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Basta bufale del boldrinismo

boldrini-spara-contro-twitterMi piacerebbe guardare in faccia, una per una, le 14 mila macchie umane che hanno firmato l’appello bastabufale di madame Boldrini, teso a reintrodurre la censura del principe nell’informazione in nome di una verità di parte. Mi rendo conto che molte di quelle firme sono sollecitate con tracotanza di potere per evitare alla campagna una figuraccia ancora peggiore e probabilmente altre sono nomi di fantasia come quella di Sandro il Bufalaro , in realtà un redattore de il Giornale che si è divertito un po’ a sottoscrivere l’appello, vedendosi  ringraziare  per la firma che è “un atto di responsabilità”. Tuttavia sarebbe interessante ai fini antropologici toccare con mano la sociologia grottesca di questo gregge.

Ma non è tanto questo che mi interessa, quanto la constatazione che la Boldrini è un emblema quasi perfetto della sinistra da salotto, uno dei tanti personaggi fasulli su cui si è riversata la fiducia e talvolta l’ammirazione di ignari militanti. Ricca di famiglia, vicina al potere grazie alla parentela non con il partigiano Arrigo Boldrini, ma con Marcello Boldrini, uno  statistico di rilievo, divenuto in seguito uno dei fondatori della Dc e poi  braccio destro di Enrico Mattei, deus ex machina di rincalzo di tutta l’industria italiana in qualche modo legata al petrolio fino a diventare vicepresidente dell’Eni e capo di innumerevoli comitati, consigli di amministrazione e chi più ne ha più ne metta. Guarda caso la signora Laura diventa subito dopo la laurea (con tesi sul diritto di cronaca a sottolineare l’oscuro presente) giornalista professionista all’Agi di proprietà dell’Eni  e a ruota entra alla Rai dove dà il massimo nella redazione di Rai Cocco in cui gestisce le “spogliatelle” ossia ragazze seminude destinate a far concorrenza alle tv di Berlusconi. Caduta l’ultima mutanda della trasmissione, forte di un viaggio in sudamerica ai tempi dell’università, secondo la tradizione dei grand tour dei ricchi e delle nuove competenze acquisite in Rai, fa un balzo inatteso e entra nei meccanismi dell’Onu arrivando all’incarico di portavoce ( non responsabile si badi bene) dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite per il Sud Europa, un ruolo prima inesistente, ma ritagliato apposta per lei. Anche qui possiamo intravvedere l’ombra lunga di Marcello Boldrini che per molti anni curò il periodico di statistica della Società delle Nazioni divenuto dopo la guerra il bollettino di statistica delle Nazioni Unite.

Stipendio da favola per 23 anni in cambio di attività quasi inesistenti, per non dire di una vera e propria sinecura consistente in serate, incontri, qualche comunicato stampa, qualche rara missione, mentre pian piano dall’alto di questo invidiabile culo al caldo diventa un personaggio di rilievo della sinistra persino di quella chiamata radicale e arriva infine alla terza carica delle Repubblica, in tempo per rinnegare tutto ciò in cui aveva fatto finta di credere al tempo dell’ Alto commissariato: ora appoggia ogni guerra, strage, infamia neo coloniale. In aggiunta vorrebbe pure censurare il dibattito su queste schifezze in pergetto accordo con l’oligarchia mondiale. Ma la sua storia – fatte le proporzioni- è cosa abbastanza comune nella storia della sinistra, anzi nella complicata galassia del progressismo italiano post berlingueriano, troppo spesso guidato, dopo la crisi del sistema politico formatosi nel dopoguerra, da personaggi di famiglie benestanti, poco inclini a studiare, ancor meno ad impegnarsi seriamente, del tutto estranei a quella cosa che si chiama lavoro, dedicatisi alla politica per naturale istinto al potere e al protagonismo oltre che grazie alle spalle coperte, alla mancanza di quella necessità che è l’assillo dei più: di certo non si potevano trovare rappresentanti più improbabili del mondo del lavoro e dei ceti popolari, gente che alla fine si aggrappa ai topoi rituali come succedaneo degli ideali.

Nello spettacolo del Pd e della sua agonia, in queste lotte di potere nelle quali il pensiero della società e dei suoi problemi, il dramma dei poveri e degli impoveriti, la rabbia dei pensionati rapinati a tradimento le questioni basilari di economia politica nemmeno compaiono nell’ordine del giorno, c’è anche molto di tutto questo. C’è molto del boldrinismo e del vertiginoso distacco dal mondo reale di questo ceto venuto alla luce  con la scomparsa della Dc e dalla mutazione del Pci, alimentato dal berlusconsimo: non mi stupirei la che presidenta ci invitasse prima o poi a mangiare brioche, una frase che Maria Antonietta non ha mai pronunciato e che con tutta probabilità  è solo una brillante invenzione di Rousseau nelle Confessioni. Ecco vedete a cosa si può arrivare quando si vuole a tutti i costi denigrare il potere. Alle bufale.

