Vittoria in Francia, correità in Italia

httpmedia.radiocittafujiko.bedita.net4c7enuit-_4c7e0dcdb0b4ab48c8f1e9dfe1e85630nuit-debout_600x_e57f9a772331ae99a36651dc7d5ec78aLa notizia non è stata data con grande rilievo dall’informazione, ma in Francia la dura resistenza popolare alla riforma delle pensioni ha sconfitto il macronismo e i suoi valletti, facendo cadere l’aumento dell’età della “retraite” dai 62 ai 64 anni come era stato previsto dal governo. Il paragone con l’Italia, dove tutto, anzi molto di peggio è stato accettato con appena qualche mugugno, è impietoso. Anzi vergognoso perché non è possibile tollerare che tra i soggetti di maggior spicco a criticare la vittoria dei ceti popolari in Francia siano stati proprio i sindacati che hanno fatto loro gli argomenti padronali su una presunta insostenibilità del sistema pensionistico e che accusano i cugini francesi di aver sostenuto la lotta con gli scioperi a tappeto. E’ stato lo stesso Mario Monti a raccontare cosa fecero i sindacati nel “gelido dicembre 2011”, quando il suo governo presentò per decreto legge la riforma Fornero sulle pensioni: “L’abbiamo presentata, più che discussa, con i leader delle federazioni sindacali, che poi non hanno colto quello per fare una specie di rivolta sociale. Ci sono state, qualche settimana dopo, due ore simboliche di sciopero ma non c’è nessun Paese in cui una riforma così forte delle pensioni sia stata adottata così semplicemente dal punto di vista politico”. Naturalmente l’ex premier lo ha detto con compiacimento, come fosse una medaglia, ma ha lascia trasparire il disprezzo per i traditori.

Questa idea delle pensioni insostenibili è rozza come i conti della serva e convincente come la teoria della terra piatta, nell’immediato sembra plausibile, ma solo a pensarci un po’ si rivela una enorme bugia, solo che tutto l’apparato informativo e comunicativo del sistema lavora perché si eviti di pensarci quel po’ che basta a comprendere l’inganno:  non ci accorge che nell’equazione vengono prese a parametro  solo le spese, ma non l’aumento della produttività per addetto che è una costante delle società industriali e che è particolarmente elevata in un periodo di forte progresso tecnologico come quello attuale. Così se il rapporto tra popolazione in età lavorativa e quella pensionabile varia costantemente in favore di quest’ultima, non è così per il valore del lavoro che invece aumenta e in maniera più rapida (2% l’anno in media). Lo sballo dei conti avviene quando la società dei ricchi vuole impadronirsi totalmente della crescita di produttività, facendone un terreno esclusivo di profitto e non di redistribuzione, imponendo una riduzione dei propri contributi pensionistici proprio nel momento in cui grida che il sistema non è sostenibile: un esempio classico di inganno da parte del potere e di dissonanza cognitiva indotta nei sudditi. Per la cronaca se ai conti dell’Inps togliamo la parte delle pensioni sociali ( che sono un onere improprio e distinto in ogni Paese del mondo) e ci si limita a quelle pagate dai lavoratori i conti sono in positivo, altro fatto mai citato.

Ora c’è da chiedersi cosa siano cosa diventati i sindacati confederali  in Italia visto che difendono in maniera così accanita il plus valore del padrone. E la risposta è semplice: sono diventati essi stessi delle aziende, che vivono di tessere (sempre di meno,) di compromessi al peggio in sede aziendale, di patronati (l’altra faccia della loro medaglia), di ambigui rapporti con l’Inps  e che dunque hanno acquisito le medesime logiche di coloro che dovrebbero combattere. A tal punto che ormai si scandalizzano se una lotta popolare esce vittoriosa. Essi fanno parte a tutto tondo dell”area protetta, dei piccoli redditieri di posizione che ormai lavorano solo per se stessi e che infatti tanto per tornare a bomba, hanno trattamenti pensionistici separati e di favore. Non per nulla è dal 2014 che fanno ufficialmente sistema assieme a Confindustria,  con il “Testo Unico sulla Rappresentanza” anzi sono divenuti assieme alle coop il Pd reale e dunque la cinghia di collegamento tra i poteri invece di essere un contro potere. D’altronde sono ormai quarant’anni che il sistema liberista ha condotto una lotta senza quartiere contro il sindacato in tutto il pianeta, riuscendo spesso a circondarli e paralizzarli. Da noi li ha letteralmente resi complici.

