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Un Macro(n) all’Eliseo

COMBO LE PEN MACRONGrazie Isis. Se fossi in Emmanuel Macron il candidato dei circoli reazionari della finanza e dell’atlantismo, semi sconociuto fino a qualche mese fa, ma improvvisamente divenuto il salvatore della patria bancaria (leggi qui) e della Nato, manderei una scatola di cioccolatini al Califfo e una cassetta di buon vino al 14 di rue Saint Dominique, sede ufficiale dei servizi di intelligence.  Lo strano attentato della settimana scorsa è stata la ciliegina su una campagna elettorale dove, a parte il solito terrorismo finanziario, i media a voci unificate hanno esaltato il candidato di Rothschild, mettendo in secondo piano tutti gli altri. Così, fatto fuori il vecchio gollista Fillon che si era permesso di criticare le sanzioni alla Russia, esecrata in ogni momento la Le Pen, offerto solo il silenzio a Melenchon, sono riusciti nell’intento di portarlo al ballottaggio e quindi a una battaglia con La Pen da cui uscire come trionfatore vista la conventio ad excludendum che pesa sul Front national.

Il piano era semplice e ha avuto solo due settimane di suspence quando si è constatata la grande e inaspettata ascesa della sinistra radicale di Melenchon e della sua campagna fortemente critica contro i trattati europei, la moneta unica e la Nato: ci voleva poco, un pungo di voti per trasformare una battaglia vinta in una disfatta epocale nel caso i due contendenti finali fossero stati Melenchon e la Pen. Ma buona informazione e buona paura non mentono: alla fine l’ha spuntata, è arrivato appena davanti alla Le Pen, è di fatto all’Eliseo, visto che il fronte repubblicano e quel poco che rimane dei socialisti, voteranno certamente per lui.

Ma forse le cose non saranno così facili come sarebbe stato appena qualche anno fa e non solo perché l’atmosfera è cambiata ma anche perché i quattro candidati sono arrivati sostanzialmente sullo stesso livello di voto, quindi i giochi divengono fatalmente più complessi dentro una Francia che appare spaccata in due fra i sostenitori dello status quo e chi non ne può più di questa governance a conduzione finanziaria e atlantica. A questo punto occorrerà vedere quanto i due candidati rimasti riusciranno ad attrarre il voto che gli è mancato al primo turno anche grazie a una rida di anomali candidati minori con la funzione di acchiappa voti e quanto verrà perso del consenso ottenuto in una situazione ancora magmatica. In poche parole conterà non solo la simpatia verso un candidato, ma anche se non di più, l’ avversione ad esso. C’è da notare a questo proposito che tra i due contendenti formalmente contrapposti come Le Pen e Melenchon ci sono certamente più punti di contatto che con Macron e i poteri che in pochissimo tempo lo hanno elevato da speculatore di Rothschild ad enfant prodige della politica. Cosa faranno gli elettori, visto che il secondo turno propone ad essi una geografia politica completamente diversa da quella iniziale?

A questo punto tutto sta nell’abilità di Marine Le Pen di lasciar cadere le caratterizzazioni politiche che hanno creato le pregiudiziali nei suoi confronti e presentarsi semplicemente come l’alternativa al governo delle  banche. Ma più ancora di questo si vedrà se l’elettorato si orienterà ancora sull’asse formale destra –  sinistra oppure giudicherà in base ad altri criteri, ad altre discriminanti che si sono sovrapposte a quelle classiche, man mano che esse perdevano di efficacia sociale. Insomma decideranno per la destra reazionaria e cosmopolita di Macron o per quella nazionale e popolare di Le Pen? Il successo di Melenchon e del suo programma ci dice che questo processo è in corso, che certi tabù rituali più che intellettuali sono stati infranti. Potrà bastare? Chissà. Di certo contro Le Pen e in favore di Macron si scatenerà tutto il sistema mediatico – politico francese, europeo e atlantico come già stamattina possiamo vedere sui giornali italiani che presentano Macron come il nuovo (è un format, si ripete nei salotti alti di Parigi ciò che è accaduto nella provincia cafona e dominata dallo spirito di clan con Renzi) mentre è l’esatta e più propria incarnazione del vecchio nelle sue forme peggiori. Tuttavia questo meccanismo si è inceppato tre volte l’anno scorso, in Gran Bretagna, Italia e Usa e quindi non dà garanzie assolute. Ma lo sforzo sarà eccezionale perché l’elezione di Marine le Pen sarebbe una tragedia per le oligarchie di comando e se per caso i sondaggi volgessero al brutto consiglierei al Califfo di non dormire sugli allori.

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89 responses to “Un Macro(n) all’Eliseo

  • jorge

    una ultima cosa, poi per un po mi dimetto da interventore, macron è il capolavoro politico di hollande, che non si e ricandidato proprio per favorirlo.
    anche perche hollande aveva fiutato che i b vecchi partiti stotrici non reggevano, che Malamecòn avrebbe tolro molti voti al partito socialista, e per fare vincere i poteri tradizionaliera necessario questo cambiamento distruttivo dello stesso partito sociaòlosta

    Hollande in tv ha detto prima ai francesi di non votare Malamecòn, e solo dopo ha detto di non votare la La Pen

    Macron non era affatto sconosciuto aui francesi , essendo stato consigliere economico di piu di un capo di governo francese ed ancghe di hollande ed avendo avuto per due anni un ruolo ufficiale, non so se del suo appartenere alla elite mondialcapitalista, ma i francesi sicuramente lo conoscebano ciome neo-liberista spinto

    Macaron si e servito di un tim che ha lavorato per lui su internet, pagato da banchieri e fibanziceri , un tim estesissimo e costoso che nessun altro avrebbe potuto avere, non certo fatto dei giovani militanti gratuiti perche Mactron nin ha mai suscitayo entusiasmi

    e quindi unuomo della finanza e del capitale, piu di Hollande o i gollisti del passato che intermediavano a faviore del capitale tra capitale e popolo, cel’hanno messa tuta i poteri forti a farlo eleggere, compreso attentato come oer la brexit fu uccisa la deputatessa inglese,
    Maracòn ricambierà rompendo il culo alle classi popolari francesi, ed a queste ben gli sta perche in parte lo hanno votato anche loro,

    ma non e detto il voto per Mlamaccrom e post-ideologico e i suoi elittori poterebbero votare pure per La Pen, comunquel’uno o l’altra per me sono la stessa politica filo capitale perche se te la prendi con la UE non basta tela devi prendere con la UE ma anche col capitale se no vuoi solo favorire la parte opu più arretrata del capitale nazionale

    e questo ,forze un po meno, ma vale pure per Malamecon chre se la prende con generici oligarchi come se la francia fosse la russia di eltsin e mon se la prende con i capitalisti francesi che hanno voluto la legge du travail, un po come fa il simplicissimus che non a casi lo ha tanto apprezzato, ha dekluso tsipras e non e che si sa proprio fessi..

