Mi sono accorto di aver pubblicato non il post “finito”, ma solo quello in bozza dove mancavano alcune notizie e poteva indurre in qualche errore. Così lo ripubblico nella sua forma corretta.
Devo cospargermi il capo di cenere per aver trascurato l’incredibile storia, fabbricata dai servizi occidentali, sul presunto assassinio di Navalny, il cosiddetto oppositore di Putin, morto nel 2024 in circostanze definite sospette. Sei anni fa si era detto, dopo un attento esame dei campioni biologici, presi al personaggio ancora in vita che era stato avvelenato col Novichok, un’arma risalente all’epoca sovietica e così terribile che una sola goccia sulla pelle era capace di uccidere, poi dal momento che la cosa non reggeva, visto che già in precedenza Putin era stato accusato di aver voluto assassinare il suo rivale con questo veleno, ma Navalny era bellamente sopravvissuto, si è tirata fuori la storia della tossina che si trova sulla pelle di una rana sudamericana. La sostanza chimica naturale, nota come epibatidina, era quella che gli indigeni usavano per avvelenare le piccole frecce che tiravano con la cerbottana. Una cosa che si fissava nell’immaginario dei bambini di tanto tempo fa e che mi gratificava visto che a 7 – 8 anni ero un ottimo tiratore con la cerbottana.
Non averne parlato è stato un errore sotto ogni punto di vista, per diverse ragioni, la prima delle quali è nata dalla convinzione che a questo sgangherato copione da film di serie B non avrebbe potuto dar credito nemmeno l’ultimo idiota della Terra, ma evidentemente non bisogna mai dimenticare che le vie della stupidità sono infinite. Al contrario questa cosa così esotica della rana, colpisce l’attenzione e mira a innescare una rappresentazione stereotipata e massificata del leader russo come un cattivo alla Goldfinger. E guarda caso per scoprire la presenza di questa molecola nel corpo di Navalny ci sono voluti due anni, il tempo esatto per poter annunciare la scoperta alla cosiddetta Conferenza per la sicurezza di Monaco. Cosa abbastanza incomprensibile perché l’epibatidina è una sostanza molto ben conosciuta – al contrario di quanto hanno detto i giornaloni, secondo il cui illuminato parere a pagamento, era una sostanza in mano solo ai russi – studiata da parecchio tempo in moltissimi laboratori nella speranza di poterla usare come sostituito degli oppioidi. Per giunta è molto stabile e facilmente rintracciabile con le tecniche standard della tossicologia clinica e forense. Ma si vede che le “indagini” promosse da Gran Bretagna, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svezia non disponevano di questi strumenti: perché mai perdere tempo quando una balla qualsiasi, o meglio studiata dagli spin doctor, funziona molto meglio? Da notare che tutto questo è solo frutto della propaganda europea, mentre gli americani, per bocca di Rubio minimizzano, anzi di fatto sembrano scuotere la testa di fronte alle nuove e inedite panzane.
Ma tutta questa storia non sta davvero in piedi, principalmente perché Navalny era solo una narrazione per le opinioni pubbliche occidentali: l’uomo era un suprematista fascisteggiante, cocainomane e con gravi problemi di bipolarismo, consumatore di benzodiazepine e di litio, truffatore incallito – tanto che aveva persino raggirato una nota azienda del lusso francese – è stato lanciato e foraggiato con milioni di dollari dalla Ong americana Endowment for Democracy, a sua volta ufficialmente finanziata dal Congresso Usa (alla faccia del non governativo), ma in realtà non era nessuno. L’80 per cento dei russi nemmeno sapeva della sua esistenza: il massimo che aveva ottenuto in elezioni politiche è stato lo 0,5 per cento, anche se è arrivato a un sontuoso 2 per cento in qualche elezione amministrativa locale e solo grazie alla fascinazione dei biglietti verdi. Insomma era un oppositore solo per l’informazione occidentale ed era pure finito tra le sbarre per frode, truffe riguardanti il mercato azionario, oltraggio alla Corte, attività estremistiche e appropriazione indebita. Putin dunque non aveva alcun interesse a far fuori Navalny, anzi un personaggio così politicamente inesistente e decisamente imbarazzante, palesemente compromesso con il potere occidentale, gli faceva gioco, soprattutto dopo l’inizio dell’operazione speciale in Ucraina (Paese nativo di Navalny). E poi anche se fosse impazzito e avesse voluto sbarazzarsi di lui, perché mai utilizzare un metodo così esotico e non uno assai più sbrigativo, di quelli che in carcere sono normalmente usati, tipo un suicidio alla Epstein o qualche rissa fra detenuti. Non ha davvero senso utilizzare la tossina della rana o, se è per questo, ricorrere al Novichock, La sceneggiatura proprio non regge. E anzi è possibile, se non probabile, che proprio gli occidentali temessero una fuga di Navalny in Germania ( si stava trattando un qualche scambio di questi tipo al momento della sua morte) e per evitare che le opinioni pubbliche vedessero da vicino chi era davvero l’anti Putin, abbiano deciso di eliminare il problema alla radice.