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6 responses to “Vittoria in Francia, correità in Italia

  • I conti della serva – Ambiente futuro

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  • Vittoria in Francia, correità in Italia – terzapagina

    […] Vittoria in Francia, correità in Italia […]

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  • andrea z.

    In Italia hanno funzionato molto bene i collettori artificiali della protesta sociale: la Lega a destra e il M5S a sinistra.
    La trasformazione della Lega da movimento secessionista a partito sovranista-lepenista e la creazione dal nulla di un movimento digital-ecologista della decrescita felice sono stati due capolavori politici della sovragestione italiana in collegamento con quella internazionale che nessuno all’estero è stato in grado di replicare.
    Senza mai mettere in duscussione i dogmi neoliberisti, lo smantellamento delo Stato sociale e le privatizzazioni selvagge, Salvini e Grillo hanno dato l’illusione del cambiamento deviando l’attenzione degli italiani su problemi marginali e impedendo che il malessere sociale si manifestasse in modo violento.

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  • jorge

    Chi ha fatto per tanti mesi se non anni il portatore d’acqua a Lega e 5 Stelle, alle loro pseudo soluzioni sovraniste, in effetti ha sparso l’illusione che i problemi sociali dovessero essere risolti da tali ingannevoli forze politiche, distogliendo i lavoratori dalla presa in proria mano della lotta sociale, già resa estremamente difficile dai sindacati ormai filoadronali da molti decenni

    Ma con la crisi la presa poteva sfuggire di mano ai sindacati, lega e 5 stelle, ed i loro cantori tra cui il simplicissimus, hanno costituito un supplemento di controllo sulle classi disagiate italiane, illuse che ci avrebbe pensato il duo salvini di maio a risollevare le loro sorti

    Nei fatti , come era chiaro fin dall’inizio per la mancanza di un punto di vista di classe nella visione di lega e 5 stelle, queste due forze politiche avevano in mente l’autonomia differenziata, l’opportunismo dei piccoli borghesi alla Di Maio attaccato alla poltrona, gli obiettivi veri in ragione dei quali dare poi un calcio in culo alle classi disagiate, cosa in effetti puntualmente verificatasi

    Lo aveva detto lo stesso Grillo, che grazie al suo movimento non si sarebbe vista la gente scendere nelle piazze, una promessa alla borghesia italiana in effetti davvero mantenuta (i gilet gialli già hanno ottenuto molti piu miliardi che gli siccioli di reddito di cittadinanza e quota cento, due provvedimenti estremamente limitati)

    Alla fine della parabola sovranista Lega 5 Stelle, il simplicissimus accusa gli italiani ( in parte qui e soprettutto in molti post pregressi), di essere stupidi, pensare solo al privato, ed egli solo si sente intelligente e solo, laddove il Simlicissimus appoggiando Salvini e Di Maio è stato tra i tanti a porsi di traverso ad una ripresa di lotta di classe in Italia. Alla fine, deluso da ciò che egli stesso ha supportato, il sovranista nazionalista Simplicissimus non trova di meglio che infangare gli italiani

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  • Anonimo

    “Ora c’è da chiedersi cosa siano cosa diventati i sindacati confederali in Italia visto che difendono in maniera così accanita il plus valore del padrone. E la risposta è semplice: sono diventati essi stessi delle aziende, che vivono di tessere (sempre di meno,) di compromessi al peggio in sede aziendale, di patronati (l’altra faccia della loro medaglia), di ambigui rapporti con l’Inps e che dunque hanno acquisito le medesime logiche di coloro che dovrebbero combattere.”

    Di ste cose ho dovuto accorgermene sulla mia pelle tipo 16 anni fa.

    A me i sindacati sembrano degli intasca tessere ( parecchio ciarlatani…), punto.

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  • maria cristina

    magnifico!

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