Così abbiamo il dossier de Il Giornale sulla Marcegaglia. Beffando tutti, evitando di pubblicare qualcosa che evidentemente esiste, ma che rimane custodito chissà dove, il quotidiano di Berlusconi ha messo in pagina un pastone di articoli sulle vicende assai poco esemplari legate alle aziende del leader di Confindustria.

Si tratta di pezzi usciti negli ultimi anni, di vicende già ampiamente conosciute. Ora voglio mettermi nei panni di un’entità inesistente, cioè di un berlusconiano intelligente e chiedermi: perché mi dovrei scandalizzare se, pur essendo noto quello che il quotidiano di famiglia riporta, il premier voleva Marcegaglia al ministero dello sviluppo?

Forse molti ricordano l’assemblea di Confindustria in cui platealmente Silvio tentò di far acclamare in diretta la “velina” Emma, ministro.

Questo fatto che sembra sfuggire anche ai critici più decisi, dimostra insieme sia il ricatto per le posizioni critiche assunte dalla Marcegaglia negli ultimi tempi, sia la totale mancanza di etica in cui è caduto il governo di questo Paese.

Ma dimostra dall’altra parte anche la mancanza di una vera cultura industriale: pensare, come ha fatto Confindustria per anni, che Berlusconi fosse un elemento al quale il mondo produttivo poteva appoggiarsi, è stato un disastroso abbaglio. Il fraintendimento tra una politica di sviluppo e un via libera ai vizi e alle pigrizie di un mondo fatto di seconde e terze generazioni.