Un’altra ragione per cui non parlare di questa squallida commedia è stato un errore è il fatto che l’aver rispolverato con nuove e ancor più incredibili rivelazioni, una storia completamente assurda, è un segnale che i servizi occidentali hanno difficoltà ad individuare un nuovo candidato da lanciare come leader dell’opposizione, sia pure solo narrativamente e così tentano di sfruttare anche le vecchie storie. Ovviamente in Russia di oppositori ce ne sono e anche parecchi, ma evidentemente non più disposti ad essere i meri burattini di Londra e Washington, segnale inequivocabile della perdita di prestigio e di credibilità occidentale. Pare abbastanza chiaro: più aumenta la difficoltà più cresce il livello delle menzogne e delle invenzioni. Perciò piovono rane, proprio come nella celebre commedia di Aristofane in cui viene denunciato il declino di Atene. E soprattutto ci si arrampica sugli specchi per fomentare una guerra che è ormai l’ultima speranza di sopravvivenza del potere.


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La fonte, in questo caso non anonima è “Il nipote del mago” (The Magician’s Nephew), undicesimo episodio della serie 11 de L’ispettore Barnaby (Midsomer Murders), andato in onda originariamente nel 2008.
Il reale saccheggia l’immaginario per mancanza d’immaginazione.
Vale la pena condividere il nulla,
Il Primo Ministro italiano frottola ha annunciato progressi nella risoluzione del conflitto in Ucraina. Come se lei fosse stata presente e con potere decisionale,
“Vedo un serio progresso nei documenti su cui stiamo lavorando. È stato svolto un lavoro di alta qualità sul tema delle garanzie di sicurezza per Kiev – come sapete, questa idea si basa in gran parte sulla proposta italiana di strutturarle secondo il modello dell’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico.
Anche la questione della ricostruzione dell’Ucraina ha fatto notevoli progressi. È stato preparato un piano di pace, nell’ambito del quale molti punti sono già stati concordati sulla carta. Tuttavia, siamo ancora lontani dalla soluzione del problema principale – il problema territoriale – su cui la Russia continua a avanzare, a mio avviso, pretese assolutamente infondate.
E, come ho sottolineato più volte, è estremamente importante non solo raggiungere la pace, ma anche garantire una pace giusta”.
Questo è quanto offre il parlamento itagggliano.
Chissà come è contento tentenna, vista la partecipazione del SUO mv5strunz alla fiaccolata del “martire” navalny, ucciso da questo “sicario” con la rana complice.
https://youtu.be/tPKnK6TGU80?si=8dEYmTGr5I3xZpEq
E qua capisci potenza creativa di informazione mainstream occidentale… hanno trasformato in “oppositore di Putin” 78% di consensi… tizio con 0,71% di voti raccolti quando si presentò ad elezioni!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Ma Navalny non è morto in cella, da qualche parte in Siberia?
Se la memoria non mi inganna pochi giorni prima della sua dipartita ha usufruito di un permesso, permesso che ha trascorso insieme alla moglie il un hotel e la quale gli ha consegnato dei medicinali o presunti tali, visto le tante patologie.