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34 responses to “Basta bufale del boldrinismo

  • Massimo Lizzi

    Una donna intelligente ha milioni di nemici: tutti gli uomini stupidi.

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  • polrpk

    ero.. al clero.

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  • Giulio Mario Palenzona

    Massimo, grazie di aver firmato l’appello contro le PRESStitutes e i media MEANstream 🙂

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  • learco

    “Si potrebbe fare un elenco delle tante bufale che si sono trovate sul web in questi ultimi anni, ad esempio riguardo la Guerra in Siria quando le grandi testate nazionali ci raccontavano che era in corso una “rivolta dei ribelli democratici” contro Assad, una “primavera araba” scrivevano, omettendo che i rivoltosi erano mercenari della CIA sguinzagliati per attaccare le istituzioni governative e determinare il cambio di regime a Damasco. Una guerra per procura presentata alle opinioni pubbliche come una “rivolta per una svolta democratica”.

    Queste bufale non le sentiremo forse più da quando entrerà in azione la Commissione voluta dalla Boldrini? Questo il grande interrogativo.
    Potremmo essere indotti in modo spontaneo a farci solo una risata sulle “farneticazioni” della Boldrini, noto esponente della sinistra mondialista, se non fosse che, dietro di queste esiste una manovra molto seria e programmata dalle centrali del potere globaliste.
    La manovra, quella si molto seria ed inquietante, è quella che stanno mettendo a punto per imbavagliare il web”.

    http://www.controinformazione.info/newsletters/per-la-boldrini-prioritaria-la-lotta-contro-le-bufale-grave-problema-in-italia-e-nel-mondo/

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  • learco

    “La Guerra di Laura: Poteva mancare la Presidente Laura Boldrini, madrina honoris causa di qualsiasi iniziativa controversa dell’emisfero nord? Non poteva. E così alla Camera dei Deputati si è tenuto il famoso incontro sulle fake news già da tempo annunciato dalla Presidente e dalla stampa al seguito con grande fanfara: presenti giornalisti, debunkers, tuttologi assortiti. Unica, scontata, conclusione: Laura Boldrini, il politico italiano che più ha basato la propria notorietà sulla provocazione e sulla ricerca della reazione scomposta, una personalità di cui tutti ignorerebbero l’esistenza se non fosse per le sue dichiarazioni che paiono pensate apposta per provocare regolarmente uno strascico di polemiche online sui social, una che, in sostanza, dovrebbe ringraziare il cielo per ogni bufala che gira sul suo conto, ha ricevuto il serto del martirio dai meglio cacciafrottole de noartri. Fine del teatrino”.

    http://comedonchisciotte.org/crociata-anti-bufala-situazione-tragica-ma-non-seria/

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  • Anonimo

    se la Boldrini fosse una che apprezza l’arte, beh allora, per alleggerire il dibattito, Le si potrebbe dedicare un pezzo storico della musica rock:

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  • learco

    “C’è lo speculatore George Soros tra i ricchissimi finanziatori del nuovo sistema “anti-bufale” annunciato giovedì scorso da Facebook”.

    http://www.occhidellaguerra.it/soros-bufale-facebook/

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  • learco

    INCONTRO – DIBATTITO “REGOLAMENTAZIONE DELL’ONLINE – NO A PROPOSTE LIBERTICIDE” NELLA SALA ISMA DEL SENATO (PIAZZA CAPRANICA) IL GIORNO GIOVEDI 2 MARZO DALLE ORE 11:00

    http://www.luigiboschi.it/content/incontro-dibattito-regolamentazione-dellonline-no-proposte-liberticide-nella-sala-isma-del

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  • Massimo Lizzi

    Laura Boldrini è in politica dal 2013, eletta nelle liste di SEL, ha assunto un’incarico istituzionale, non ha responsabilità di governo. Ciò nonostante, in alcuni momenti, è stata avversata più del presidente del consiglio, da una opposizione che non distingue il governo dal parlamento.

    Finora, nei confronti di Laura Boldrini ho visto e sentito manifestazioni di antipatia (come nell’articolo qui sopra), di odio (come in molti insulti violenti), ma una critica sensata, ragionata, intelligente, non ho ancora avuto occasione di leggerla.

