“Ma lei è un medico per dire queste cose?” La domanda è come un rilevatore automatico di idiozia per alcuni semplici motivi il primo dei quali è che la domanda proviene da uno che a sua volta non è medico e dunque non si dovrebbe considerare in grado di giudicare, la seconda è che un medico potrebbe non essere poi così ferrato su alcuni argomenti e la terza è che  nella narrazione pandemica ci sono dei paradossi logici che non hanno nulla a che vedere con l’argomento in sé, o con particolari cognizioni, sono semplicemente sbagliati di qualsiasi oggetto trattino. Punto e basta. Trovarsi di fronte alla vox stupidi è come entrare in un  negozio, pagare e ricevere un resto sbagliato, ma alle nostre rimostranze  viene opposto un serafico, “ma lei è laureato in matematica per dire questo?” Ora vi porto un esempio assolutamente lampante di contraddizione insanabile  che tuttavia non riesce ad essere chiara ed efficace, rimane come avvolta da una densa nebbia a causa della continua baraonda mediatica:

  1. I vaccini sperimentali godono di una cosiddetta autorizzazione all’uso di emergenza, benedetta dall’Oms, in ragione della quale essi vengono addirittura imposti, nonostante i molti dubbi dei migliori ricercatori e i problemi riguardo alle reazioni avverse che vengono superati solo manipolando i dati e dandoli in maniera tale da rendere difficilissimo aggregarli.
  2.  L’emergenza viene asseverata dai numeri della cosiddetta pandemia, ricavati esclusivamente dai tamponi, ovvero dai test Pcr
  3. Lo stesso Oms il 20 gennaio 2021 ha dichiarato però  inattendibile la diagnosi di covid attraverso i tamponi  invalidando così l’intera banca dati della pandemia sulla cui base si è instaurata la narrativa emergenziale e dunque l’uso di vaccini del tutto sperimentali.

.  Naturalmente questo non è che un esempio, anche se clamoroso, fra i tanti che non abbisognano di lauree e di specializzazioni per essere compresi, anche perché certe linee di azione sono prese da organismi burocratico – politici  che hanno un legame solamente strumentale con la scienza. Insomma viviamo prigionieri di falsi sillogismi talmente evidenti e stridenti che la loro accettazione non può essere solamente frutto della paura o della scarsa pratica del ragionamento: la resa all’assurdo implica anche se non soprattutto una tendenza radicata alla passività e alla subordinazione che porta a sopportare le prese in giro e i sofismi del potere, anche a costo di pericoli reali per la salute.