Kill Bill Gates

Non sappiamo che ruolo abbiano avuto Bill Gates e la sua fondazione nel promuovere la cultura pandemica con i suoi distanziamenti sociali, la paura dell’altro, la sottomissione a una scienza autocratica  e la miracolistica fede vaccinale, imposta fin da subito, quando ancora nulla si sapeva sul Covid, tutte cose che sembrano costituire l’approdo antropologico del neoliberismo, ma di certo Gates è uno degli uomini simbolo sui cui si è imperniata la visione edenica del nuovo ordine, che ha ci ha portato a questa disfatta umana, uno dei suoi miti fondativi. E’ stato il ragazzo dei garage che con mezzi modesti arriva ad essere uno dei padri della rivoluzione informatica, poi per molti anni l’uomo più ricco del mondo e infine il Cincinnato che lascia l’arena per dedicarsi e, grazie a un numero di miliardi superiore al Pil di non pochi Paesi, si dedica a fare del bene con i vaccini, cosa che naturalmente lo ha reso un eroe della sua specie di uomo, soprattutto perché vengono tenuti nascosti i fallimenti (vedi quello con la vaccinazione antipolio che ha rinvigorito la malattia oppure la cacciata da parte del governo indiano) e tutti gli affari che si nascondono dietro questa beneficienza. Ma a parte la ricchezza spropositata, quasi nulla di questo quadretto è vero, anzi si tratta di un mito completamente costruito. Intanto  i ragazzi dei famosi garage, Bill. il suo amico Allen, Steve Jons e Wozniak erano tutti rampolli di famiglie ricche o comunque agiate che proprio per questo si potevano permettere di spippolare sulle rudimentali macchine elettroniche e di trascurare la scuola e il college, cosa che certamente altri non potevano fare. In realtà sono stati quasi tutti uomini di affari più che informatici: pare addirittura che Jobs non abbia mai scritto una riga di codice in vita sua mentre la sua fortuna deriva dall’intuizione di comprare dalla Rank Xerox un’interfaccia grafica da adattare al MacIntosh. Insomma sono passati come simbolo di una terra promessa a tutti purché “affamati” mentre in realtà erano il sintomo di una incipiente maggiore disuguaglianza.

Qualcuno ha scritto che Gates sarebbe nipote di quel Frederick Taylor Gates (1853-1929), pastore battista e  co-azionista della Standard Oil,  intimo consigliere di John D. Rockefeller, per il quale inventò il sistema di “donazioni filantropiche” esentasse e deducili dai redditi, che poi il suo discendente avrebbe usato in maniera massiccia oltre ad essere sostenitore di tesi maltusiane ed eugenetiche che furono lodate da Hitler e di cui si intravvede qualche sinistro bagliore anche in Bill. Ma non vero, pare che non ci sia alcun rapporto di parentela accertato, nondimeno la famiglia è stata fondamentale per le fortune del fondatore della Microsoft: la madre di Gates, Mary Maxwell, figlia di banchieri e a sua volta nel consiglio di amministrazione della First Interstate Bank oltreché di società di comunicazioni come la Bell Telephone e  primo presidente donna della United Way of America, un’organizzazione no profit che coordina operazioni di beneficienza in tutto il mondo, naturalmente fiancheggiando le politiche di Washington e dei suoi servizi, era una donna ricchissima e molto in vista della high society americana. Ma il fatto saliente era che conosceva personalmente John Opel presidente della Ibm il quale intorno al 1980 era alla ricerca di un sistema operativo da utilizzare per i personal computer. Fallite alcune trattative con la Digital Research che aveva prodotto il Cp/M, al tempo lo standard per i microcomputer, Mary Maxwell ebbe l’occasione di parlagli dell’azienda di suo figlio, l’appena nata Microsoft. In realtà Gates e soci, non avevano alcun sistema operativo da proporre, ma visto l’interesse del gigante dell’informatica di cui altri non sapevano, comprarono per 50 mila dollari dalla  Seattle Computer Products, il Dos  che poi proposero a Ibm riuscendo, sempre grazie ai buoni uffici materni, a strappare  il permesso di poter vendere in proprio una versione di questo sistema operativo con il nome di Ms Dos, aprendo così la strada a un’immensa fortuna.

