Quante probabilità ci sono he un commando formato da cittadini di origine iraniana si mettano in testa di attentare a una delle più sorvegliate e protette basi aere del Regno Unito, ammesso che sia davvero unito? Non credo molte. In compenso sono altissime le probabilità che sia stato il governo di sua maestà, rigorosamente scritto in minuscolo come la testa di Re Carlo, ad aver messo in atto uno dei soliti stratagemmi per tenere la popolazione allineata alle narrazioni allarmistiche ufficiali. La cosa è stata un po’ insolita, dato che l’obiettivo di questa operazione non era la Russia, bensì l’Iran, ma insomma tutto fa brodo per mantenere alta l’atmosfera di guerra. Comunque sia, ecco il copione del fallito attentato alla base Raf, ma con forte, anzi preponderante presenza americana di Fainford: la polizia è stata allertata per caso dopo che un’agricoltrice residente nel vicino villaggio di Whelford ha notato tre furgoni che bloccavano una tranquilla strada di campagna che circonda la base mentre tornava a casa da una festa nelle prime ore del mattino. Confusa, ha fatto inversione di marcia e ha visto degli uomini “dall’aspetto mediorientale”, con passamontagna e felpe con cappuccio, che si disperdevano tra gli alberi e attraverso i campi in direzione della base. Come abbia potuto capire che si trattava di persone mediorientali, visto che portavano il passamontagna, èun imperdonabile errore dello sceneggiatore. La “giovane eroina” così la chiama il Daily Mail , con prontezza di riflessi, è fuggita a tutta velocità e ha chiamato la polizia alle 00:45 di domenica, senza scordarsi di inviare prima un messaggio al suo gruppo WhatsApp locale, avvertendo le persone di chiudere a chiave le porte.
La polizia è arrivata sul posto a tempo di record, nemmeno 15 minuti e ha arrestato cinque uomini (tutti britannici) pochi minuti dopo. Il fatto è però che quasi due ore prima, alle 23:18 di sabato, quando l’eroina era ancora alle prese con qualche drink, World Source News ha riferito che il Pentagono era in possesso di informazioni che indicavano una minaccia a Fairford e che la sicurezza era stata innalzata al massimo livello. Eppure la polizia britannica afferma che l’operazione non è stata guidata da informazioni di intelligence, mentre l’onnipresente Trump ha detto: “Li stavamo indagando… li tenevamo d’occhio da molto tempo”. Cosa sapeva l’intelligence statunitense e da quando lo sapeva? È una domanda a cui varrebbe la pena di rispondere e che proprio per questo non avrà risposta. Nel frattempo i cinque britannici, tutti ventenni e residenti a Londra e non di aspetto mediorientale, se non visti attraverso un boccale di birra, sono stati rilasciati su cauzione, pur essendo sospettati di voler attentare a una base dove ci sono bombardieri strategici e stelle e strisce. Chi erano questi cinque? Forse manifestanti che volevano inscenare una qualche protesta, oppure soldati ( la loro forma fisica induce a pensarlo) che nel frattempo hanno già ripreso servizio dopo essere stati ingaggiati per questa sceneggiata?
La connessione iraniana era del resto scontata visto che dalla base sono partiti aerei per andare a bombardare l’Iran e l’occasione era troppo golosa per non creare allarme. E di certo il teatro nelle sue varie forme non fa difetto in Inghilterra. Peccato che non rappresentino più L’importanza di chiamarsi onesto: davvero Oscar Wilde non è più di moda


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Diciamo che gli USA sono ai minimi termini in fatto di simpatia.
Quindi, solo gli inglesi, alleati da sempre, sono una valida spalla per un false flag.
Certo , l’Italia è alleata/serva, ma non ha lo stesso grado di garanzia che l’Inghilterra può fornire.
Pertanto…
Certo che identificare degli arabi con passamontagna di notte, anche l’avvocato di primo pelo si chiederebbe com’è possibile.
E non bisogna essere avvocati per fare un ragionamento simile, ma solo buon senso
Diciamo simil sette ottobre!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/