In altri tempi avrei esultato per i risultati delle elezioni legislative francesi e non tanto per la vittoria della Le Pen che umilia Macron, quanto per il successo del Nuovo fronte popolare formato sostanzialmente dai socialisti e da France Insoumise di Melenchon. arrivato alle spalle dei conservatori con il 28 per cento dei voti. Purtroppo non funziona così: nei sistemi maggioritari – e in quello a doppio turno francese in particolare – tutto è costruito attorno al mantenimento del potere e non all’espressione della volontà popolare. Si tratta di democrazie assistite, per così dire, che non permettono grandi cambiamenti e possono premiare le opposizioni solo nella misura in cui esse fanno proprio l’assetto del sistema. Così se il lepenismo si è via via andato configurando come forza conservatrice che dice sì alla Ue e dunque ai suoi predicati neoliberisti, con qualche differenza sull’immigrazione, la sinistra è diventata la colonna portante del globalismo equivocandolo – molto spesso ipocritamente – come internazionalismo. Così in realtà essa fa il gioco del suo avversario di un tempo e nel caso particolare di Macron.
Jean-Luc Melenchon che all’inizio della sua traiettoria – parlo ormai di una decina d’anni fa – era parso voler spezzare il sortilegio di una sinistra che va contro se stessa, ha già annunciato che nel caso ci fossero ballottaggi a tre (questo accade quando c’è un candidato arrivato terzo, ma che abbia preso il 12,5 per cento degli aventi diritto al voto) il fronte popolare ritirerà il suo candidato. Non c’è ovviamente bisogno di una dichiarazione esplicita per comprendere che quei voti andranno all’Ensemble macronista. E dal momento che saranno tantissimi gli scontri a tre nei collegi elettorali è probabilissimo che alla fine il perdente Macron sarà il vincitore. Non lui come persona che è solo un burattino, ma l’idea di un’Europa antisociale, neoliberista e guerrafondaia: la Francia si salverà dal fascismo lepenista che tra l’altro vuole abbassare le spese militari, per ribadire il proprio appoggio al fascismo finanziario globale e alla sua scia di sangue. Amleto abita in Francia, altro che in Danimarca
Non è finita qui, la sconcertante evocazione da parte del presidente di una guerra civile, qualora egli non risulti vittorioso – cosa questa che colloca la Francia in Centroamerica – fa pensare che si potrebbe ricorrere a tumulti di piazza per convincere i renitenti: dipenderà dai sondaggi che vengono attivamente condotti giorno per giorno. Si tratterà di una sorta di messa in scena di rivoluzione colorata domestica in cui i servizi dello stato hanno ampia esperienza fatta altrove e possono tranquillamente applicarla a casa. Tuttavia senza arrivare a questo è già in atto il ricatto finanziario per ora utilizzato in modo morbido, ma che domani potrebbe essere brandeggiato come una clava.
Se poi dovesse accadere che i francesi ne abbiano davvero le scatole piene del macronismo, delle sue mosse da impiegato di Rothschild e dei suoi ricatti, che il numero record di ballottaggi a tre non sia propiziatorio per la vittoria sostanziale del fronte dell’Eliseo, la Le Pen, anzi il presidente del partito, Jordan Bardella, potrà godere di una modesta maggioranza parlamentare che alla luce della costituzione gollista non sarà in grado di ostacolare il presidente. Un solo sondaggio per ora, quello di Elabe, accredita il raggruppamento lepenista di 288 seggi ovvero della maggioranza assoluta. Ma per puro amore di ipotesi mettiamo che accada proprio questo: lo scontro con la presidenza della repubblica, le operazioni di acquisto in stock che noi abbiamo già vissuto al tempo dei Cinque Stelle, la situazione del bilancio dello stato, il terrore dello spread ( anche questo fa parte della nostra esperienza), impediranno che il nuovo Parlamento possa introdurre significativi cambiamenti e questo non logorerà certo Macron, ma i suoi avversari che perderanno l’aura di cambiamento che li ha portati al potere.
