A parte i deliri del principale cliente di Ruby, che tenta di ricattare l’Unione europea, da Maroni il moderato e dunque traditore a Bossi, si alza un grido inconsueto: solidarietà. La vogliono, la pretendono dalla Ue per l’emergenza dei migranti. La Lega alza la voce e la fa alzare al premier che tiene in pugno.

Ma cosa ne sanno costoro della solidarietà? E quando mai sono stati solidali se non con loro stessi ? Semmai sodali con la corruttela, ma di certo solidali mai. Non con gran parte dello stesso Paese che viene disprezzato, insolentito e fatto segno a un tentativo di secessione travestito da federalismo, non con gli immigrati che si vogliono fora di ball, con il linguaggio inguinale che è il favorito o forse anche l’unico conosciuto da Bossi. E di certo nemmeno con l’Europa ritenuta da sempre nemica del localismo.

Ma in cambio di potere e di una strada spianata verso il federalismo non solidale, non c’è stata alcuna solidarietà con i ceti più deboli a cui sono state regalati i salari più bassi dell’occidente e il precariato selvaggio, salvo sedurli con la paura, spargendo xenofobia, e ottenendo un utile proprio rifiutando alla radice qualsiasi solidarietà.

Tuttavia adesso la chiedono, adesso che hanno paura di essere considerati parolai e cialtroni incapaci di fermare i migranti nonostante le parole d’ordine e le fantasie assassine. Per questo la solidarietà europea esercitata nei modi in cui vorrebbe il governo, sarebbe come togliere le castagne dal fuoco a chi ha in odio la solidarietà, anzi come dicono loro, il buonismo.

La solidarietà va esercitata con i migranti, non con chi ha fatto affari con i loro torturatori. A quelli va riservata l’indifferenza.