Forse potrà apparire superfluo ed inutile, ma voglio dare un piccolo contributo alla manifestazione organizzata per domani, in piazza del Popolo a Roma dagli infermieri che lottano contro  l’obbligo di vaccinazione del personale sanitario (pena anche il licenziamento) stabilito per decreto dal governo del “vile affarista”. Voglio innanzitutto far presente che non soltanto si tratta di un provvedimento anticostituzionale, ma che esso viene impugnato proprio da coloro che sono stati in prima linea contro il Covid, che hanno visto le cose da vicino e non attraverso le televisioni e i giornali di un regime ormai conclamato: la loro opposizione non è dunque “irresponsabile” come direbbero i cretini senza scampo, ma anzi andrebbe attentamente valutata dai cittadini come il sintomo del marcio che c’è nella narrazione pandemica e nella campagna vaccinale. Inoltre è chiaro che introducendo l’obbligatorietà per una categoria si apre la strada per rendere obbligatori per tutti vaccini  mai sperimentati prima, anzi in qualche caso sperimentati su cavie con risultati disastrosi e per giunta inutili a fermare i contagi per una patologia di tipo influenzale. 

Riporto qui quanto ha scritto Raffaele Varvara, infermiere e attivista che ha fondato con altri colleghi il comitato ” Di sana e robusta Costituzione per spiegare il senso di questa protesta:

“Mai avremmo pensato di vedere a rischio il nostro posto di lavoro, anni di studi e sacrifici.
Mai avremmo pensato di vederci privati della fonte di sussistenza della nostra vita.
Mai avremmo pensato di vedere il terreno sprofondare sotto i nostri piedi in uno stato di diritto.
Il punto di non ritorno è stato raggiunto. Da oggi migliaia di persone oneste che hanno da sempre dedicato la loro vita al servizio della persona umana e che nutrono dubbi su un trattamento sanitario sperimentale, sono fuorilegge e meritano di vivere ai margini della società.
Siamo all’angolo, come un pugile suonato. Il nostro umore è affranto, scarico, deflesso.
Si è portato a compimento un vero e proprio esperimento sociale. In questi mesi ci hanno “cotto” a dovere con le costanti minacce e le infusioni di panico. Hanno provato a manipolarci su tutti i fronti: datori di lavoro, esponenti di ordini professionali o di sindacati, televirologi, medici da salotto, giornalisti, opinionisti, politici (d’ora in poi vanno sotto il nome di “nemici”), tutti al servizio della dittatura delle multinazionali per portare avanti, tramite l’accettazione incondizionata di un trattamento sperimentale, l’instaurazione di una nuova società disumanizzata. Le minacce sono servite a verificare se esse da sole fossero sufficienti a coartare la volontà dei sanitari di sottoporsi al trattamento sperimentale. Così non è stato: siamo ancora tanti a RESISTERE! Ci hanno provato, usando il ricatto dell’ “obbligo morale” per giustificare l’ingiustificabile e accettare l’inaccettabile e ci sono riusciti: molti si sono sottoposti al trattamento, pur con tante paure, dubbi e incertezze solo per difendere il proprio posto di lavoro! Molti sono caduti in questa subdola e perfida trappola e questo è INACCETTABILE!
Se tre mesi di comunicazione terroristica non sono serviti a convincerci tutti con la forza, sono serviti a preparare loro il terreno all’obbligatorietà. Eppure il consiglio d’Europa, pronunciatosi a fine gennaio, aveva raccomandato agli stati membri di scongiurare l’utilizzo dell’obbligatorietà di legge per la copertura vaccinale. Certo, i nostri nemici eseguono le prescrizioni dell’€uropa solo quando si tratta di tagliare i nostri stipendi o i posti letto negli ospedali, MAI quando queste prescrizioni vanno a difendere e migliorare i nostri diritti!
L’ Obbligatorietà i nostri nemici avrebbero voluto scongiurarla con tutte le forze perché sentono che è a rischio la pace e la tenuta sociale. Ma se non concretizziamo questo rischio, se i nemici non vedono alcuna reazione di protesta, opposizione o resistenza andranno avanti spietati nel loro progetto di disumanizzazione!
Fino ad ora abbiamo lottato individualmente ciascuno nel proprio contesto. La lotta individuale è necessaria ma alla lunga finisce per mettere a dura prova le energie psico-fisiche del singolo. Ci siamo trovati a condividere la nostra frustrazione nei vari gruppi social, ma adesso è arrivato il momento di salire di livello nell’organizzazione dell’aggregazione. Adesso è fondamentale convogliare le lotte dei singoli verso un orizzonte comune con obiettivi comuni. Adesso è il momento che l’indignazione, l’agitazione e la frustrazione dei singoli converga in una forma più organizzata. Il comitato “Di Sana e Robusta Costituzione” nasce per aggregare, prima di tutto in un luogo di riparo, di primo soccorso solidale, non solo gli esercenti le professioni sanitarie ma tutte le categorie coinvolte nell’ obbligo. Uniti il comune malessere può essere accolto, protetto, condiviso, riconosciuto, valorizzato e infine rappresentato su un nuovo piano politico, tutto da costruire. Uniti possiamo dare vita ad azioni coordinate, collettive e organizzate. I tentativi di smontare per via giudiziaria questa legge, sono necessari ma non sufficienti; essi possono creare crepe nel muro del pensiero unico ma MAI, da soli, potranno disintegrare la dittatura sanitaria. Il prezioso lavoro dei nostri avvocati deve essere sostenuto da interventi sociali che diano segnali forti e tempestivi di dissenso.
Gli unici ostacoli che incontreremo sono dentro di noi. La peggiore è la percezione di impotenza. “Siamo pochi, cosa vogliamo fare?” Siamo la minoranza delle nostre rispettive categorie d’appartenenza ma insieme uniti possiamo cominciare questa divertente ed entusiasmante resistenza.
Adesso abbiamo una grande responsabilità sociale perché se non opponiamo resistenza, presto l’obbligo si estenderà a tutti! L’obbligo ad un trattamento sanitario sperimentale è il punto di non ritorno, i nostri concittadini ci osservano e ripongono in noi le loro speranze. Chiediamo ai cittadini massimo supporto non per una battaglia categoriale bensì per una battaglia di tutti, per la libertà di scelta.
“Di Sana e Robusta Costituzione” ha un doppio significato proprio perché vuole accogliere sia chi ritiene di essere di sana e robusta costituzione e ritiene di non aver bisogno del trattamento sia chi si è sottoposto al trattamento e ritiene che in forza della nostra sana e robusta Costituzione, la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Noi di “Di Sana e Robusta Costituzione” daremo il massimo per lottare con ogni forza affinché questa legge venga rigettata.
NON ABBIAMO PIÙ NULLA DA PERDERE: ORA O LOTTI CON NOI E TI RICONQUISTI LA VITA O RIMANI FERMO E MUORI LENTAMENTE!
W LA COSTITUZIONE
W LA DEMOCRAZIA”

C’è ben poco da aggiungere a queste parole, se non che l’obbligo vaccinale per il personale sanitario è del tutto superfluo e inutile visto che come asserito dagli stessi produttori di vaccini essi non impediscono a chi ha subito il trattamento né di diffondere il virus, né di contrarlo, sono in sostanza un mero e gigantesco affare.