Nondimeno non si può nemmeno pensare che non sia successo nulla: lo spostamento politico o meglio prepolitico a cui assistiamo può essere eluso, contenuto, sgambettato dalle oligarchie di comando, ma rischia comunque di sommergerle. Assistiamo a una disperata corsa contro il tempo nell’introdurre nuove ingegnerie sociali che rendano sempre più difficile cambiare la logica delle cose. Basterebbe che gli altri smettessero di tentare di fare un passo indietro e vadano invece avanti sbilanciando l’avversario. Nuova utopia cercasi perché è solo puntando all’impossibile che si cambia il possibile.


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Analisi superlativa, la più penetrante, incisiva, lucida che abbia letto finora.
Con gratitudine
Enza
su 1000 italiani, 800 son ladri leggeri, 100 son ladrissimi, il resto son derubati. I primi 800 se lo metton l’un l’altro.
tutti abbiamo bisogno di tutti, ma nessuno vuol aiutar nessuno.
Letto l’articolo, allora…fino a qualche anno fa sarebbe stato sicuramente cosi’. Ora non ne sono sicuro, a me pare che i globalisti sono in deciso declino…vedremo quindi, ben presto, fino a che punto, cioe’ se Le pen ce la fara’ oppure no. MI sembra pero’, che la barca Francia (qualunque delle 2 ipotesi) non sia molto governabile in questo momento…e la cosa non mi dispiace. Marco
Nulla cangia e ‘l ciel certo non s’abbella!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com
Si può vedere (!) :
Con tutto il rispetto per il prof Canfora.Ma le cose che dice sfiorano l’ovvio.A queste cose ci eravamo arrivati da bambini di “strada”.Comunque è utile che anche l’ovvio venga ribadito ai pesci rossi. Notoriamente di memoria corta. Ottimo Video…
Grande discorso di un politico australiano . Da mandare in tutte le scuole occidentali . Ovviamente i nostri media neanche arrossiranno per la ( loro ) vergogna
https://www.radioradio.it/2024/07/senatore-australiano-sbotta-sulla-mozione-assange/
Che chiarezza di idee.Grazie per il link.Da mandare in mondovisione…Per accontentarsi sarebbe bello almeno in eurovisione.Ne hanno veramente bisogno quei quattro cani randagi guidati dalla vonder dog.Mi permetto un ultima “battuta”. Pareva un eloquio simil giuseppi che parla a ciucchino.Che gli sussurra siam messi come il porco.
Stoca
Chi scrive cazzate pare siate voi. Eh sì! E’ da ammirare soprattutto l’onestà intellettuale di Di Battista, preso da indignazione e disgusto solo quando i crimini di guerra vengono compiuti da chi gli sta sulle scatole, altrimenti la sua reazione è pacata e imperturbabile. E poi, quanto si sentono fighi alcuni quando affermano di seguire “un’informazione che difficilmente passa nei media mainnnnstreammmm”!
Ok..Gisy
cinematografo
42 minuti fa
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Eh sì! E’ da ammirare soprattutto l’onestà intellettuale di Di Battista, preso da indignazione e disgusto solo quando i crimini di guerra vengono compiuti da chi gli sta sulle scatole, altrimenti la sua reazione è pacata e imperturbabile. E poi, quanto si sentono fighi alcuni quando affermano di seguire “un’informazione che difficilmente passa nei media mainnnnstreammmm”! Di, Di Battista non può che fregarmene di meno, che niente. A parte la premessa.Visto che molte volte dichiara cose vere par palese che you tube lo ha praticamente cancellato con continue interruzioni.Che sia solo un opportunista caccia balle è cosa ovvia d’ altronde è un intimo amico di Di Medio.E non poteva che rivelarsi per quel che è.Era anche molto amico di ca..aleggio padre presentatosi nel suo paesello, sotto insegne di forza italia
Questo è il brodo primordiale del mo-vi-mento.Prima sparite e fate il bene di tutti.
AMLETO STA QUI E STA NELL’OMBRA
Sul fatto che il Mov. prima sparisce è meglio è, tutte le persone sane di mente non possono che concordare, come bisognerebbe concordare sul fatto che sparisca anche tu a ruota.
Quando sparirete io di conseguenza…sparirò.Fino a ora più che minchiate non siete riusciti a combinare.E ci sono ex tipo la Lombardi che se la tirano.Per non parlare del supremo delle m.Luigi o bibitaro.Ne ha fatta di strada.Noi?I fessi?…Apetta e spera.Che il piddino si avvicina.
Ma SPARIRETE chi?