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  • jorge

    Anonimo gesagt :nella resistenza o nelle rivoluzioni, “ci vuole un’avanguardia”…
    se aspettiamo gli stranieri ( molti di loro con più di 2 figli per famiglia…) essendo già gran parte degli italiani lobotomizzati, stiamo freschi.

    un’altra volta le posto qualcosa sulle durissime lotte dei lavoratori della logistica, i facchini, per esempio alla Levoni a Reggio, ma in molti altri posti, i qual ilavoratori della logistica sono tutti extracomunitari ed anno una coscienza di classe che i lavoratori italiani se la sognano. Cerchi su internet, magari di Aldo Milani, unloro rappresentante sindacale arrestato e poi prosciolto perchè non accettava compromessi. o dell’egiziano ammazzato con l’auto dal padroncino perche a capo di una analoga lotta sindacale

    l’informazione meinstream queste cose no ce le fa sapere, e forse nemmeni il simplicissimus che si vuole alleare col capitalismo “produttivo

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  • Giulio Mario Palenzona

    Ho sentito in radio un’intervista a Pikketty (economista francese di sinistra) affermare che :
    1) chiunque sia davvero di sinistra NON può riconoscersi in Renzon-Macron.
    2) il NOVANTA per cento dei finanziamenti di questo signore costruito a tavolino, inventato mediaticamente dal nulla con un martellamento H24 a reti unificate, proverrebbe da CENTO finanziatori.
    Non ha nessuna base elettorale.
    Non ha nemmeno programma, dicono. Dicono che sia indefinito.
    Ma non è vero. Ce l’ha eccome, ed è chiarissimo : semplicemente, è irriferibile. Sicché va occultato e stemperato in dosi da cavallo di retorica ottimisteggiante e patriottismo farlocco. E’ il programma dei suoi CENTO finanziatori, dei Banksters di cui questo baldo giovine di bell’aspetto è estensione, implementatore di massacri sociali. E’ la liquidazione del welfare e dei diritti del lavoro. Ecco perché lo chiamerei Renzon. O Poletton.
    Costui è l’uomo nuovo (usato garantito come nuovo) per applicare le ricette vecchie, solo a dosi da cavallo.
    Poveri francaises, ora son tutti cazzi anche vostri. Non avete imparato niente dall’itaGlia.

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  • jorge

    @-Anonimo

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  • jorge

    Non esiste più una banca centrale ( comepreivsto anche da Keynes…) prestatrice di ultima istanza, lo Stato deve chiedere prestiti ai privati che lucrano un interesse certamente superiore a quello di una banca central controllata dalla politica… il debito pubblico ?
    Si è innalzato notevolmente da quando lo Stato a pagato detti notevoli interessi a prestatori privati.

    Quello che molti sovranisti non comprendono una banca centrale non puo fare il bello ed il cattivo tempo stampando denaro come le pare

    nella società circola una quantità di valore (tempo di lavoro incorporato). che è quello presente nei beni ed in alcuni dei servizi che riproducono la società

    Se tale valore è 10, ed una banca centrale stampa 20, il venti si svaluta fino a corrispondere al 10 che e il valore effettivamente presente nella società
    Se la banca centrale stampa 5, il denaro si rivaluta fino ad essere equivalente e frazionabile come fosse 10, il valore davvero presente nella società
    ———————————–
    Keynes è morto nel 1946, e la sua elaborazione teorica non ha fatto in tempo a confrontarsi con un fenomeno giunto a maturazione negli ultimi anni 70, la tecnica che riduce in modo assoluto il valore (tempo di lavoro) necessario alla riproduzione sociale

    Sul finire dei 70 il deficit spending , a differenza di quanto diceva keynes e risultava vero fino a poco prima, non riusciva più a generare un valore (tempo di lavoro nel processo sociale), sufficiente a ripagare con la tassazione il deficit spending stesso. Le banche di stato potevano stampare tutto il denaro immaginabile, ma esso si svalutava assestandosi sullo scarso valore effettivamente presente nella società lasciando lo stato in una condizione di insolvenza

    Ecco che gli stati furono costretti a chiedere prestiti prima ai propri cittadini e poi all’estero. Ovvero, nelle nuove condizioni di scarsa produzione di valore, le banche di stato non erano più in grado di funzionare come il prestatore di ultima istanza che dice Anonimo, e perciò abdicarono a questo ruolo inaugurando l’epoca attuale

    Quindi i deficit pubblici crescenti dipendono si dal fatto che le banche di stato non fanno le prestatrici di ultima istanza, ma a partire dagli anni 70 è impossibile che lo facciano, dipende dalla crisi di produzione del valore, o dalla caduta ormai assoluta del valore prodotto o del saggio di profitto.

    .Cosa debbono prestare in ultima istanza se pur stampando tutto il denaro immaginabile esso si svaluta assesta sullo scarsi valore effettivamente prodotto nella società? Ecco che il meccanismo keynesiano, valido nel passato, gia da molto non può piu funzionare

    La crisi di produzione di valore, che rende inutile lo stampare denaro che vorrebbero i sovranisti, poiche esso si svaluta e si assesta allo scarso valore realmente prodotto nella società, è un fenomeno irreversibile ed il capitalismo va superato, anche per usare la tecnica ben oltre il suo uso fascista che è l’unico possibile al capitalismo che deve usarla per i profitti. Se la stessa tecnica fosse usata per produrre valori d’uso e non profitti, staremmo nel benessere generalizzato lavorando tutti e di meno

    Ciò non toglie che siano preferibili politiche espansive, ma il benessere degli anni keynesiani del boom, non potrà piu tornare. Inutile stare a rimpiangere il capitalismo produttivo o keinesiano, come quella donna che perde il fidanzato in guerra e, che rimpiangendo il fidanzato morto non scopa più per tutta la vita

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    • jorge

      solo la potenza militare consente oggi di stamppare denaro ed imporlo come valido, lo fa il sistema imperiale degli stati uniti, ma non parliamo più di una sana dinamica capitalistica , ma di un sistema di dominio che e decadente che vvive di rendita e si rifeudalizza, tra poco hitler apparirà un sincero democratico rispetto al sistema in cuoi oggi siamo precipitati

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    • Anonimo

      Allora, per rilanciare l’economia servono investimenti pubblici, se lo Stato non ha la liquidità per farlo chiede un prestito… una volta lo chiedeva alle banche centrali con bassissimi interessi da pagare…

      ora, lo Stato, deve recuperare i prestiti anche per investimenti, dai privati, che lucrano alti interessi su detti crediti,

      che loro hanno con lo Stato = gran parte della spesa pubblica.

