Non lasciamoci più violentare

reati2Non si riescono più a contare le proteste contro il comportamento tracotante e prepotente delle forze dell’ordine nel far rispettare le assurde disposizioni di Conte e del suo manipolo di scellerati mercenari dell’epidemia, ma quasi tutti coloro che sono incappati nel Comma 22 dei controlli e degli abusi di potere e di interpretazione non riescono a rendersi conto di questi atteggiamenti del tutto innaturali, qualora davvero ci fosse una pandemia. E in effetti è probabile che calcare la mano, essere oppressivi e recalcitranti a qualsiasi ragione sia un preciso ordine di servizio che va molto oltre la naturale disposizione di chi è deputato al mantenimento dell’ordine. Ce lo fa capire il sottosegretario alla presidenza della giunta dell’Emilia-Romagna, Davide Baruffi che ha scelto proprio il 25 aprile per dire che certe misure come quelle per esempio di proibire l’attività fisica erano inutili, ma sono state prese egualmente per “dare il senso di un regime molto stringente” ( vedi qui).  Lo scopo è precisamente questo: sostituire la democrazia con un regime di palazzo che spezzi le linee di resistenza ancora presenti nel Paese: in vent’anni sono stati domati i lavoratori, ora tocca a quel ceto medio, particolarmente abbondante in Italia, che deve essere piegato per permettere alla grande finanza di comandare.

E lo si capisce perfettamente dal fatto che alla beffa pandemica e alla chiusura del Paese si è aggiunta  anche quella della manovra per rappezzare il danno provocato: si sono spacciati 400 miliardi che non esistono come colpo risolutivo per una ripresa dopo le segregazioni, ma si è scoperto che quella massa monetaria consiste solo nella facoltà di debito, colpendo e affondano decine di migliaia di aziende che avevano invece bisogno e subito di soldi liquidi per coprire il buco delle attività e non certo di prestiti che non potrebbero ripagare. Lo si è capito quando si sono fatti chiudere i negozi e si è puntato tutto sui supermercati e sull’amazonizzazione del commercio, cioè sui grandi gruppi che anche in altri campi, vedi quello turistico, saranno i soli a sopravvivere. Lo si è capito quando non si è cercato di sostenere in maniera seria e credibile chi ha perso il lavoro o chi comunque non percepiva più lo stipendio, quando non si è finanziata adeguatamente la cassa integrazione e si è persino organizzata una riffa sui 600 eurini dell’Inps. Ma anche uscendo dai confini italiani e dunque prescindendo dallo stato comatoso di una classe dirigente vergognosamente stupida, arrogante e corrotta, ci possiamo accorgere che le grandi società, i grandi gruppi e le banche stanno ricevendo giganteschi aiuti pubblici mentre licenziano a milioni, segno che alle elites non interessa proprio nulla aiutare la gente, nel momento cui sono riusciti a terrorizzarla e paralizzarla con il coronavirus e quindi ad aumentare il controllo e il potere su di essa.

Vi dirò ho sempre invidiato Giulietto Chiesa per la sua capacità di analizzare il disastro del capitalismo finanziario e dei suoi metodi di imperio, ma anche di pensare a una possibile riscossa, a strade sia pure impervie, per aggirare l’ostacolo e davvero non so da dove traesse questa forza anche nel momento in cui il gregge tremante di paura  si fa stuprare da Conte e dalle camarille euro quinquo piddine. E invece una speranza c’è, perché dopotutto qualcosa è  andato storto: il virus della grande pandemia, molto atipico, si è rivelato più debole di quanto qualche apprendista stregone non si aspettasse, più debole dell’influenza e dunque ai morti veri si sono dovuti sostituire quelli falsi arruolando ogni deceduto per qualsiasi causa come vittima di Covid, un effetto particolarmente evidente in Italia dove peraltro la disorganizzazione ospedaliera e il panico sono stati di grande aiuto al regime del terrore.  Non so se la diffusione del virus dal laboratorio internazionale di Wuhan sia stata volontaria o accidentale ( oggi possiamo arguire, anche grazie agli interventi di virologi nobelati, ch il corona non deriva da una fantasiosa zuppa di pipistrello, ma dal tentativo di costruire un virus che veicolasse un vaccino contro l’Aids), ma di certo è stata sfruttata esattamente come previsto in molte simulazioni pandemiche che prevedevano 60 milioni morti (in più ovviamente rispetto al normale) e guarda caso tutti i presupposti di queste giochi epidemici, sono quelli finiti nelle indicazioni e nelle proiezioni dell’Oms. Tuttavia rimane netto il baratro che separa le incredibili misure di contenimento prese , come dire, a scatola chiusa e la debole patogenicità del coronavirus perché una certa quantità di caos è inevitabile nella storia. Bisogna scavare dentro questa frattura di realtà per respingere l’attacco e i tentativi di regime. Forse non è ancora troppo tardi per tornare alla normalità dei rapporti e spazzare via il distanziamento sociale, a patto di prendere atto delle evidenze e smettere l’abito della paura.  

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