Si avvicina il weekend e gli occidentali si immergono nel loro onanismo narrativo beandosi delle immagini prodotte da Kiev in cui vedono i presunti danni a decine di aerei russi che disgraziatamente hanno tre motori invece di due. Non so, magari è lo spezzone di un film spazzatura, ma certo che la superficialità è tale da essere persino insolente nei confronti delle persone, persino di quelle che tendenzialmente sono disposte a farsi convincere da queste baggianate. Sì, superficialità sfacciata come quella di Macron che cerca di convincere la Meloni a far parte dei volenterosi, due giorni dopo che un centinaio di militari francesi sono stati uccisi da una salva di missili a Odessa in un complesso dove venivano stoccati razzi occidentali, tutti saltati in aria con esplosioni a catena. Ma di certo su questo c’è un silenzio stampa assoluto, così come sull’eliminazione di altre decine di militari Nato, in prevalenza inglesi, in altre azioni che hanno preso di mira i covi dei servizi segreti ucraini e dunque, probabilmente, molti dei pianificatori dell’operazione Spiderweb. Del resto l’operazione speciale è diventata ufficialmente un’operazione antiterrorismo e non ci sarà scampo per questi valorosi che a Chasov Yar sono stati visti scappare con tutti i mezzi, lasciando sul campo cannoni, missili e persino mortai leggeri.

Se qualcuno pensa che tali operazioni, assieme alla tempesta di fuoco che si è abbattuta su Kiev, Ternopil e altre città, sia la vendetta di Putin alle azioni terroristiche dei giorni scorsi, si sbaglia di grosso. Il tentativo di attacco a una parte della triade nucleare russa, ancorché risoltasi con danni minimi, richiede un altro livello di risposta, vale a dire una risposta politica. La questione è chiara: un’azione di quel genere ha richiesto per la sua pianificazione almeno un anno, forse un anno e mezzo, come del resto ammettono le stesse fonti ucraine. Non è possibile perciò che i vertici politici occidentali non conoscessero il piano, che Trump non ne sapesse nulla anche se l’idea è nata sotto Biden. Delle due l’una: o ha dato il via libera proprio mentre parlava di pace e alla vigilia degli incontri di Istanbul, oppure qualcun altro ha premuto il bottone senza dirglielo e non a caso a Mosca la prima reazione è stata quella di capire il ruolo del presidente americano. Ma qualunque ipotesi si voglia scegliere, in mancanza di notizie certe, è abbastanza chiaro che Trump ha perso di credibilità come interlocutore. Infatti ora le trattative saranno limitate a problemi specifici come la liberazione dei prigionieri di guerra o la restituzione delle salme che tra l’altro il regime ucraino non vuole perché dovrebbe pagare le famiglie dei caduti e i soldi li ha già rubati.

Adesso Mosca sa che la risoluzione del problema ucraino è totalmente affidata alle armi e alla distruzione delle capacità militari ucraine. Inoltre non essendo più un’operazione speciale, ma un’operazione antiterrorismo, non ha più senso contenerla entro i confini delle repubbliche del Donbass, perché è ormai chiaro che il clima guerrafondaio degli europei trascinerà questi ultimi a cercare in ogni modo di intervenire sotto varie forme di apparente “garanzia”, nel tentativo di conservare l’Ucraina come braccio armato contro la Russia. Questa è una necessità assoluta per le oligarchie continentali perché la Ue è destinata a sfasciarsi e solo l’invenzione di un nemico può tenere assieme questo edificio malsano e pericolante. L’unico problema è che i cittadini dei vari Paesi non hanno questo odio viscerale verso la Russia e si rendono conto che l’allarme su una possibile invasione è inconsistente. In ogni caso non vogliono andare in guerra, ma preferiscono le trattative diplomatiche, preferiscono le spese sociali per sanità, scuole, pensioni piuttosto che la produzione di cannoni. Certo è irritante per chi ha già in atto speculazioni belliche, ovvero i soliti noti che tenteranno in tutti i modi di sedare le voci dissenzienti.

D’altra parte è sempre più evidente il divario tecnologico che esiste fra la Nato e la Russia: gli ucraini e i loro alleati e carnefici non riescono a beccare un solo missile in arrivo: sparacchiano in cielo con le loro ex wunderwaffen, ma il risultato è sempre lo stesso: i missili russi si abbattono su di loro. Per questo è evidente che un riarmo serio dell’Europa occuperà molto più di un decennio, a meno che non vogliano prendere il posto dei Ceceni.