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      • Anonimo

        investimenti pubblici produttivi di benessere economico, tipo il rilancio del malandato trasporto pubblico locale !!

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      • Anonimo

        maggiore ed agevole mobilità pubblica = (circa…) maggiore o diversa spesa, e agevolazione della produttività …
        più sono comodo nello spostarmi più sono rilassato, produttivo, puntuale, minore inquinamento da trasporto pubblico minori incidenti, code, ritardi.

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      • Anonimo

        , minore inquinamento da trasporto PRIVATO ,minori incidenti, code, ritardi.

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      • Anonimo

        “minore inquinamento da trasporto PRIVATO ,minori incidenti, code, ritardi.”

        e poi, assunzione di personale conducente e di manutenzione dei mezzi pubblici … minore inquinamento = ( circa…) minori malattie e spesa per la sanità pubblica relativa.

        Minori incidenti= ( circa…) minore spesa per sanità pubblica.

        Meno code e ritardi = minore stress e tendenzialmente maggiore produttività.

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    • Anonimo

      l’inflazione di cui parla Lei Jorge ha poco a che fare con il grande debito pubblico italiano, anzi se ci fosse inflazione , il debito pubblico da pagare per lo Stato, si svaluterebbe , cioè lo stato ed i suoi cittadini remunererebbero in misura minore i prestiti, pagando alti interessi reali.

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      • Anonimo

        alti interessi reali, escludendo l’inflazione di cui parla Lei Jorge.

        L’inflazione svaluta anche i redditi da lavoro, rendendo però conveniente l’assunzione del lavoratore o il mantenimento del suo posto di lavoro , con delle politiche di redistribuzione del reddito si potrebbe però integrare la perdita di potere d’acquisto dei lavoratori…

        https://it.wikipedia.org/wiki/Curva_di_Phillips

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      • jorge

        l’inflazione oggi non c’e perchè i denari virtuali del quantitative eauing non vanno nell’economia reale, circolano tra bce e banche private che lo danno di nuovo alla bce per avere interessi, e un trucco contabile per far quadrare i bilanci delle banche private

        Se la bce facesse davvero la prestatrice di ultima istanza, o immettesse il denaro del quantitative easing davvero nel circuito economico reale, l’inflazione ci sarebbe eccome

        negli anni 50, un quantitative easing non avrebbe generato inflazione riportando il denaro al valore realmente presente nella società. Bensì una tale immissione di denari nell’economia avrebbe generato un valore maggiore e crescente. la tecnica propedeutica non era ancora irrecuperabile nei tempi del ciclo ammazzando la produzione di valore

        la attuale impossibilita a generare valore crescente fa si che anche la svalutazione del valore del lavoro non implichi maggiori assunzioni, se no col jobs act e precarietà varie non avremmo disoccupati al 14 per cento

        comunque, io diffiderei di tanti economisti accreditati, non ne hanno azzaccata una negli ultimi 40 anni, l’economia e solo ancella del potere…

        la crisi attuale, molti gruppi di studio la avevano prevista, e proprio nei termini in cui si e verificata, sul finire dei 70 studiando le nuove tecnologie. krisis in germania, birmihgham in inghilterra, Postone negli Usa, e tanti altri accademici davvro “eterodossi”..

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      • Anonimo

        detto brevemente, si dovrebbe reintrodurre il controllo delle politiche monetarie, tramite banca centrale da parte dello Stato-Politica ( non politicanti…).

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      • Anonimo

        “la attuale impossibilita a generare valore crescente fa si che anche la svalutazione del valore del lavoro non implichi maggiori assunzioni, se no col jobs act e precarietà varie non avremmo disoccupati al 14 per cento”

        c’è scarsa, qualitativamente quantitativamente, spesa pubblica, lo stato con gli interessi sul debito attuale e le assurde regole europee ( vedi lo sciagurato pareggio di bilancio in Costituzione di Monti & Co.), NON riesce a finanziarla …

        poca spesa pubblica = poca domanda/spesa pubblica di investimenti e servizi, poche assunzioni= pochi salari= poca spesa dei salariati pubblici= minori servizi pubblici= minore benessere sociale o welfare state= depressione economica.

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      • jorge

        Comunque, Anonimo, Lei ( visto che continua col Lei lo uso anch’io altrimenti sarei maleducato), o magari non Lei ma alltri come Lei, confondete il mero denaro con quella cosa piu complessa che è ilcapitale

        il primo, sono ad esempio le monete d’oro,con scarza relazione col complessoivo processo economico, un bene rifugio peer capirci

        il capitale, e di questo che parloiamo rispetto ad qu easing, inflazione, tebito pubblico etc, è in una relazione necessaria con il tempo di lavoro o il valore presente nel processo sociale, anzi, e una metamorfosi di questo stesso valore, che diventa lavoro incorpotato nei macchinari, aumenta quando il valore nei macchinari rentra in relazione col labvoro umano, si reifica di nuovo come capitale mobnetario per esere di nuoevo investito nelle stessi passaggi o metamorfosi per riuscirne sempre valorizzato ( riproduzione allargata)

        e allora revidente che nessun elemento puo esistere se non uin una relazione mnecessaria con tutti gli altri, l’illusione della economia muinstreaemen e di operare solo sull’elemento piu congeniale al preserfamendo deir priopri interesssi di glasse..

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      • Anonimo

        Da tener conto poi che in itaGlia si riescono scarsamente ad utilizzare i finanziamenti europei, o almeno ciò è successo fino a poco tempo fa, e se si utilizzano si utilizzano in modo improduttivo, magari per stupidaggini ( l’U.E. ci porta pochi vantaggi.) …

        per non dire dei soldi pubblici a banche private fallimentari, soldi letteralmente bruciati, esclusi da ricircolo nazionale ( ed internazionale…) della ricchezza, con effetti sicuramente più devastanti del mantenere numerose guardie forestali in Calabria, che almeno quelle buona parte de loro reddito lo rimettono in circolo…

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      • Anonimo

        “e allora revidente che nessun elemento puo esistere se non uin una relazione mnecessaria con tutti gli altri, l’illusione della economia muinstreaemen e di operare solo sull’elemento piu congeniale al preserfamendo deir priopri interesssi di glasse..”

        io infatti parlo di lavoro, investimenti pubblici, moneta, inflazione, banche centrali pubbliche, domanda aggregata ecc…

        il capitale è i relazione a questi elementi, non è l’unico “fattore produttivo”, tanto meno produttivo di benessere sociale.

        Chi si concentra sul capitale ponendolo a centro dell’economia, normalmente è un capitalista.

