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Caso Foa, si scavano la fossa più profonda

scavarsi la fossaCome si temeva la commissione di vigilanza della Rai ha bocciato la nomina di Marcello Foa al vertice Rai. La guerra contro il giornalista è stata dichiarata fin dal primo momento dall’ establishment di politica e affari di fronte alla sola eventualità che possa trapelare qualche verità oltre le veline della tv di stato magnanimamente accolte anche da quelle americane che fanno da controllori e da accompagno per la parte meno più primitiva e più indifesa, più wild si direbbe, della platea di spettatori: non sia mai che qualche barlume di realtà e di correttezza si faccia strada nel salmodiare delle chiacchiere. Tanta è stata l’ostilità che si è persino tentato di affondare la credibilità di Foa alterando la voce che lo riguarda su Wikipedia e aggiungendovi l’accusa di complottismo ( da che pulpito), un tentativo per fortuna scoperto da Enrica Perucchietti, che si è occupata della rete che produce operazioni sotto falsa bandiera. Non c’è solo un interesse ideologico di fondo da difendere facendosi fisicamente paraocchi per gli italiani, ma occorre anche nascondere tutto l’opaco intreccio tra grandi aziende, grandi opere e grandi ruberie che sono poi la base del potere effettivo sia nazionale che locale.

Per esempio un’inchiesta sulla Tav  Torino – Lione, mostrerebbe con facilità come questa opera che avrà un costo previsto di 20 miliardi, ma probabilmente di 25 o 30 per come vanno le cose in questo Paese, sia del tutto inutile, devasti un’area incantevole e vada avanti unicamente per mantenere in piedi un meccanismo di dazioni e di prosciugamento del pubblico erario. Ideata alla fine degli anni ’80 come parte di una linea passeggeri ad alta velocità che doveva andare da Lisbona a Kiev,  la si è trasformata in linea  merci ad alta capacità quando le defezioni di molti Paesi dall’improbabile progetto voluto dalle lobby affaristiche di Bruxelles, lo avevano ben presto affossato. Peccato davvero che non ce ne fosse alcun bisogno perché le linee già esistenti non solo sono sufficienti per il traffico merci, ma sono addirittura largamente sottoutilizzate e possono far tranquillamente fronte a una circolazione quattro volte superiore a quella attuale anche grazie a recenti ammodernamenti costati la bellezza di 4 miliardi. Siccome i francesi erano scettici e disinteressati alla faraonica linea transcontinentale che non sarebbe servita a nulla e che la stessa Ue ha lasciato di fatto cadere, i governi italiani pur di avere un pretesto per continuare, hanno finito per supportare Parigi nelle spese e così pagheranno quasi il 60% del famoso tunnel sebbene esso sia solo per il 20% in territorio italiano. E ora per completare l’opera, i giornalai della grande stampa, compresi anche quelli che si occupano di tutt’altro, i signorini grandi firme, dicono che costerebbe di più cancellare l’opera che proseguire, altra e ultima sfacciata bugia perché nei contratti non compare l’ombra di penali. Del resto con penali così onerose da essere un unicum nella storia dell’occidente, si potrebbero tranquillamente accusare i firmatari di associazione per delinquere.

Naturalmente questo è solo un un caso tra mille, tra un milione che si potrebbero registrare quotidianamente: d’altro canto un certo gruppo di potere deve cercare di spiegare la sua perdita di potere e di consenso, rafforzando le mitologie e le menzogne sulle quali si è retto, per cui non può proprio consentire che proprio in questa fase nel meccanismo narrativo entri un estraneo sia all’ambiente che alla mentalità clientelare dominante. Senza un’informazione deformata e senza la vera e propria demenza di massa che essa innesca a prescindere da qualsiasi dato reale, sarebbero spazzati via in poco tempo. Badate che il no a Foa è maturato proprio grazie a Forza Italia e ai suoi collusi, la quale a suo tempo vaneggiava di privatizzazione della tv pubblica mentre contemporaneamente emanava gli editti bulgari. E la lama della ghigliottina è stata affilata grazie a Leu, un brandello dell’internazionale neoliberista occulta che vorrebbe farsi passare da sinistra e che magari avrà anche la faccia tosta di parlare di pluralismo.

L’unica consolazione è che con queste manovre si stanno scavando la fossa più profonda.

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