Alle scialuppe

unnamed (1)Tempi durissimi ci attendono e non sarebbe male dirigersi fin da ora nelle zone delle  scialuppe di salvataggio dal momento che non si ha né la visione né il coraggio di ammutinarsi per salvare la nave dal naufragio. Una cosa infatti sta diventando chiara  e cioè il caos sta aggredendo i disegni di dominio delle elites occidentali: mentre cercano di afferrare e imporre il biopotere come definitiva mossa contro la democrazia stanno rovinosamente inciampando nei fattori imprevedibili e nella schizofrenia nativa del sistema neoliberista  oltre che nel destino dei sistemi complessi in cui avviene quasi una caduta di correlazione tra stadi successivi. Fatto sta che il secondo trimestre fa registrare il baratro del pil americano che scende del 32%, ma anche  un crollo superiore al 10% di quello tedesco, evento mai verificatosi dal 1970, da quando cioè si fanno i trimestrali. E per quanto ci riguarda il primo semestre del 2020 ha fatto registrare un calo del pil del 17, 3  per cento quasi il doppio di quanto ipotizzava il governo e una cifra che a fine anno raggiungerà e supererà il 25 per cento visto che la pandemia è l’unica cosa che tiene in piedi il peggior governo unitario da quello di Badoglio, anche se rischia di scalzarne i primati. Le borse, dopo i primi momenti di disorientamento, peraltro attentamente calcolati da alcuni speculatori. ora  scoppiettano garrule e ignare festeggiando sul nulla, o meglio  sui 25 mila miliardi di liquidità emessi dalle banche centrali per acquistare anche,  se non soprattutto, titoli di società private, ma è come camminare su un lago gelato senza conoscere lo spessore del ghiaccio, perché da uno studio recentemente pubblicato sta crescendo a dismisura la distanza fra titoli azionari e obbligazionari e l’effettiva capacità delle aziende di produrre valore: addirittura il 16 per cento delle società Usa, una su sei, può essere definita zombie, ossia talmente decotta da non riuscire a fare utili sufficienti per ripagare nemmeno gli interessi sul proprio debito. E in Europa l’80 per cento delle obbligazioni viene ormai emesso senza più tutele verso i compratori.

In tutto questo giunge la beffa della crescita invece del pil cinese e del superamento da parte della cattiva Huawei della cocchina Samsung che pare una pernacchia alla guerra dichiarata contro Pechino, mentre a noi non resta che prendere atto dello squallore di una classe dirigente aggrappatasi a una malattia narrativa, (per la quale adesso si adombrano anche sospetti di pressioni e “dazioni” esterne per renderla più drammatica) al fine di restare al potere, con un presidente di cartone ondulato secondo cui la libertà è non far ammalare gli altri o un suo degno bardo giornalistico come Giannini secondo cui “il governo Conte è nato per preservare l’Ordine Mondiale”. Forse dovrebbe dire il disordine, ma non è pagato per questo. Non prende un lautissimo stipendio per accorgersi del caos che avanza e per evadere dal più volgare complottismo omologato dal potere. Ma insomma questo ordine che in definitiva si regge sul dollaro e sull’uso muscolare dell stesso per sanzioni e punizioni sta affondando sia per il riconoscimento della sua portata per così dire “bellica” dalle altre potenze geopolitiche, sia perché il sistema economico che lo sorregge sta di fatto crollando sotto il peso delle sue contraddizioni, la prima delle quali è l’ipotesi di una crescita infinita in un sistema finito. Eppure sembra che il sistema abbia una sfrenata passione per ciò che lo porta a distruzione, come ha recentemente affermato Michel Onfray,  in una situazione nelle quale non esiste una vera opposizione alle favole del potere e dove a ogni perversione si cerca di contrapposto un fantomatico peggio o una sorta di possibile espiazione.

Rimane da constatare come sia profonda ormai la crisi: la globalizzazione che avrebbe dovuto creare un “nuovo mondo” fatto di solidarietà, cooperazione e sviluppo si è invece risolta in una dittatura internazionale dei mercati che ha i suoi profeti e i suoi plenipotenziari i quali agiscono impuniti secondo i loro interessi e il loro profitto, ma alla fine proprio questo meccanismo non ha nemmeno assicurato la stabilità del capitalismo finanziario. E in tutto l’occidente si tenta di vietare anche questo tipo di autopsia.

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