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      • jorge

        poiche lproduzione di valore è ostacolata dai costi irrecuperabili della tecnica (che la concorrenza impone) , la spesa pubblica su cui Lei tanto insiste, a differenza che in passato ha scarsi effetti positivi

        tale spesa pubblica genera inflazione perche mette in moto attivita sempre meno produttive di valore (per il discorso della tecnica)

        ovvero tale spesa pubblica se ne va via come inflazione perche si assesta sulla scarsità e lentezza del valore che riesce a generare ( troppo poco e non genera beneficio economico se non in quota decrescente rispetto al passato)

        poco valore figlio della spesa pubblica, la spesa pubblica diventa inflazione. Ossia abbiamo poco valore o crescita insieme ad inflazione, cioè stagnazione ed inflazione, cosa nota come stagflazione. e questa la verita del keinesismo,

        si ha difficolta a capirlo perche non si vede che e il denaro a dipendere dal valore prodotto o no ( oggi no), e non il valore a dipendere dal denaro,
        Per cui hai voglia di stampare denaro, il denaro non aumenta il valore, ma è il valore che ha la propria autonomia basata sulla tecnica ed oggi e poco e svaluta il denaro stampato, Ecco che la spesa keynesiana non genera prosperità ( nel passato si)

        invertiamo le cose, il valore possibile determina l’esito della spesa pubblica, ma noi vorremmo che la spesa pubblica deternimasse il valore possibile

        come diceva qualcuno, i concetti dell’economia sono la forma invertita dei rapporti socisali, l’effettività del denaro dipende dagli uomini e dal loro lavoro ( valore), ma nella ideologia del capitalismo sono gli uomini ed il loro lavoro ( valore), a dipendere dai pezzi di carta che circolanose rimettiamo il mondo coni piedi per terra, lo scarso valore dovuto alla tecnica attuale fa evaporare la spesa keynasiana in inflazione

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      • Anonimo

        io Le ho fatto l’esempio del rilancio del trasporto pubblico locale spesso asfittico, con spesa/investimenti pubblici…

        discorso vagamente simile si potrebbe fare , in parte (!!) ,con la banda larga/fibra internet.

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      • Anonimo

        ri espandere quale servizio sanitario nazionale universale e fruibile senza difficoltà, parecchi servizi sanitari recentemente posti a carico pressochè totale dei privati dei cittadini,
        ciò creerebbe maggior reddito disponibile per i lavoratori dipendenti, maggiore fiducia nel futuro, maggiore spesa privata in bene e servizi sia di produzione che pubblici.

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      • Anonimo

        volesse fare un raffronto fra servizio di trasporto pubblico , particolarmente quello urbano a ma anche extra urbano-sub urbano, esistente ad esempio in Germania ( probabilmente anche in Francia, quasi sicuramente in Svizzera…) e quello in itaGlia, noterebbe grandi differenze di efficienza/ frequenza di questi servizi, a discapito di quelli italiani, spesso scarsi e disorganizzati, di frequente perche sotto finanziati, oggetto di scarsi investimenti ( e spesso di ruberie…).

        Le assicuro che in Germania i trasporto pubblico urbano-locale produce valore aggiunto, per il benessere della nazione tedesca!
        In itaGlia molto meno… si investe anche di meno!

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      • Anonimo

        come era andata a finire quella questione dell’atac di Roma e dei parenti di Alemanno ?

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  • learco

    “Cerchiamo di essere obiettivi: i burocrati di Bruxelles con la collaborazione dei banchieri della City di Londra hanno fatto un ottimo lavoro in pochissimo tempo. Hanno costruito il prototipo politico perfetto, un po’ burocrate un po’ banchiere, un po’ Renzi un po’ Padoan, paladino dei privilegi che le oligarchie finanziarie stanno consolidando sul continente europeo.

    Qualcuno conosceva Emmanuel Macron solo 4-5 mesi fa? Siamo onesti con noi stessi. Io avrei risposto che era una marca di patatine, un designer di moda, un calciatore del PSG, ma non il prossimo candidato all’Eliseo! E invece eccolo là, un politico “fiat”, come la moneta creata dal nulla dal sistema bancario e prestata ai Governi. Anche lui, del resto, prestato come un debito, come una variabile imposta per esercitare la governance dall’esterno…”

    https://albertomicalizzi.com/2017/04/24/francia-piu-chiaro-di-cosi/

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    • Roberto Casiraghi

      Come ho scritto più sotto citando da Wikipedia, Macron è stato ministro dell’economia, industria e del digitale nel 2014 come successore di Montebourg, praticamente una delle più alte cariche dello stato francese, altro che sconosciuto dunque! Il fatto che Alberto Micalizzi non lo conoscesse è imputabile a sua personale ignoranza oppure a infingimento di ignoranza tanto per poter scrivere una frase ad effetto. Ad effetto ma anche un boomerang perché che un politico notissimo in Francia sia ignoto ai più in Italia è cosa del tutto naturale e scusabilissima ma che un politico notissimo in Francia risulti ignoto a uno che si professa specialista di politica ed economia internazionale è molto meno naturale e scusabile e, per di più, non è affatto credibile e dunque incide sulla credibilità di tutto il resto che quella persona scrive.

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      • learco

        Sicuramente Micalizzi ha esagerato quando ha parlato di Macron come perfetto sconosciuto, ma dopo le dimissioni nel 2016 come ministro, dove si era fatto notare più che altro per aver convinto Hollande ad accantonare la super-tassa del 75% sui ricchi e aver proposto la legge che avrebbe dovuto metter fine alla settimana di 35 ore, aveva iniziato un’avventura in solitaria che appariva senza speranze.
        Un articolo di Bloomberg del Settembre 2016 descrive bene l’inizio un pò in sordina dell’impresa di Macron:

        http://www.ilpost.it/2016/09/09/emmanuel-macron/

        L’operazione di marketing politico che ha avuto come protagonista Macron compiuta dai poteri forti della finanza francese ha avuto successo; far digerire ai francesi altri anni di austerity, di sottomissione agli interessi di Bruxelles e Berlino e di obbedienza alla NATO sarà un pò più difficile.

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  • learco

    Sui rapporti Macron-Attali- David De Rothschild:

    “Après sa sortie de l’Ena (Ecole nationale d’administration), il a passé plusieurs années à « l’Inspection » (générale des Finances) tout en s’attirant les bonnes grâces de l’économiste Jacques Attali, qui le recommandera à François Henrot, le bras droit de David de Rothschild.

