1) Per una settimana nè il governo centrale, nè il governatore Zaia, impegnato con l’improrogabile scelta di una nuova brillantina, si sono accorti che c’era stata un’alluvione.

2) Quando ci si resi conto del disastro prontamente il premier accompagnato da Bossi e da Zaia è andato a far visita alle popolazioni che lo hanno spernacchiato. Il giorno dopo sono stati promessi 300 milioni di aiuti.

3) Intanto Zaia, trovata la brillantina giusta, ha appoggiato la richiesta di trattenere nella regione un miliardo di tasse, cifra del resto molto inferiore a ciò che l’intero Paese ha finora speso per le multe delle quote latte. E subito ha trovato simpatia e fraterno appoggio nella Lega e nel Pdl

4) A tre settimane dal disastro i 300 milioni promessi non si trovano da nessuna parte della finanziaria, alias legge di stabilità, chiamata così perché un governo che non riesce a fare nulla, almeno si sfoga nella variazione dei nomi.

5) La beffa finale è venuta ieri quando la maggioranza ha bocciato un emendamento dell’Idv sulla sospensione del pagamento dei tributi.

In compenso il governatore sta benissimo con la nuova zazzera alla De Michelis.