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Oui, je suis Quasimodo

33aca2fbc6e36eec2ded991a0cdbcbceMi piacerebbe sapere quanti euro sono arrivati dalla Francia per i terremoti che in un decennio hanno sfigurato l’Italia centrale, che hanno aggredito decine di migliaia di persone e distrutto monumenti decisamente più interessanti di Notre Dame; l’unica cosa che è arrivata sono stagli sberleffi assurdi e offensivi di Charlie Hebdo . A quella cattedrale parigina ci sono abbastanza affezionato perché un secolo fa ci sono passato davanti moltissime volte per andare da Rue Tronchet, vicino a Place de la Madeleine, fino al Quai des Orfevre o al Palais de Justice  spesso passando sul retro e sulla fiancata della cattedrale quando ancora si poteva fare, ma ogni volta mi veniva da pensare a quanto era pasticciata quella cattedrale e come fosse decisamente meno elegante di tante altre chiese francesi, mille miglia distante dalla Saint Chapelle che si trova a due passi, per non parlare di quelle italiane che sono su un altro pianeta  o anche di quel gotico estremo che si trova a Colonia e a Ratisbona. Mi permetto di rammemorare, cosa che non faccio quasi mai, perché sento parlare di collette per aiutare i poveri francesi, orbati del loro simbolo, insomma quelli che ogni giorno ci fottono in Libia o fungono da aiuto boia di Berlino contro i nostri conti.

Ma nemmeno un centesimo, anche perché praticamente tutto quello che vale qualcosa a Notre Dame non è stato sfiorato dall’incendio: il tetto andato in fiamme era stato rifatto e la famosa guglia crollata – un pezzo di architettura messo a caso e borghesemente cafone – era stato costruito a partire dal 1860 per celebrare i fasti del secondo impero. Alla stessa epoca appartengono le gargolle, ossia i mostricciattoli che fanno tanto falso medioevo e che furono ideate dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc  per rappresentare in modo deforme  le proprie ossessioni: infatti è presente anche un cerbero a tre teste che vuole simboleggiare la minaccia dei movimenti popolari e del socialismo. Insomma né la Francia, né la cristianità hanno perso gran che, anzi direi che almeno la cattedrale parigina potrebbe uscirne finalmente mondata da tutti gli interventi che si sono susseguiti dal ‘700 in poi per celebrare la grandeur francese.  Quindi cosa significa che ” con la guglia di Notre Dame si sgretola la una parte della nostra identità di Europei” come scrive Repubblica ormai affondata nella peggiore retorica come il Titanic nelle acque gelide dell’Atlantico e  pascola con le peggio capre salottiere? Ma forse sono decisamente troppo severo perché la stessa Repubblica  ci spiega che il fascino e l’importanza della cattedrale deriva non solo dall’essere stata immortalata da Victor Hugo con il celebre gobbo Quasimodo, ma anche e soprattutto dal suo fare da sfondo opere immortali come gli Aristogatti e Amelie.  Di fronte a tanto non si può non lamentare la perdita di identità europea, quella appunto saldamente fondata sui cartoni animati. Ma lasciamo stare un giornale che è diventato umoristico a sua insaputa, lasciamo stare che un pugno di stallieri e maniscalchi di Bruxelles sta cercando di lucrare sull’incendio in vista delle elezioni europee, lasciamo anche perdere le terribili e  analoghe cazzullate sul Corriere della Sera, lasciamo anche perdere il fatto che l’identitarismo europeo è della stessa specie rispetto a quelli nazionali, solo più grande, e cerchiamo di capire chi in Italia vuole organizzare collette: i fan delle guerre di civiltà, le destre irredimibili che vedono nelle chiese l’usbergo e il simbolo dei loro deliri identitari. Si direbbe che forse sarebbero più efficaci se si facessero frati e suore senza donarci lo spettacolo di questo aggrapparsi alle sottane pretesche e a valori che gli sono totalmente sconosciuti, anzi che tutti i giorni rinnegano.

Con questo non voglio dire che sono contento che Notre Dame sia andata a fuoco grazie anche all’estremo ritardo con cui sono giunti i pompieri, frutto di quella disorganizzazione francese che si fonda sulla pignoleria e sull’efficienza apparente, ma insomma è solo un incendio che ha toccato per lo più parti rifatte e spurie, che può perfino giovare alla cattedrale riportandola alla sua antica forma, ma per noi che abbiamo un patrimonio immenso sia per quantità che per qualità chi fa collette? Nessuno, anzi ce lo svendiamo anche grazie ad amministratori indecenti sotto ogni punto di vista, subornati dal pensiero unico e guidati da antichi vizi. Altro che Notre Dame.

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