    Le jeune énarque saute allègrement quelques étapes du cursus honorum. En deux ans, Macron est catapulté associé-gérant de la banque familiale – la crème de la crème.”

    http://tempsreel.nouvelobs.com/rue89/20160830.RUE5451/au-fait-il-faisait-quoi-chez-rothschild-emmanuel-macron.html

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  • learco

    “Emmanuel Macron è una mia creatura, rivela. E sottolinea: «Sono molto felice. Il suo primo posto è un risultato insperato fino a poche settimane fa». Autore dell’esternazione: Jacques Attali, uomo-ombra del vero potere europeo, tra i massimi strateghi (sul versante francese) del sistema euro-Ue.”

    https://comedonchisciotte.org/attali-supermassone-oligarchico-macron-una-mia-creatura/

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    • Anonimo

      learco,
      non è però che la Le Pen possa considerarsi il non plus ultra della politica, per le classi subalterne…

      ho l’impressione che il pericolo sciovinismo sia dietro l’angolo.
      Speriamo di no.

      Certo, sto Melenchon ( magari con un pizzico di nazionalismo…), era, non si sa perche, da escludere a priori.

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  • Anonimo

    @Jorge, si legga:

    LA RETORICA SUL 25 APRILE
    su sollevazione.blogspot

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  • Roberto Casiraghi

    Mr. Simplicissimus scrive parlando di Macron:

    “…i poteri che in pochissimo tempo lo hanno elevato da speculatore di Rothschild ad enfant prodige della politica.”

    Basta una scorsa alla voce di Wikipedia italiana su Macron (https://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Macron) per smentire il discorso, che si trova su tante testate giornalistiche, del “in pochissimo tempo”. Macron, vi si legge, “incontra François Hollande nel 2006 e s’impegna al suo fianco a partire dal 2010. Al momento dell’elezione presidenziale del 2007, fa parte del gruppo “les Gracques”, composto da ex dirigenti e alti funzionari, che chiedono un’alleanza fra Ségolène Royal e François Bayrou. Prova in seguito a candidarsi con il PS per le elezioni legislative in Piccardia. Tuttavia i socialisti della Piccardia non lo scelgono quindi non si candida. Questa sconfitta, insieme alla vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali del 2007, lo incoraggia a dare un nuovo corso alla sua carriera. Sostiene François Hollande in occasione delle primarie socialiste del 2011, anche quando Dominique Strauss-Kahn era in testa ai sondaggi prima del caso del Sofitel. Da luglio a dicembre 2011 anima un gruppo di esperti e di economisti, il gruppo della Rotonde, composto dagli economisti Philippe Aghion, Gilbert Cette e Élie Cohen, che faceva un rapporto ogni 15 giorni al candidato.” Tra il 2012 e il 2014 è vice segretario generale della presidenza della repubblica e “nell’agosto del 2014, è nominato ministro dell’economia, dell’industria e del digitale nel governo Valls II, sostituendo Arnaud Montebourg.”
    Insomma, si tratta di un fedelissimo di Hollande e, probabilmente, il motivo per cui Hollande ha rinunciato a candidarsi dando così spazio al suo delfino il cui innalzamento alle attuali vette è tutt’altro che improvviso visto che tre anni fa è stato perfino ministro della République Française!
    Si noti poi come l’autore di questo blog ha sempre proposto Macron come il candidato di Rothschild senza dire una parola dei suoi estesi rapporti con Hollande, che sono poi la sostanza del suo essere in politica. E, tra l’altro, si può sapere chi non è oggi, direttamente o indirettamente, un candidato di Rothschild?

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  • jorge

    @- Anonimo secolare o il nuovo non so – volevo postare qui in alto, ed invece la risposta e apparsa in fondo in basso. Comunque certe cose meritano approfonditi approfondimenti, non e roba da botta e risposta, pur piacevole..

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  • learco

    “Non esiste una cultura francese; esiste una cultura in Francia… ed è molteplice”, così Macron si è espresso in un comizio a Lione.
    Alain Finkielkraut, filosofo conservatore, uno dei più lucidi pensatori del nostro tempo, commentando la frase ha scritto: “tra «francese» e «in Francia» vi è la distanza che separa una nazione da una società multiculturale” perché per coloro “che sono sotto la bandiera progressista, la Francia non è una storia e non è neppure un Paese, è solo uno spazio”. E così la Francia-spazio di Macron è un luogo neutro dove le culture si ritrovano per caso; una chiesa cristiana o una moschea non fanno differenza perché appunto, “non esiste una cultura francese”.
    Macron incarna perfettamente l’ideale dell’apolide mondialista per il quale cultura, tradizioni, lingua, nazioni, sono incidenti della storia rispetto all’unico valore universale: quello dell’homo oeconomicus.

    http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/03/14/lapolide-mondialista-macron-e-la-nuova-sinistra/

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    • jorge

      perchè, la borghesia degli stati nazionali non è stata tanto homo oecunomicus da scatenare ad esempio la prima guerra mondiale per prendersi i mercati di sbocco?
      Anche a me non piace il mondialismo capitalista, ma non mi piace neanche il nazionalismo akltrettanto capitalista a di una Le Pen

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      • Anonimo

        effettivamente, la Le Pen, può presentare il rischi fascista-sciovinista francese …speriamo di no.

        Il capitalismo se opportunamente regolato-governato secondo politiche di redistribuzione del reddito eque, è sopportabile, forse anche necessario a produrre ricchezza,che non si a meramente fine a se stessa o all’avidità predatoria e patologica dei capitalisti .

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      • jorge

        fino ad una certa epoca storica, poi le spese propedeutiche… o la composizione organica…. e cose del genere hanno inaugyrato una epoca diversa in cui quello che dici non e più valido, ( la fase nuova data piu o meno dal 1985)

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      • Anonimo

        Dal 1985, in poi e venuta fuori la Tatcher e Reagan con il loro “neoliberismo”, ovvero capitalismo sfrenato, liberalizzato, non governato.

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      • Anonimo

        Detto più semplicemente, la politica e lo Stato hanno rinunciato a governare l’economia capitalistica, in senso minimamente redistributivo… la società non esiste, diceva la Tatcher, per cui non si dovevano redistrisbuire socialmente i redditi, tramite il controllo ed il governo pubblico.

        Non si doveva regolare tramite lo Stato, un equo sviluppo economico.

