Sondaggi sbagliati? Colpa degli elettori

donald-trump-sondaggi-sbagliati-elezioni-2016-usa-5-1030x437Circa 8 settimane fa sette americani su dieci dichiaravano che non volevano Trump come presidente e solo il 43% pensava che fosse adatto alla Casa Bianca. Ma anche a un solo giorno di distanza dal voto i vari sondaggi attribuivano alla Clinton una probabilità di vittoria che andava dal 72% cento nel caso più pessimista, all’ 84% del New York Times, al 98% nel caso dell’Huffington Post (Usa ovviamente) e addirittura al 99% per i sondaggisti dell’università di Princeton . E’ del tutto evidente che qualcosa non ha funzionato e oggi un quotidiano americano redatto per chissà quale residuale vezzo localistico in italiano, ovvero la Stampa, ci spiega chi ha sbagliato e perché: non i sondaggisti ovviamente, non i media mainstream, ma pensate un po’ la gente. Si sono proprio gli elettori i colpevoli, quelli  che si vergognavano di votare Trump  e dicevano di votare Clinton, secondo una sorta di sindrome Berlusconi. La vergogna secondo i sedicenti esperti nascerebbe dal fatto che le persone del campione, in cerca di “desiderabilità sociale” non volevano confessare di  sostenere il miliardario proprio perché esso era orribilmente rappresentato e attaccato dai media. Un fenomeno  però molto attenuato in rete rispetto al telefono, anche se pure nelle rilevazioni on line Trump sembrava molto indietro.

Naturalmente si tratta in gran parte di balle per nascondere il fatto che i sondaggi da rendere pubblici sono sempre ritagliati secondo i desiderata dell’acquirente e costituiscono un mezzo di manipolazione dell’opinione pubblica fingendo di volerne essere gli oggettivi analizzatori. Proprio per questo è vitale per l’informazione mainstream che di certo non vuole fare a meno di quest’arma, ripristinarne fin da subito la credibilità dopo l’incidente Trump seguito a quello Brexit, allontanando qualsiasi sospetto sul funzionamento o sugli scopi del sistema sondaggistico  e attribuendo le colpe all’incolpevole elettore che mente per paura di esse socialmente discriminato. Ma a ben vedere alla fine la verità diventa inevitabile perché da questa spiegazione nascono altre domande: a che servono i sondaggi pubblicati sui media se questi sono condizionati da ciò che i media stessi propalano e vengono poi usati per confermare quello che il quotidiano o il canale suggeriscono o per condurre un gioco a scacchi con la realtà? Il sistema entra in un circolo vizioso e diventa più che inutile, un arma impropria, una pistola nascosta per estorcere posizioni e giudizi con l’alibi della scienza o quanto meno dell’oggettività.

Nel caso specifico i sondaggi negativi sono stati per così dire la spina dorsale della campagna elettorale, visto che di Trump si sono conosciute solo le frasi maledette, ma quasi per niente i programmi.  E’ lecito chiedersi perché i sondaggi della Rasmussen e dell’ Investor’s Business Daily, hanno invece azzeccato il risultato e fin da agosto hanno dato Trump vincente. Forse che per loro non valevano gli effetti distorsivi che invece hanno colpito decine di altre società di indagine comprese le più celebri? E perché non si è ricorsi più alle rilevazioni in rete se le si considerava più attendibili e meno affette da problemi di base? Forse bisogna trovare una spiegazione migliore delle pavide scuse delle società di sondaggio che il Marchionne Daily press fa naturalmente proprie.