    Non credo alla narrativa che contrappone l’elite civile e politicamente corretta al popolo cafone, ignorante, che si esprime come sa. Il sessismo e il razzismo orientati contro Laura Boldrini colpiscono molte persone comuni. La matrice violenta è la stessa, non sta nel popolo, sta nella cultura politica della destra fascistoide, che lambisce anche frange della sinistra.

    Laura Boldrini è una donna che mette in difficoltà molti uomini. Anche qualche donna, perché la misoginia può essere pure femminile. Certo, è improbabile possa trovare stima e consenso tra i difensori dello stupratore Strauss-Khan.

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    • Anonimo

      parafrasando quanto da Lei scritto ( e soprattutto in itaGlia…):

      perché la misandria può essere pure maschile.

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    • Anonimo

      “Certo, è improbabile possa trovare stima e consenso tra i difensori dello stupratore Strauss-Khan.”

      è pur vero che scambiando Strauss Kahn ( di orientamento inizialmente Keynesiano e di contrasto ai potentati finanziari mondiali….) con Christine La Garde di orientamento turbo liberista ( magari pure femminista e misandrico…),”il mondo ci ha guadagnato parecchio”.

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      • Massimo Lizzi

        In tal caso, proponiamo l’attenuante keynesiana nelle leggi sulla violenza sessuale.

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      • Anonimo

        in tal caso proporremmo Lei ( dalle tendenze perlomeno femministe anche in modo pregiudiziale…) come giudice di ciò che è successo a Strauss Kahn anni fa al di là dell’atlantico in “terra turbo capitalista” americana.

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      • Anonimo

        per ogni aspirante giudice aprioristicamente inquisitorio ( magari perche un po’ femminista o misandrico…) verso Strauss Kahn ( da Wikipedia…):

        “Il primo scandalo a sfondo sessuale: l’affaire Piroska Nagy[modifica | modifica wikitesto]
        Il 18 ottobre 2008 il Wall Street Journal rivelò che un’inchiesta interna era stata aperta per accertare se DSK avesse dato prova di favoritismi all’interno dell’organizzazione a favore della sua amante Piroska Nagy, da lungo tempo responsabile del dipartimento FMI che si occupa dei problemi finanziari dell’Africa[6]. Quest’ultima lo accusò di abuso della sua posizione[7]. Dominique Strauss-Kahn presentò pubblicamente le sue scuse alla moglie Anne Sinclair, così come al personale del Fondo monetario internazionale per aver commesso un erreur de jugement (errore di valutazione) nell’aver avuto una relazione con una sua subordinata[8] ed il 25 ottobre fu discolpato dalla commissione d’inchiesta del Fondo, ove però il decano del Consiglio di Amministrazione del Fondo sottolineò che egli aveva commesso atti «regrettables et reflétant une grave erreur de jugement (incresciosi e rivelatori di un grave errore di valutazione)[9]» (Il 6 maggio 2011, a seguito dell’ affaire Piroska Nagy, la molestia [a fini sessuali, n.d.r. ] è divenuta motivo di licenziamento nel Fondo monetario internazionale[10].)

        Il secondo scandalo a sfondo sessuale: l’arresto negli USA[modifica | modifica wikitesto]
        Il 14 maggio 2011 Dominique Strauss-Kahn è stato arrestato a New York con l’accusa di tentata violenza sessuale ai danni della cameriera di un hotel di Times Square ove DSK era alloggiato[11]. La notizia ha destato molto scalpore in Francia[12] in quanto Strauss-Kahn era ritenuto uno dei possibili candidati “di prestigio” del Partito Socialista Francese alle elezioni presidenziali del 2012[13]. Quattro giorni dopo l’arresto, ha rassegnato le sue dimissioni dalla carica di direttore del FMI[2]: a sostituirlo, l’ex ministro dell’economia francese Christine Lagarde. Dopo 6 giorni di detenzione nel carcere di massima sicurezza di Rikers Island, previo pagamento di una cauzione di 6 milioni di dollari, all’economista sono stati concessi gli arresti domiciliari.

        Il 1º luglio il New York Times ha annunciato una svolta nell’indagine. Gli investigatori avrebbero difatti rilevato pesanti incongruenze nel racconto dell’accusatrice[14], nonché eventi specifici che hanno minato seriamente la sua credibilità[15]. Secondo il procuratore, la donna avrebbe deliberatamente mentito davanti al Gran Giurì. Per questo, a Strauss-Kahn sono stati revocati i domiciliari e la cauzione milionaria restituita[16]. Il 23 agosto 2011, la procura di New York ha definitivamente archiviato le accuse nei suoi confronti[17]. Tuttavia l’accusatrice ha intentato, per questo episodio, una causa civile contro l’ex direttore del FMI.