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      • jorge

        Detto più semplicemente, la politica e lo Stato hanno rinunciato a governare l’economia capitalistica, in senso minimamente redistributivo…

        non intendevo questo, dal mio punto di vista lo stato doveva rinunciare per forza al controllo keynesiano dell’economia, perche il keynesismo, valido fino ad una certa epoca storica, dalla metà degli anni 70 non era piu valido ed anzi inficiava inevitabilmente l’accumullazione del capitale ovvero generava crisi economica distruttivissima come dalle cronache di quella epoca

        ci poteva essere l’alternativa di una socializzazione delleconomia maggioredel keynesismo,l cio avrebbe funzionato, ma i rapporti di forza non lo consentirono

        allora si scivolo verso il neoliberismo, la crisi si assestò ma il capitale si salvo grazie al progressivo e dilazionato nel tempoimpoverimento e messa in concorrenza delle masse mondiali

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      • Anonimo

        ci sono stati eccessi di assistenzialismo , di opportunismo “portoghese”, nei sistemi occidentali da parte delle classi subalterne, forse…
        poi di sicuro c’è stata l’eccessiva bramosia di profitto da parte del capitale, quella che di questi anni spinge a delocalizzare aziende profittevoli per aumentare profitti già esistenti, per aumentare i dividendi degli azionisti, trascurando l’aspetto dell’investimento in aziende produttive, i rispetto delle professionalità dei lavoratori … si veda il film Wall street.

        Poi:

        “ma queste cose tornano in circolo ed a livello mondiale, chi e che avrebbe rubato in italia 2230 miliardi di Euro ? In francia 1987 miliardi di euro? ”

        Non esiste più una banca centrale ( come preivsto anche da Keynes…) prestatrice di ultima istanza, lo Stato deve chiedere prestiti ai privati che lucrano un interesse certamente superiore a quello di una banca central controllata dalla politica… il debito pubblico ?
        Si è innalzato notevolmente da quando lo Stato a pagato detti notevoli interessi a prestatori privati.

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      • Anonimo

        “ma i rapporti di forza non lo consentirono”

        Secondo Lei gli attuali rapporti di forza ( vista la popolazione perlopiù lobotomizzata dalla propaganda dei mass media , anche delle classi subalterne per non dire delle differenze-divergenze tra italiani e stranieri…),
        consentiranno di cambiare radicalmente (!!) sistema economico, rispetto all’attuale capitalismo di rapina ?

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      • Anonimo

        nella resistenza o nelle rivoluzioni, “ci vuole un’avanguardia”…
        se aspettiamo gli stranieri ( molti di loro con più di 2 figli per famiglia…) essendo già gran parte degli italiani lobotomizzati, stiamo freschi.

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  • jorge

    @- Anonimo

    Oppure, da parte di una banca centrale, prestare direttamente a tassi bassi alle famiglie ed alle attività economiche “normali”, lasciando alle banche il ruolo di “banche d’affari”, ci vogliono anche queste.

    Sarebbe una divisione inequivoca, non foriera di successive pretese del sistema bancario, e ristabilirebbe il primato della politica in senso assoluto. Non semplicemente in senso “ragionevole” (come mi sembra che tu dica) che poi finisce per voler dire dire compatibile con l’ordine economico esistente

    Ad ogni modo nel complesso siamo d’accordo, anche rispetto ad un certo grado di programmazione economica

    Comunque non mi sembra che La Le Pen punti su queste direzioni

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  • jorge

    Learco solo riporta, ma a quanto pare il Simplicissimus vi si convince, dopo aver sostenuto Melenchon :

    “Secondo Marine, l’uscita dall’ euro, cui va aggiunta l’introduzione di tassi di interesse quasi pari a zero sui prestiti della Banca di Francia, ridurrebbe il debito pubblico dell’80 per cento entro il 2025″

    Tassi quasi a zero sui prestiti della banca di Francia, ma sui prestiti a chi ?La banca di Francia, come ogni banca di stato, presterebbe denaro alle grandi banche francesi, quindi praticherebbe a queste tassi quasi a zero. La stessa cosa che fa la Bce di Mario Draghi, quindi, a dispetto della retorica sovranista, nulla di nuovo sotto il sole.

    Come avviene già oggi con i tassi molto bassi usati della Bce, anche con i tassi molto bassi praticati dalla banca di Francia, la convenienza sarebbe solo per i mega-istituti bancari. In ogni caso questi prenderebbero denaro a poco e lo presterebbero a imprese e famiglie a tassi elevati, lo fanno già oggi e la ricetta esposta dalla Le Pen consentirebbe loro di continuare a farlo (lucrare su questo differenziale)

    Se la Le Pen facesse sul serio, allora dovrebbe dire che la Banca di Francia presterà denaro a tassi prossimi allo zero, ma direttamente ad imprese e famiglie, ma questo la Le Pen non vuole e non può proporlo. Anche Obama fece la sua campagna elettorale promettendo tassi bassissimi, e si mantenne apposta nella ambiguità, per far credere che la Fed avrebbe finanziato direttamente imprese e famiglie ma poi non fu cosi, invece la Le Pen col suo silenzio in merito già ci dice che continuerà proprio con i favori alle grandi banche francesi ( il che vuol dire a tutta la impalcatura politico-militare che ben conosciamo)

    Per cui, quando, sempre Learco credo, sostiene che ”Melenchon rappresenti un tentativo da parte dei poteri forti euroatlantici di accerchiare a sinistra la candidata del Front National”, beh, non mi sembra che certi poteri abbiano veramente da temere la Le Pen, di conseguenza mi sembra poco probabile che Malenchon serva ad accerchiare a sinistra il Front National
    ——————————————
    Oggi le grandi banche, non solo francesi, non solo prendono soldi dalla Bce a tassi bassi, ma poi usano tale denaro per comprare titoli di stato. Con gli interessi che questi danno, le grandi banche lucrano un secondo regalo, dopo il primo che è quello dei tassi bassi a cui prendono il denaro. Poichè ciò che dice la Le Pen significa in effetti lasciare alle grandi banche la possibilità di continuare su questa strada ( che spreco per l’erario), sia pure al chiuso dell’economia nazionale, allora non si vede come sarebbe possibile il rientro dal deficit pubblico.

    La riduzione dell’80 % del debito pubblico francese, per la Le Pen conseguenza dell’abbandono dell’euro e della politica dei tassi bassi (alle grandi banche), non e allora più che una affermazione propagandistica.
    Anche lasciare l’euro e rinominare il debito pubblico in franchi ad es, è solo un cambiamento nominale, come dire “la scarpa destra e la scarpa sinistra” in luogo di “un paio di scarpe”. A meno che, avendo presumibilmente il nuovo franco un valore solo quota parte dell’euro abbandonato, non si dica “un solo nuovo franco per ogni singolo vecchio euro”, sapendo di colpire in questo modo i detentori esteri del debito francese.