La verità è che nel mondo contemporaneo i sondaggi sono parte del gioco esattamente come accade per le famigerate agenzie di rating e contano molto più dei programmi veri o fasulli che i leader e le forze politiche presentano ormai in modo totalmente rituale. Contano intendo dire anche come ritorno economico per le agenzie che se volessero svolgere bene il loro lavoro dovrebbero spendere molto di più per dotarsi di campioni recenti e non basati su dati statistici di anni prima, molto più vasti dei classici mille quando va bene, peraltro felicemente scambiati fra le varie società, trovare sistemi di indagine più raffinati della telefonata e soprattutto rendere conto delle non risposte che spesso alterano irrimediabilmente il risultato, anche se è proprio su questa area che si interviene per far felice il committente. Questo per non dire che le società stesse, i loro capi e proprietari sono schierati, talvolta anche in maniera dichiarata. A questo punto vista la poca trasparenza e la constatazione ad excusandum che anche gli elettori mentono, bisognerebbe vietare del tutto i sondaggi pubblici: alla fine sono un’arma elettorale aggiuntiva e subdola, brandita da chi ha più potere e soldi. Un altro attentato alla democrazia

 

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10 responses to “Sondaggi sbagliati? Colpa degli elettori

  • jorge

    @ Casiraghi In effetti tu fai emergere un problema della massima importanza.

    Alla fine della prima guerra mondiale, la Russia aveva una struttura sociale per molti aspetti ancora feudale. Quello che viene definito comunismo, il sistema sociale vigente nel blocco sovietico, ha avuto una funzione storica precisa : realizzare quella che propriamente si può definire come Modernizzazione di Recupero

    Nei fatti in Russia si mise in moto un Capitalismo di Stato, in pochi decenni fu sviluppato lo stesso percorso che in occidente avvenne attraverso alcuni secoli.
    Per dare una idea avvennero in Russia una serie di processi che, ad esempio in Inghilterra, erano iniziati addirittura nel 1600 (pay enclosures)

    Si può ritenere che anche la congerie sociale del Giappone abbia avuto una sua Modernizzazione di Recupero, e che anche il fascismo italiano e quello tedesco mostrino qualche aspetto simile.

    I crimini di cui parli anche tu, e che a ragione si attribuiscono al capitalismo di stato sovietico, carestie in Ucraina e non solo, spostamenti forzosi dalla campagna alla città, ebbene tali crimini sono gli stessi che a scala maggiore e lungo alcuni secoli si sono avuti in occidente per arrivare alla società pienamente capitalistica

    Si tratta, nel caso dell’occidente come della Russia Sovietica, di crimini da ascrivere al capitalismo ed alla Espropriazione Originaria da cui solo esso capitalismo si può sviluppare
    ——————————

    Il marxismo, con quanto successo in Russia, non c’entra un fico secco, se non nel senso che esso aveva lucidamente analizzato il processo di formazione del capitalismo, e tale analisi storica fu usata come indicazione operativa per realizzare ad oriente quanto si era avuto attraverso molti secoli in occidente

    La realtà storica della Russia sovietica è questa, e la discussione non può essere sul comunismo (forse plausibile nella più avanzata Germania).

    Muovendo dalla realtà storica, dobbiamo chiederci se la Modernizzazione di Recupero che si è avuta col Capitalismo di Stato sovietico, sia stata cosa positiva o da condannare
    I costi umani per arrivare al capitalismo sono stati simili ma a scala infinitamente maggiore in occidente, ma non è questo l’oggetto della mia risposta
    ——————————–

    Quanto alla dialettica, è cosa ardua da definire, e non basterebbero litri di inchiostro, ti faccio incidentalmente osservare che il post tuo a cui rispondo, nel parlare di capitalismo e comunismo, sviluppa un ragionamento che propriamente non può essere definito altro che dialettico !!

    Comunque, la dialettica non è uno schema razionale astratto come tu dici, nè porta a giudicare alcunchè stando seduti a tavolino, questo lo fa il positivismo che non a caso è l’ideologia del capitalismo.