        A fine 2012 Dominique Strauss Kahn ha chiuso anche la vertenza civile con la cameriera dell’hotel che lo aveva accusato, versandole un indennizzo concordato davanti al giudice a New York[18].

        Il terzo scandalo a sfondo sessuale: l’accusa del “giro” di prostituzione al Hotel Carlton di Lille[modifica | modifica wikitesto]
        Nel 2015 depone in giudizio relativamente ad accuse mosse a lui, unitamente ad altri imputati, relativi allo sfruttamento della prostituzione di una serie di ragazze coinvolte in orge alle quali lo stesso Strauss-Kahn aveva, a volte, partecipato. La posizione difensiva dello Strauss-Kahn è stata quella di ammettere la partecipazione ai festini, negando però di aver sfruttato, né tanto meno di essere stato a conoscenza dello sfruttamento economico della partecipazione delle ragazze. A febbraio, la Procura di Lille ha chiesto il proscioglimento di Strauss Khan poiché i legali di due persone costituitesi parti civili hanno sostenuto di difettare di elementi per proseguire l’azione[19]. Il 12 giugno dello stesso anno la Corte di Lille lo ha prosciolto dalle accuse di sfruttamento aggravato della prostituzione; le associazioni parti civili hanno dichiarato che non interporranno appello.[20] A processo con altri 10 imputati, rischiava fino a dieci anni di carcere e un milione e mezzo di euro di multa.”

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    • Anonimo

      ecco un noto intervento in cui l’abile politica (nte?) Boldrini sembra quasi preconizzare la sua personale visione del futuro benessere per i cittadini e per i suoi connazionali ( non di “pari grado”, come ci fa capire sopra ilsimplicissimuss) italiani… che dire… mirabile capacità di impegnarsi per il ( e “produrre”-realizzare) benessere degli italiani, che, in fin dei conti gli mantengono il lauto “stipendio”:

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    • Anonimo

      “Laura Boldrini è in politica dal 2013 – ( CON LEGGE ELETTORALE “PORCATA”, COME IL RESTO DEL PARLAMENTO…) – eletta nelle liste di SEL, ha assunto un’incarico istituzionale, non ha responsabilità di governo.”

      La Boldrini è presidente della camera di un parlamento sostanzialmente illegittimo, ma NON ha mai sentito il dovere di dimettersi ( di mollare la poltrona in termini che il politicante di turno definirebbe populistici…ma più chiari), che ha approvato delle leggi nefaste per i diritti dei lavoratori, ad esempio.

      Come presidente della camera coordina i funzionamento ( o “disfunzionamento”…) della stessa… HA PESO POLITICO, fosse pure in un parlamento in buona sostanza illegittimo…

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  • Anonimo

    “Il problema è l’uso sistematico, organizzato, incentivato della menzogna, dell’insulto, del dileggio a scopo denigratorio.”

    Io penso che , fosse anche per motivi storico-culturali , il problema sia la sostanziale meschinità della classe dominante italiana ( quella che ha portato l’Italia in queste tragiche e “bugiarde” oltre che ingiuriose condizioni), e sta baggianata delle post verità, non nasconda altro che la volontà di censura del sacrosanto dissenso e dell’opposizione, ormai, quasi solo popolare.

    Chi vivrà vedrà…

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  • Anonimo

    “Ringrazio Laura Boldrini per averlo fatto, per la battaglia che conduce, e sono molto solidale con lei.”

    Io, da anonimo, penso che i problemi della Nazione italiana derivino perlopiù da una classe dominante, in gran parte, “di indole schettina”, e pare che la Boldrini voglia nascondere questa tristissima e dannosa realtà al ( e a discapito del ) popolo italiano, abolendo il diritto di critica .

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  • Massimo Lizzi

    Io ho firmato ed ho anche diffuso l’appello antibufale. La mia faccia si può vedere nell’avatar.
    Riguardo il tuo post, penso che ciascuno abbia diritto ad avere le sue idiosincrasie, i suoi pregiudizi, i suoi fantasmi, i suoi “sentito dire”, le sue amenità e a metterle per iscritto. Questo non è un problema.
    Il problema è l’uso sistematico, organizzato, incentivato della menzogna, dell’insulto, del dileggio a scopo denigratorio. Questo è un problema.
    Quale sia la soluzione non lo so. Ma il problema esiste ed è giusto porlo.
    Ringrazio Laura Boldrini per averlo fatto, per la battaglia che conduce, e sono molto solidale con lei.

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