Non c’è alcun dubbio che Bill Gates si sia mosso con abilità e competenza in tutta questa vicenda, ma di fatto è diventato l’uomo più ricco del mondo grazie al capitalismo di relazione come diremmo oggi: senza la madre e senza le ingentissime risorse familiari Gates non sarebbe certo chi è ora, ma un illustre sconosciuto, visto che non avrebbe potuto sfruttare l’inventiva e l’intelligenza altrui. Dunque egli è di fatto l’emblema della sempre maggiore disuguaglianza sociale, non il contrario come si vorrebbe far credere. Ed è da questo che bisogna partire per comprendere la sua seconda vita da filantropo: come la sua figura ci è stata falsamente venduta per raccontare la favola di una società con una grande mobilità sociale, nella quale si passa dai garage alla classifica di Forbes per sola abilità personale e capacità di perseguire i propri sogni ( cosa che oggi viene stimolata anche per il miraggio di avere un lavoro con uno salario da fame) ora ci  viene venduta l’idea dell’uomo che tiene alla salute universale, compito che egli interpreta a partire dalla sua totale incompetenza in campo medico, come programma vaccinale da attuare senza contradditorio e senza dissenso. Anche in questo caso egli può comprare il “sistema operativo” della sanità mondiale grazie alle gigantesche donazioni all’Oms e ai giornali e agli ottimi rapporti di collaborazione con Big Pharma che ha un controllo capillare sulla ricerca e sull’ambiente medico. E’ anche in grado di trasformare questa forzosa opera di bene in occasione di controllo globale della cittadinanza di cui che egli stesso può fornire le tecnologie in quanto maggiore azionista Microsoft. Naturalmente questo disegno e quest’ansia umanitaria di origine psicotica hanno per lui un risvolto economico gigantesco e conseguenze disastrose per ciò che resta della politica, ma per quanto le tesi su cui questi obiettivi vengono basati siano del tutto inconsistenti e vacue per non dire pericolose, l’uomo, come tutti gli straricchi, si sente un eletto, parte di un mondo di prescelti per guidare l’umanità. Peccato che la madre non sia in contato con dio, così come lo era col capo della Ibm: le cose potrebbero non essere così facili e Bill potrebbe scoprire di essere un cretino qualunque che ha passato i limiti, più Kill Bill della sanità che altro.

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One response to “Kill Bill Gates

  • Anonimo

    Nel giro di 12 mesi le azioni Eni, società che opera nell’esplorazione, estrazione, trasporto, raffinazione, marketing e vendita del petrolio, hanno praticamente dimezzato il valore (non a caso il sito di Borsa Italiana riporta un calo del 49%), passando dai 13,65 euro del 7 ottobre 2019 ai 6,918 euro della chiusura del 6 ottobre 2020.
    Il copione di Borsa è persino peggiore per altri due titoli del mercato italiano il cui andamento, come nel caso di Eni, è legato a doppio filo con l’andamento del petrolio: Saipem, partecipata a maggioranza dalla stessa Eni (30,54%) e da Cdp industria (12,55%), che nell’ultimo anno ha lasciato sul terreno qualcosa come il 60%; mentre la Tenaris della famiglia Rocca nei 12 mesi ha perso poco più del 52% passando da 9,34 euro ai 4,408 euro della chiusura del 6 ottobre 2020 .
    https://it.businessinsider.com/cosa-sta-succedendo-in-borsa-a-eni-saipem-tenaris-pareri-analisti-petrolio/
    Come nel biennio 1992-93, quando inchieste giudiziarie, attacchi speculativi contro la lira e stragismo mafioso avevano preparato il terreno per la svendita delle migliori aziende pubbliche italiane ai colossi industriali e finanziari stranieri, anche oggi, la crisi economica legata al Covid potrebbe rappresentare l’occasione per acquistare a prezzi stracciati quello che rimane del patrimonio pubblico italiano.

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