A quanto sembra di capire il dissidio reale tra Elon Musk e Trump, non riguarda affatto le questioni di lotta e di governo che vengono agitate nel duello a distanza fra i due a colpi di social, ma sul caso Epstein che è ancora un pozzo senza fondo dal quale non emerge alcuna luce, nonostante a più riprese siano state annunciate rivelazioni sia dai dossier di questo faccendiere della pedofilia, che dall’inchiesta sul produttore musicale Sean Combs, meglio conosciuto con lo pseudonimo di “P Diddy”, accusato di tratta dei minori. E il tycoon di Tesla ha fatto esplicito riferimento a questi misteri sottintendendo che qualcuno li blocca, e questo qualcuno potrebbe essere proprio Trump. Nel marzo scorso la società Near Intelligence ha reso nota la mappa delle comunicazioni cellulari da e verso la famosa isola di Epstein: si tratta di 166 posizioni di potenziali visitatori provenienti dagli Stati Uniti e da tutto il mondo. Alcune di queste posizioni indicano comunità sorvegliate da corpi armati privati in Michigan e Florida, case a Martha’s Vineyard e Nantucket, una discoteca a Miami e il marciapiede di fronte alla Trump Tower a New York. Una notizia troppo golosa ancorché assolutamente vaga e insignificante, perché il mainstream non vi saltasse a cavallo. Ma da quel marciapiede della quinta strada e vicino all’ingresso di Central Park, ci passa tutta Manhattan.
Ma poi si è scoperto che questa Near Intelligence è recentemente fallita, travolta da scandali su frodi interne, quindi diciamo che non è poi troppo affidabile. E tuttavia Musk si è appeso a questo filo di ragno per polemizzare con Trump: se sapeva qualcosa perché non lo ha detto prima o addirittura perché ha accettato di far parte dell’amministrazione, sia pure pro tempore? Forse allora la questione è un altra, sebbene collaterale al caso Epstein. Secondo Wikileaks, il motivo reale del contendere consiste nella decisione di Trump di rafforzare la sua alleanza con Palantir, il gigante della tecnologia di sorveglianza legato a Israele e alla Cia, il quale sta costruendo un database di cittadini statunitensi e occidentali di vasta portata, basato sull’intelligenza artificiale, che incorpora dati su tutto, dall’attività politica, alle opinioni, alle inclinazioni sessuali, al possesso di armi. Questa tendenza al controllo sta suscitando allarme anche, se non soprattutto, all’interno del movimento pro-Trump “America First” dove ci si sta chiedendo se la creazione di un database controllato da Cia/Mossad… non sia proprio l’apice di quello stato profondo che si voleva combattere. Dunque saremmo di fronte a una vera e propria battaglia politica e non a caso Musk sta pensando di creare un proprio partito raccogliendo il forte disagio che il via libera a Palantir sta suscitando nella base trumpiana.
Come possiamo legare tutto questo agli accenni su Epstein? Quasi ovvio: molte testimonianze raccontano del rapporto tra Epstein e il Mossad, tra cui quella di Ari Ben-Menashe, una ex spia israeliana e consigliori di Robert Maxwell, il magnate inglese della stampa, secondo cui il finanziere conduceva una complessa operazione di intelligence per conto dei servizi di Tel Aviv. quale missione? Quella di compromettere le élite occidentali attraverso incontri pedofili, in maniera da poterle ricattare. Anche senza voler dar credito a questo personaggio ci sono altre piste, per esempio i 36 incontri fra Epstein e Ehud Barak, primo ministro israeliano dal 1999 al 2001 e successivamente ministro della difesa legato a doppio filo all’operazione “piombo fuso” contro Gaza, svoltasi tra il dicembre del 2007 e il gennaio del 2009. Oppure si potrebbe ricordare il caso Acosta, un procuratore della Florida e poi ministro della giustizia nella prima amministrazione Trump, che aveva attenzionato Epstein e i suoi giri, ma che venne dissuaso dal proseguire perché si trattava di andare contro poteri troppo forti.
Ora può anche darsi che la litigata fra Trump e Musk sia una sorta di messa in scena, magari approntata per distogliere l’attenzione dalla catastrofe diplomatica in Ucraina, ma in ogni caso segnala le profonde crepe in cui si sta fratturando l’America. Al di là di questo si può comprendere quale possa essere l’imbarazzo nel prendere posizione contro le stragi di Gaza da parte di una vasta fetta di potenti sotto ricatto.


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Volgari truffatori con scheletri addosso. Truccano la realtà. Zelensky in tacchi ai piedi a spillo,alle loro feste era più onesto. Sorrido, quando penso che ai nostri tempi, nemmeno le ragazze erano truccate..
Giusto qualche Giulia per scappare dalla madama in128!
Impresari delle pompe funebri. Creano occasioni per farci morire e Russia e Cina son ben liete di farlo. Ci pensan poi Sergio e prevosto a dar sontuose esequie e spartire.
un grazie alla redazione
Iniziamo a la campagna dei meloni. Paghi tre, prendi due.Consolarsi per la nazionale sconfitta di brutto.Proviamo in guerra
Con cos4 produrr4nno p4llottole in it4li4? Non 4bbi4mo piu’ m4terie prime, energi4 per le fusioni, l4vor4zioni. Un4 guerr4 pers4 in p4rtenz4.Toglier4nno le c4ncell4te come il duce? Fonder4nno le fedi nuzi4li, oggi che non ci si spos4?
Scioglier4nno le sc4tolette del cibo per c4ni? I boschi li h4n termin4ti tutti e ricrescer4nno fr4 trent’4nni. 4d oggi ol’est4te non si vede e 4d 4gosto rinfresc4 il bosco che non c’è. Come l’isol4 di peter p4n trump… 4 proposito, come procede l’inv4sione dell4 groenl4ndi4? B4lle sp4zi4li questi due.
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