagiati risulta inutile cercare un vero dialogo. Certe notizie fanno leva sul lato emotivo a discapito di quello razionale. Così alla fine il tutto diventa quasi un rito religioso, uno sfogo collettivo, un assalto alla Bastiglia… tifo calcistico. Non esiste camera di decompressione e velocemente si passa dalla lettura della notizia, allo sconquasso emotivo e da lì all’azione diretta, ad una sorta di spedizione punitiva virtuale. Pochi, troppo pochi, sono propensi ad approfondire ed informarsi anche se approdano nei siti che ospitano le fonti originarie. Così ad es. la pagina WordPress del povero consigliere comunale grillino Claudio Vedovelli linkata nell’articolo inizia ad essere presa d’assalto. Quella dell’altro consigliere grillino semplicemente ignorata. La pagina dovrebbe essere fotografata ed incorniciata, esposta quale clamoroso esempio di degenerazione dell’informazione e conseguente isteria collettiva. È un piccolo esempio di come la rete possa fomentare tanto le splendide rivolte magrebine quanto le più misere reazioni nostrane. È una piccola crepa che incrina il mito del “popolo del web” a cui gli stessi attivisti del Movimento 5 Stelle tendono a rifarsi. Alla fine, dopo due giorni di polemica virtuale il tutto viene riassorbito. Molti che non hanno avuto il coraggio di scrivere pubblicamente solidarizzano privatamente e il gruppo Facebook dei Grillini bolzanini registra un clamoroso aumento degli iscritti (+12,5% in 3 giorni). Alla fine lo scandalo ha portato nuovi simpatizzanti ai Grillini. Le testate giornalistiche hanno aumentato i lettori ed i politici di sinistra hanno polarizzato il consenso. Tutti contenti, nessuna vittima? Non proprio. Sul campo abbiamo perso l’informazione e l’onestà intellettuale e l’opinione pubblica è stata ferita, portata a credere di vivere in un mondo peggiore di quello che in realtà è… beffata, truffata!
A Bari, poi, si è passati dalle parole ai fatti e alcuni gruppi di antifascisti sembra siano “venuti in contatto” con la polizia che presidiava l’evento della presentazione del libro. Anche qui però probabilmente le notizie sono “gonfiate” ma con un clima infervorato ad hoc non stupirebbe se si producessero scontri e pestaggi come quelli che hanno preceduto le amministrative di Napoli per fare un esempio.
IDEOLOGIA E DIRITTO
Al di là dei meccanismi di divulgazione della notizia, relativamente alla questione del patrocinio in Puglia il Presidente del Consiglio Regionale Introna (SEL) afferma in una nota che «Il patrocinio è stato riconosciuto, come del resto si fa abitualmente per le iniziative culturali, sulla base della richiesta dell’Associazione di promozione sociale e culturale “ArditaMente”, “legalmente costituita in Bari dal 2008, per la presentazione del romanzo ‘Nessun dolore’, dell’avvocato Domenico Di Tullio ed edito da Rizzoli”. Valutazioni successive non ci riguardano». Appunto! Ci sono delle regole e queste vanno rispettate con tutti anche con chi non ci piace. Se un’associazione ha le carte in regola (ed è fondamentale capire che solo la Magistratura può decidere che non lo siano), le maggioranze politiche, qualunque esse siano, devono rispettare la legge e non possono fare discriminazione perché se lo facessero andrebbero contro la legge stessa, contro la Costituzione e contro i diritti universali dell’Uomo.
Quando l’ideologia si sostituisce ai principi più elementari del diritto siamo un passo nella dittatura.
Quando l’informazione non usa la ragione ma l’emozione siamo nel fascismo tecnologico dal volto sorridente.
La disinformatia è il cibo della casta.
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Note e Link bibliografici:
La risposta di Claudio Vedovelli alle polemiche sul web innestate dall’articolo di Raffaele Emiliano
http://claudiovedovelli.wordpress.com/2011/05/26/la-questione/
[1] “La questione non era decidere se CasaItalia fosse fascista o meno, né se il fascismo fosse da condannare o meno, per me è scontato, né si trattava di legittimare qualcuno. Il problema era unicamente di capire quali fossero le regole e le modalità di selezione di un’ associazione applicate dal Comune. Di fatto si voleva denunciare che non esistono criteri, ma si naviga piuttosto a vista. In sintesi: qualsiasi associazione che ha le carte in regola deve potersi iscrivere. Le carte ( statuto, ecc) di Casa Italia erano in regola, ma in questo caso, solo in questo caso, è stata fatta una valutazione politica: sono amici di Casapound ecc. In base a questo principio l’ associazione non è stata iscritta all’ albo. Il mio voto contrario è stato contro questo modo di scegliere, che se oggi punisce Casa Italia, domani può punire associazioni di sinistra magari vicine ai centri sociali, amici dei grillini o chiunque in disaccordo con chi sta al potere. Questa è la base del sistema clientelare della politica, ogni amministrazione se di dx. favorisce le associazioni amiche e se di sx. fa altrettanto. Ognuno può avere storie e sensibilità diverse, ma il sistema senza regole o con regole applicate in maniera discrezionale non è giusto […].”
