Non c’è nessuna giustificazione per le pulizie etniche e i massacri di civili, ma si tenta ugualmente di trovare il pretesto o nel migliore dei casi l’attenuante, per renderli in qualche modo digeribili ad opinioni pubbliche che spesso non vogliono vedere. Nel caso della striscia di Gaza – bombardata e straziata con un numero enorme di vittime che viene accuratamente nascosto – il tentativo di discolpa è costituito dall’attacco di Hamas del 7 ottobre dello scorso anno, ma ancor più da un non ben specificato terrorismo palestinese. Se però si vanno a vedere le cifre reali del resto pubblicate, sia pure in maniera volutamente confusa dal Ministero degli esteri israeliano, ci si accorge che Tel Aviv gioca sull’equivoco e che il “mostro” è assai meno pericoloso di quanto non si voglia far credere. Le cifre del ministero riportano tutti i sospetti attacchi terroristici palestinesi durante un periodo di 23 anni e quattro mesi (cioè dal 2000 al 26 aprile 2024) che sarebbero stati 672.

Dico sarebbero perché spesso accade che omicidi o ferimenti vengano attribuiti a un vago terrorismo palestinese, quando invece potrebbero benissimo essere fattacci di semplice cronaca nera. Ad ogni modo c’è chi è andato a fare le pulci alla documentazione israeliana, riordinandola e ha scoperto di questi 672 attacchi, 105 sono attribuiti ad Hamas, 58 alla Jihad islamica e 5 a Hezbollah. In altre parole, solo il 25% degli attacchi sono associati a uno specifico gruppo palestinese. Il restante 75% viene attribuito a colpevoli senza nome ed è evidente il tentativo di mettere nel calderone episodi che non c’entrano proprio nulla col terrorismo. Tuttavia, anche mettendo tutto insieme , in 23 anni e passa le vittime israeliane sono state 1455 . Sebbene il numero di vittime palestinesi in questo stesso periodo non sia determinabile con tanta precisione il bilancio è molto superiore tanto che il Defence for Children International Palestine parla di 2200 bambini uccisi nel periodo 2000 – 2017 e di altri 8500 incarcerati per reati gravissimi come il tiro di sassi che evidentemente spaventa a morte coloni e soldati dal cuor di leone. Per quanto riguarda gli adulti il bilancio si attesta sulle 7.065 persone.

Insomma come minimo gli israeliani hanno ucciso quasi cinque volte il numero dei palestinesi il che ovviamente giustifica rabbia e vendetta tanto più che questo avviene nel corso di una continua espansione di Israele e di espropri territoriali: negli ultimi 25 anni il numero degli insediamenti israeliani e dei coloni che li abitano è quadruplicato, passando dai 105.000 coloni nel 1992 agli oltre 413.000 nel 2017 nonostante gli insediamenti siano considerati illegali dal diritto internazionale e come tali condannati in numerose risoluzioni Onu. Considerare la reazione a tutto questo come terrorismo fa parte dell’ipocrisia occidentale, che osa persino parlare di regole quando intende rispettarne nemmeno una.

Tutto questo basta per comprendere in primo luogo chi sono i veri terroristi e in seconda istanza che il 7 ottobre dell’anno scorso abbiamo assistito ad una insurrezione non ad atti di terrorismo: del resto questo fenomeno è sempre invocato dall’Occidente complessivo ogni volta che si è trattato di invadere, rapinare, derubare e reprimere altri Paesi: coloro che resistono diventano automaticamente terroristi semplicemente perché non portano divise. È per così dire una concezione sartoriale del mondo che rappresenta a pieno il livello di intelligenza e di etica che ci è rimasto.