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Giocate e tacete

the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-emergono-tanti-nuovi-dettagli-sul-gioco-v4-284314-1280x720Oggi ho solo voglia di divertirmi un po’ e invece di fare un post necessario sulla scuola che rimando ai prossimi giorni, voglio partire dagli effetti dell’antropologia liberista coniugato all’infantilismo aggressivo di marca americana da cui la stessa ideologia promana. Seguendo le orme le decine di avvisi commerciali che arrivano in mail e che sto attento a compulsare prima di cancellare per evitare di acquistare alcunchè di ciò che mi viene proposto, ho scoperto un meraviglioso invito a dotarmi di una consolle di gioco. Anzi di una console, perché l’originario vocabolo francese entrato più di due secoli fa nell’italiano viene regolarmente storpiato a console in inglese. Forse questi geni linguistici si saranno chiesti con straordinaria coerenza, perché mai si debbano mettere due “elle” quando al loro orecchio ne suona una sola.

Ma insomma lasciamo perdere questo capitolo che meriterebbe un approfondimento in un Paese come l’Italia dove solo una percentuale minima di persone, probabilmente inferiore all’3%  sa usare in maniera corretta, ampia e agevole la propria lingua, percentuale destinata a scendere drasticamente con la buona scuola. Veniamo a noi e dunque alla famosa consolle di cui si narrano meraviglie. Tra queste una davvero straordinaria di cui riporto con esattezza la descrizizione: “La telecamera IR di movimento del Joy-Con destro può riconoscere la forma, la distanza e il movimento degli oggetti che inquadra. Per esempio, è in grado di capire se le mani di un giocatore fanno carta, sasso o forbice, aprendo la strada a nuove forme di interazione!”

Insomma ci si propone di giocare a morra cinese, ma non guardando direttamente le mani bensì lo schermo televisivo: in mondo normale dovrebbero pagarci per questo e invece chiedono una bella palata di soldi per darci questa imperdibile possibilità. Che peraltro rispetto ad altri prodotti con i quali si può giocare on line è accreditata di favorire la socialità. Naturalmente non mi sono fermato alla pubblicità ufficiale e dunque ho voluto esplorare il territorio, su un notissimo sito di commercio on line, che si chiama quasi come la foresta più estesa del pianeta e che in effetti sembra applicare la legge della foresta ai suoi dipendenti. Sono andato a leggermi i giudizi degli acquirenti che solo in minima parte hanno comprato la console  per i figli e significativamente per figli di 8 – 10 anni, ma in stragrande maggioranza lo hanno ordinato per se e ne fanno un uso personale o al massimo concedono qualche dose agli amici. E’ davvero un panorama straordinario di incalliti consumatori di questo particolare stupefacente che apprezzano il prodotto perché esso al contrario di console più sosfisticate può essere usato a casa, ma anche in ufficio, in tram, in treno, in barca persino in bagno: “Non avete idea di quando sia FIGO dover andare all’elba per lavoro, e farsi tutta la nave giocando con il proprio Switch sul ponte, mentre ci si gode una bella brezza primaverile”.

Non oso pensare cosa faccia di lavoro costui e quale smacco sia per la primavera doversi mettere in seconda fila rispetto a giochetti un po’ cretini, a uno schermino dove si consuna un inconfessato autismo. Ma credo che il vero capolavoro sia questo: “Ero indeciso tra quella con i joy-con grigi e questa colorata ed ho optato per quest’ultima. Ero, devo dire, un po’ preoccupato. Io non sono più un ragazzino e quei colori intensi la facevano sembrare un po’ bambinesca. Invece devo dire che è BELLISSIMA e quei colori le conferiscono un non so che di entusiasmante”. Si vede chiaramente che l’adorante considera bambineschi i colori o teme che siano giudicati tali, ma è lontanissmo dall’idea che sia bambinesco stare ore a rimbambirsi su “Zelda” (per me è sempre la moglie pazza di Fitzgerald, ma sembra che sia uno spasso imperdibile), a pestare su tasti in una gara che esprime coordinameto motorio, ma nulla della complessità del gioco vero e proprio quanto invece un ritorno alle fiabe. E dev’essere proprio una delle stigmate del nostro tempo dove le compulsioni ludiche non sono più esercitate ai tavoli da poker o da brigde, nemmeno su quelli di chemin de fer o più modestamente briscola e tresette dove sono implicate abilità logiche. psicologiche e di memoria, ma davanti a stupide macchinette mangiasoldi che fanno girare ciliege e banane .

Non voglio apparire troppo severo o eccessivo o fuori luogo, ma una persona adulta con una molteplicità di interessi, per quanto tempo potrebbe davvero divertirsi con la sua console e i suoi giochini? Un’ora, una serata, qualche giorno, qui invece pare che essa sia come la coperta di Linus a testimonianza dell’infantilismo crescente e peraltro inconsapevole della società. L’oppio legale del consumo, come sistema di schiavismo.

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