Il pezzo su Indymedia.
http://piemonte.indymedia.org/article/12536
[2] Il concetto di “controinformazione” di Vincenzo Aragona ed i motivi che lo spingono sono assai chiari e ben esplicitati in un suo commento su Facebook da lui postato pochi giorni prima, il 21 maggio: “[…] mi dicono in molti che sto rompendo con sta storia del filofascismo dei grillini bolzanini, ma che ci posso fare. Oltre a ritenerlo una notizia da divulgare ovunque (come sto facendo), mi diverte anche! Bannato, accusato di immaturità, che ci posso fare? Forse sperare che mi faccia arricchire come tutti i tormentoni estivi, sai quelle cose che tutti i juke-box in riviera ripetono all’infinito per una stagione intera! Solo che io lo ripeterò non per una sola estate, ma fino al 2013, anno in cui Spagnolli si candiderà alle provinciali e noi dovremo ritornare a votare per le comunali! […] ”
L’articolo firmato da Raffaele Emiliano
http://www.newnotizie.it/2011/05/24/bolzano-lista-grillo-casa-pound/
Uno dei tanti siti che riportano la notizia Casapound/Vendola a firma di Davide Pelanda
http://www.nuovasocieta.it/attualita/26620-i-neofascisti-di-casapound-imbarazzano-vendola.html
[3] Chi vi scrive avrebbe voluto porre queste domande direttamente al giornalista. Dopo avergli chiesto ed ottenuto l’amicizia su Facebook per poterlo contattare, viene quasi subito bannato prima ancora di potergli parlare. Con un nuovo account abbiamo così formulato subito le domande attraverso la messaggeria… senza peraltro mai ottenere risposta.
Gli scontri di Bari:
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/05/06/news/casa_pound-15885157/
“Grillo busone”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/13/favia-contro-di-noi-attacchi-strumentali/110785/
Be Wrong, be strong!
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=1912504605041&set=a.1227376877276.2034748.1014665164&type=1&theater
“Olindo e Rosa Eroi Padani”: un altro clamoroso fake!
http://informarexresistere.fr/2011/05/13/rosa-e-olindo-i-veri-padani/
Una lunghissima risposta per annegare la sostanza: il fatto è accaduto o no a Bolzano? Oppure siccome la notizia è vecchia di due mesi la vogliamo cancellare? Questo mi interessa non chi l’ha data..E’ questa l’informazione corretta? Ed è informazione corretta questo infantile ricorrere … ah, ma anche gli altri? Una cosa per volta. Inoltre c’è una notevole differenza tra la sponsorizzazione di un libro e l’uscita dall’aula perché non è stata concesso un finanziamento a un gruppo fascista. Così come c’è una differenza notevole tra leggere le poesie di Ezra Pound e far parte di Casa Pound. Come ho già avuto modo dire sono interessato alla sostanza delle cose non a balletti di parole che fanno tanto vecchia politica.
il rifiuto di TUTTI i partiti, l’aggressività del linguaggio, il VAFFANC a tutti assomiglia sempre di più al ME NE FREGO di non lieta memoria
Basta andare sul sito di Casa Italia per accertarsi non soltanto dei legami con il “brand” Casa Pound, ma anche di tutto il puro spirito fascista che vi circola. Il resto sono chiacchiere e fumisterie ancora peggiori del politichese contro cui vi scagliate. A me francamente non interessa dire bene o male dei grillini per partito preso. Osservo e giudico dai fatti. Non ho pretese di verità, ma pretendo di avere diritto di parola, anche se non sono un noto comico.
Dando voce e credito alle fonti più tendenziose i media si stanno appllicando nell’esercizio del discredito del movimento grillino. Dopo la manipolazione del “Grillo busone” e le posizioni sul test antidroga dei grillini di Bologna o l’enorme assurda pressione sul balottaggio di Pisapia a Milano, adesso questi ripescano una notizia vecchia di mesi e la lanciano decontestualizzandola sapendo di avere facile presa sui sentimenti a scapito della ragione. Succede così che un ex grillino nostalgico dell’ortodossia comunista, abituato non al confronto dialettico e ad usare l’ideologia come uno strumento di studio ed interpretazione della realtà ma, appunto, a concepire l’ideologia comunista come una religione, posta una vecchia notizia su Indymedia. Da qui la diffusione della disinformazione.
Il fatto del Consiglio Comunale riportato è vero ma vi sono una serie di lacune importanti, non ultima quella che non si tratta di CPI ma di CasaItalia un’associazione culturale che è soggetto giuridico autonomo ed il cui statuto e le cui attività culturali non sono state oggetto di critica. Il Comune ha cassato la domanda di inserimento nell’albo perché questi di CasaItalia sono “amici di” , “simpatizzanti per”.
Siamo abituati a fare cosa è giusto e non a seguire il conformismo delle maggioranze bianche, rosse o nere che siano. Il clientelismo è la moneta di scambio della casta e la discriminazione politica è il rovescio di questa medaglia. La DISCRIMINAZIONE POLITICA, è un reato ed è anticostituzionale. Chi usa l’antifascismo come strumento di consenso non fa onore alla lotta partigiana. Quando poi la discriminazione viene esercitata dalla maggioranza come si chiama? Noi la chiamo autoritarismo…
Chi professa l’antifascismno ma pratica l’autoritarismo non è degno del consesso democratico.
Invitiamo tutti a non cadere nelle fin troppo facili strumentalizzazioni che si presentano.
Andreas Perugini
M5S Bolzano