    Ma anche questo, la Le Pen non lo dice, ed allora siamo sempre alla propaganda, e ne potrebbe farlo : a tal modo, aumenterebbe a dismisura il famoso spread al momento di rifinanziare la quota di debito detenuta all estero. Ed invero, come potrebbe la Le Pen colpire i detentori del debito estero francese, quando le banche francesi detengono quote enormi di debito estero di tanti paesi ? Tutti questi paesi potrebbero applicare decurtazioni a danno degli istituti, dei fondi e quindi della complessiva economia francese. Anche gli stati o le aree meno potenti, sulla scia dei maggiori…

    Le misure di cui parla la Le Pen, nella sua versione si riducono a giochetti propagandistici e non servono, mancano di consequenzialità (finanziamento da parte della banca di francia direttamente ad imprese e famiglie e scontro duro con i detentori esteri del debito pubblico francese).Per cui, la vaghezza e il formalismo della Le Pen nascondono proprio lo appaesement con i poteri che la Le Pen dice di contestare, il suo partito convoglia lo scontento in una direzione che non sia davvero dannosa per il potere vero
    —————————————-
    Se poi non ci limitassimo a considerazioni “ortodosse”, bisognerebbe osservare che i grandi gruppi industriali finanziamenti a tassi bassi, già li ricevono, e l’economia e le esportazioni francesi ristagnano, anche rispetto a paesi dell’euro con cui non vi è il problema del cambio. Evidentemente, c’e qualcosa che non funziona più nelle profondità del processo economico

    A maggior ragione data questa circostanza, l’appoggio alle “piccole imprese”, oltre ad essere una vera presa per il culo luce del significato reale delle proposte della Le Pen, non è qualcosa che come strategia possa cambiare in meglio la situazione : ..

    E’ evidente che una nazione fatta di piccoli capitalisti poi dovrebbe importare tutte le produzioni importanti ( auto, cellulari, computer, aerei, navi apparati diagnostici, farmaci, chimica ed all’ infinito continuando) per cui si impoverirebbe in brevissimo tempo…con la beffa di diver reimportare a caro prezzo produzioni importanti per parti delle quali è magari sub.fornitrice… a meno che non si accontenti di salari meno che cinesi…

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    • Anonimo

      Se uno è al governo può approvare leggi che impongano ragionevolmente prestiti a basso tasso di interesse, avendo una banca centrale prestatrice di ultima istanza anche per pagare il debito pubblico, a bassissimo tasso di interesse.

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    • Anonimo

      ci vogliono tipo piani quinquennali per rilanciare nuovi settori produttivi a livello nazionale… protezione dell’industria nascente.

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      • Anonimo

        “ci vogliono tipo piani quinquennali per rilanciare nuovi settori produttivi a livello nazionale… protezione dell’industria nascente.” = maggiore occupazione ?

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    • Anonimo

      che poi, il capitalismo abbia una serie di grossi difetti, è scontato,
      ma lo Stato regolatore dell’economia, come diceva anche Keynes, ne può correggere le storture, chi non è d’accordo proponesse qualcosa di fattibile e diverso.

      Lo Stato DEVE essere uno Stato democratico, cosicche sarà prevista la partecipazione dei cittadini al controllo democratico dei provvedimenti dello Stato.

      Cioè la gente dovrà essere più attiva, partecipe,possibilmente solidale.

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      • jorge

        certo proporre qualcosa di meglio, ma prima ancore bisogna prendere atto che il capitalismo non funziona più, e questo problema c’e in ogni caso

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      • Anonimo

        Nei secoli si è ragionato del fatto che non fosse bello che l’uomo non potesse volare… poi hanno inventato l’aeroplano…

        Lei Jorge cosa propone di diverso dal capitalismo, seppure regolamentato ?

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      • jorge

        lo stato deve essere, il sollen dell’idealismo tedesco, deve essere. Ma se esso non è, chi lo costringerà mai ad essere?

        Il pensiero liberale ha inventato in proposito lo stato di diritto, ovvero lo stato che si sottomette al suo stesso diritto

        Ma se esso non si sottomette al suo stesso diritto chi lo costringerà a sottomettersi al suo stesso diritto, visto che esso stato ha il monopolio della forza?

        Per cui io preferisco ragionare in termini di rapporto di forza da costruire ( con la politica) rispetto all’avversario di classe,

        Senza la resistenza,avremmo avuto la costituzione nata dalla resistenza?

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      • Anonimo

        certo che è così Jorge, ma si dovrebbe agire sotto un minimo comun denominatore … io e lei per esempio divergiamo sotto il punto di vista patriottico-nazionalista, io dico, possibilmente sempre prima e di più agli italiani , che non siano evidentemente nemici di classe.

        Per fare una lotta comune, ci vuole infatti una cultura comune e rispetto delle differenze, che lo straniero spesso non ha nei confronti dell’italiano delle classi subalterne. questo è un problema.

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      • Anonimo

        La resistenza è avvenuta perlopiù a livello NAZIONALE:

        “Grandi voci lontane, grandi nomi lontani, ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!! Dietro a ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta.

        Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no! non è una carta morta: questo è un testamento, un testamento di 100.000 morti

        Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità. Andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”

        Calamndrei, discorso sulla Costituzione.

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    • Anonimo

      eh… ma in realtà sembra esserci sempre un obbligo degli elettori di sinistra a supportare, nell’ordine, il centro , il centro-centro-destra ed ora la destra… strana sta tendenza ferrea.

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  • Anonimo

    “manderei una scatola di cioccolatini al Califfo e una cassetta di buon vino al 14 di rue Saint Dominique, sede ufficiale dei servizi di intelligence.”

    C’est l’OTAN, beauté.

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    • jorge

      non capisco se sto discutendo con un solo anonimo o con entrambi ( almeno differenziatevi anonimamente..), per cui per il momento mi fermo

      Comunque, il palese fallimento di tutti gli assetti fin quì assunti dal capitalismo, keynes compreso, inoltre il fatto che il capitalismo mondiale viva ormai solo producendo debito ( i ladrocinii rientrano comunque nel circolo economico e non possono giustificare deficit pubblici piu volte superiori ai pil), tutte queste cose non contingemti ed altrimenti inspiegabili dimostrano che il capitalismo non funziona

      Progressivamente, bisogna slegare gli incrementi di produttività dalla loro remunerazione in termini di profitto. Tale remunerazione e oggi impossibile e blocca la applcazione di tecnologie, pur disponibili, che permetterebbero di lavorare meno, consumare di più, ed avere una tale abbondanza per cui tu puoi prendere piu di quanto produci lavorando, e nessuno se ne sente danneggiato ((ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni)

      proprio perche certe modernizzazioni non sono più remunerabili, il capitalismo non va avanti nel progresso ma impone sfruttamento sempre maggiore e solo cosi si remunera facendo un uso fascista della tecnica, arriveremo allo schiavismo. dentro il capitalismo non vi e alternativa

