Che la televisione voglia diventare un surrogato della vita è chiaro da anni. Ma ultimamente ha abbandonato tutte reticenze e i pudori. così non bastava il programma su La7 che intendeva regalare un lavoro a tempo indeterminato, un lavoro marginale in cambio di una noiosa sceneggiata di falsi colloqui grondante di ipocrisia e di sedicenti esperti.

No, non bastava questa immagine icastica del degrado di un Paese realizzata non solo attraverso i protagonisti del “social reality”, ma anche attraverso i suoi ideatori e realizzatori. Adesso canale 5 si appresta a prendere in giro anche il mondo della scuola, come  se non bastasse la Gelmini.

Anzi prende le mosse proprio dalla devastazione fatta dal ministro: la rete del signor cene eleganti cerca infatti docenti precari messi alla porta per una specie di grottesco reality: insegnare ad ex concorrenti di grandi fratelli e compagnia qualcosa per metterli in grado di superare una gara di quiz.

C’è tutto il mondo berlusconiano dentro questo format: la cultura degradata a quiz, l’insegnamento avvilito dalla finzione delle telecamere, lo spettacolo che sostituisce la realtà, il richiamo di un successo facile e indolore contrapposto al lavoro e alla preparazione.

In pratica è uno sfottò della scuola e indirettamente del Paese: l’unica cosa in cui questo governo riesce ad essere efficiente.