L’intollerabile strumentalizzazione delle Olimpiadi da parte occidentale, ha una lunga e sciagurata tradizione che rappresenta l’esatto contrario dello spirito olimpico e lo tradisce clamorosamente. Tuttavia anche questo strumento sta per sfuggire di mano a chi lo agita indegnamente perché gli esclusi, colpevoli di non aver ceduto a Washington,  adesso non subiscono più, ma reagiscono e si organizzano diversamente. Se a Parigi gli atleti russi e bielorussi dovrebbero partecipare senza bandiere secondo il Cio che è evidentemente fratello della Cia, visto che si fa dettare gli ordini del giorno, i reprobi e coloro che sanno di essere comunque nel mirino, non vogliono più essere vittime di diktat.

I Brics hanno infatti deciso di creare dei giochi alternatici la cui prima edizione si svolgerà a Kazan, città russa dotata di molte attrezzature sportive e spesso al centro di manifestazioni di questo tipo, dal 12 al 23 giugno. Quasi 5 mila atleti (4.817 per la precisione) provenienti da 100 Paesi hanno chiesto di partecipare alle gare, il che per un esordio, tra l’altro a ridosso delle olimpiadi diciamo così, ufficiali, è un successo. Si tratta comunque di un vagito, ma è abbastanza evidente  che stiamo assistendo all’inizio della fine, allo scioglimento del Movimento Olimpico Internazionale, ormai completamente corrotto e in decomposizione anche perché il professionismo sportivo, inventato in Usa, ha completamente snaturato questa manifestazione, ha fatto carne di porco dei suoi ideali e ha costruito un trionfale viale d’ingresso al doping che è ormai d’obbligo. A questo proposito e in contrasto con l’assurda mercificazione occidentale, va detto che i 160 mila posti disponibili a Kazan per la maggior parte vengono venduti a prezzi meramente simbolici, 100 rubli, 

E’ comunque interessante che i Brics allargati vogliano porsi come polo alternativo anche in settori apparentemente distanti da quelli propri della geopolitica, creando una vera e propria alternativa globale in tutti i campi. Insomma non costituiscono più una specie di “Washington dissensus”, ma proprio un nuovo mondo che si propone con nuovi valori, nuove prospettive persino nello sport. Del resto i Brics allargati raccolgono una notevole parte dell’ecumene umano, ben più che l’occidente con i suoi “atleti” chimicamente modificati al punto che i record dovrebbero essere attribuiti alle equipe mediche piuttosto che agli atleti. Dunque vogliono proporsi come modello alternativo rispetto a quello dominante anche nel campo sportivo che certamente colpisce di più la fantasia collettiva della gente. I giochi di Kazan saranno visti in tutto il mondo tranne che nel ristretto occidente dove la gente continua a vivere come in un Truman Show, senza che sappia né del mondo esterno, né della regia.