Tutti  noi possiamo vedere un Paese che lentamente si risveglia da un letargo lungo un anno e mezzo, che finalmente comincia a capire a cosa mirino le sedicenti misure sanitarie e tenta di riprendersi la vita scendendo ordinatamente in piazza a testimoniare il proprio dissenso contro un tentativo autoritario conclamato e portato avanti a suon di incredibili menzogne. Eppure ci sono anche delle creature della notte della democrazia, crocevia di ignoranza, stupidità e supponenza laddove se la possono permettere che dicono .. “io non mi unisco alla canea dei no pass” come se poi qualcuno volesse avere vicino una persona con una simile tempra. Per molti anni ho pensato che il problema  di questo Paese fosse una certa arroganza bottegaia e berlusconiana e che in quell’area  si trovasse il più grosso ostacolo verso una concezione meno opaca, più legalitaria e più democratica  della vita pubblica. Probabilmente non mi sbagliavo, ma c’era anche di peggio, c’era una sorta di generone di sinistra che nascondendosi dietro le forti polemiche con la galassia di potere del Cavaliere stava stringendo una santa alleanza con il neoliberismo e con la sua mentalità, si stava in pratica prostrando alla sua egemonia culturale, assorbendola come una spugna. Questa gente che fa dell’ipocrisia il proprio terreno di vita è quella che non si “unisce alla canea”  per la libertà  e contro le discriminazioni , oppure è quella di parte rifondarola  che con inarrivabile idiozia sostiene l’obbligo vaccinale perché “crea maggiore coesione” cosa che un gerarca fascista o un gauleiter nazista  non avrebbe saputo  esprimere meglio. Ci si può davvero stupire che la sinistra sia praticamente scomparsa dal momento che continua ad ospitare gente del genere la quale ne condiziona pesantemente l’anima e i pensieri? E il  cui massimo sforzo nella vita è quello di non voler riconoscere ciò che è diventata