      Questa prospettiva superiore si può implementare con le tecnologie informatiche che consentono una interazione tempo reale tra produzione automatizzata ed esigenze dei cinsumo informatizzatio. VIene meno la mancata allocazione razionale delle risorse, il limite del sistema sovietico.l Comunismo sivieticio non c’entra, esso funzionava da capitalismo di stato nato per recuperare uil gap con l’occidente, un pò come l’iri italiana rispetto al piu avanzato capitalismo anglosassone, Proprio per questo e stato la prima parte del capitalismo afallire miseramente, come oggi capita alla metropoli

      del capitalismo che non funziona c’e daprendere atto, anzi ci imporra esso di prenderne atto anche ai recalcitranti, perche sempre piu peggiorera le nostre condizioni ed alla fine portera a guerre mondiali ( brucera esso stesso le illusioni che oggi molti ancora nutrono, tipo allearsi col capitale produttivo contro quello finanziario, che invece sono la stessa cosa)

      C’e da prenderne atto, anche se non si avesse una alternativa da proporre ( cosa che non è), cos’ come di un tumore inguaribile il medico curante deve accorgersi e diagnosticarlo, anche se non vi fossero ancora delle cure disponibili, se non si prende atto la intelligenza sociale associata non applichera mai lae soluzioni possibili e progressivamente migliorabili, come sempre nella storia

      . Le strutture produttive esistenti funzionano gia come un unico Trust mondiale, solo i rapporti privati di proprietà e l’esigenza del profitto si oppongono al loro uso socializzato di tipo nuovo In qualche caso ne ho parlato piu diffusamente, al mondo nonm mancano studi molto sviluppati, su questi temi, programmare a livello sociale complessivo, produzione con mutua gratuità ( come fosse linux rispetto a windows, per capirci anche se non si tratta propriamente di questo.

      Certo se passiamo il tempo ad btusiasmarci per i missili di putin stiamo freschi., l’altra possibilita alternativa e la distruzione della umanitò e forse avverra proprio questo, tanto tutti noi abbiamo incorporato nella nostra mente gli automatismi del processo capitalistico in cui viviamo, che non si riuscira a guardare puu in la del proprio naso fino a distruziobe avvenuta

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      • Anonimo

        “il capitalismo non va avanti nel progresso ma impone sfruttamento sempre maggiore e solo cosi si remunera facendo un uso fascista della tecnica, arriveremo allo schiavismo. dentro il capitalismo non vi e alternativa”

        il capitalismo regolato , quello di cui parlava anche Keynes, con provvedimenti anti ciclici, può prevedere, anche redditi di cittadinanza o simile L’anonimo anche se a volte un po’ sommario e apparetemente contraddittorio, perche non categorico, sono sempre io… a proposito di redistribuzione del reddito e reddito di cittadinanza, riposto, a livello di idea-opportubità:

        http://www.economiaepolitica.it/lavoro-e-diritti/diritti/pensioni-e-welfare/polanyi-hayek-e-le-aporie-del-reddito-di-cittadinanza/

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      • jorge

        il capitalismo regolato , quello di cui parlava anche Keynes, con provvedimenti anti ciclici, può prevedere, anche redditi di cittadinanza o simile L’anonimo anche se a volte un po’ sommario e apparetemente contraddittorio, perche non categorico, sono sempre io… a proposito di redistribuzione del reddito e reddito di cittadinanza, riposto, a livello di idea-opportubità:

        e col fatto che questo tipo di capitalismo keynesiano ad un certo punto abbia prodotto sempre meno profitti, quindi meno proventi tramite la tassazione, e quindi sia stato foriero dideficit pubblici sempre maggiori in tutto il mondo (mentre keynes prevedeva il rientro dal deficit spending tramite le tasse figllie della crescita economica) Daficit pubblici che hanno dando la stura alle politiche neoliberiste, come la mettiamo con queste faccende ?

        Certo si può sostenere che i deficit siano dovuti ailadri, agli sprechi. ad errori nella applicazione del keynesismo,ma queste cose tornano in circolo ed a livello mondiale, chi e che avrebbe rubato in italia 2230 miliardi di Euro ? In francia 1987 miliardi di euro? e gli errori del keynesisno perchè non tornano in circolo, eperchè adeficit ammontano piu volte maggiori del pil?

        E molto piu ragionevole pensare che i meccanismi profondi della accumulazione del capitale abbiano portato al fallimento storico e definitivo del keynesismo, per quantoquesto abbia avuto una certa efficacuia per un tempo limitato

        Puo essere, ma allora talvolta ti sdoppi proprio ( non ora), avete due avatar diversi

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      • Anonimo

        non sono sempre io l’unico anonimo che scrive in ogni post, ma in questo post almeno fino ad ora sono io, quello che lei definisce storico, e Le vorrei precisare anche patriottico-nazionalista, sostenitore del diritto al benessere-salute di masafuera, prima o più degli stranieri ( e con ciò non voglio dire che io odio gli stranieri!).

        Certo non sono io l’anonimo che sfotte il simplicissimuss.

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      • jorge

        non voglio riprendere una polemica gia consumata, ma i risparmi fatti a danno degli stranieri, non andrebbero nelle tasche di masufuera o di me bisognoso o di altri italiani, ma andrebbero nelle tasche del capitale, questo non li lascerebbe certo a noi. Esiste forse qualche tesoretto che negli ultimi decenniil capitale abbia lasciato a noi?

        come dire non volgio gli stranieri perche sono esercito di riserva, ma tanto e il capitale che va a delocalizzare da loro

        il punto non e l’ingiustizia del tuo ragionamento, e la sua inefficacia

        Ovvero. la strategia da te proposta non funziona e percio bisogna guardare oltre…

        comunque ho capito il tuo ragionamento, e mi fa piacere che non sfotti il Simplicissimu, che e person seria e raccoglie per noi tante informazionin difficilmente reperibili, e cià le palle perche non mette limiti ai nostri commenti spesso maleducati..

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      • Anonimo

        anch’io rispetto il simplicissimus per il suo impegno.

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      • Anonimo

        penso di aver contribuito con il miei commenti a chiarire, parzialmente alcuni problemi,più che altro, di “teoria giuridica” ed in parte economica… questo è stato il mio possibile impegno.

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      • Anonimo

        “ma queste cose tornano in circolo ed a livello mondiale, chi e che avrebbe rubato in italia 2230 miliardi di Euro ? In francia 1987 miliardi di euro? ”

        Non esiste più una banca centrale ( comepreivsto anche da Keynes…) prestatrice di ultima istanza, lo Stato deve chiedere prestiti ai privati che lucrano un interesse certamente superiore a quello di una banca central controllata dalla politica… il debito pubblico ?

        Si è innalzato notevolmente da quando lo Stato a pagato detti notevoli interessi a prestatori privati.

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