    La dialettica cerca di individuare il processo della realtà, per questo sarà sempre più aperta e libertaria di altri approcci , non può che negare anche le sue stesse eventuali ossificazioni ( la hegeliana immane potenza del negativo)

    Comunque cerca di non essere schematico o autoreferenziale nell’attribuire identità politiche o culturali o dialettiche ai tuoi interlocutori, rischi di intruppare e di intrupparti negli schemi che il potere costruisce con tanto dispendio di soldi e di Think-Tank

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  • diderot39

    Ovviamente ci sono mille cause per ogni effetto. Asserire di conoscere la causa principale dell’effetto squalifica ogni pretendente monopolista della verita’. In tale spirito, andrebbe tuttavia considerato il proverbiale elefante nella stanza. Come ben noto, le leve e i comandi del potere, compresi media, accademia e spettacolo, sono in salda mano dei talmudisti. Non e’ fortuito che Princeton, roccaforte del talmudismo accademico, avesse dato Clinton vincente al 99%.
    L’elezione della Clinton doveva rappresentare la gloriosa trasformazione finale dell’America nello stato annesso da Israele (e da tutto quello che rappresenta). E’ quindi semplice trarre congruenti conclusioni dagli altri sondaggi, pro-Clinton.
    Basta leggere l’articolo di fondo del quotidiano israeliano Haaretz, “Trump’s Win, the Greatest Victory for anti-Semitism in America Since 1941” (http://www.haaretz.com/world-news/u-s-election-2016/1.752064).
    L’articolista e’ pessimista. Trump ha gia’ invitato il PM israeliano a Washington, e sara’ magari costretto anche lui a mettersi la kippa. Quindi non c’e’ da aspettarsi un gran cambiamento a proposito, a parte, se si vuole, un allontanamento di WW3.
    Tra gli atti d’accusa (di Haaretz), un’immagine di Clinton con la scritta “Most corrupt candidate ever” inserita in una stella rossa con il contorno che ricorda il simbolo di Israele.
    E anche un altro manifesto dove si legge “Il gruppo di potere (establishment) ha speso trilioni di dollari in queste elezioni. Coloro in controllo delle leve del potere a Washington e nel mondo, sono alleati con questi personaggi che non hanno il vostro benessere come obiettivo.” I personaggi rappresentati sono il miliardario George Soros, la direttrice della Federal Reserve Janet Yellen, il patron di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, tutti ebrei.
    Va detto, peraltro, che l’Internet ha contribuito molto ad esporre quello che e’ tenuto gelosamente nascosto, la persecuzione e l’apparato radicale di censura in atto in tutto il paese per scoprire, condannare e terminare la carriera di chi, anche minimamente, mette in dubbio i dogmi politico-sociali talmudisti.
    Inviterei i lettori a vedere, tra i video messi in rete da David Irving, il seguente – lungo ma illuminante.

    David Irving non e’ per nulla un negazionista, ma si puo’ considerare un deviazionista rispetto ai dogmi imposti dal talmudismo. E’ il tipico gentleman inglese che confida nell’obiettivita’ invece che nella pompa.
    Il suo metodo storico e’ impeccabile, grazie a una piu’ che certosina analisi dei documenti, con amplissimi riferimenti e citazioni per quelli che vogliono controllare le fonti.
    Il suo libro “Churchill’s War” e’ a mio avviso illuminante – specialmente dopo aver letto al completo la storia della WW2, scritta da Churchill medesimo.
    Tra cent’anni e’ probabile che le storie scritte dai “professoroni” non le leggera’ piu’ nessuno, ma i libri di Irving saranno usati e citati da tutti. I talmudisti sono riusciti a metterlo in prigione in Austria per un anno e piu’ e anche altrove. E cio’ nonostante i suoi libri siano stati best sellers – importante e illuminante, per esempio, “La distruzione di Dresden” – bombardamento alleato a un mese dalla fine della guerra, che fece 135 mila vittime, quasi il doppio di Hiroshima.
    Visto l’ostracismo degli editori, intimiditi dalle minacce e dal potere incontrastato dei talmudisti, e’ al momento costretto a stampare i suoi libri e a venderli dalla sua casa in Scozia.
    Ste cose non si sanno, ma credo sia importante saperle, per formarsi un’idea bilanciata del corrente momento storico.

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    • jorge

      In premessa, Israele è uno stato dell’apartheid, i suoi cittadini di origine araba non possono comprare la terra, nè spostarsi liberamente

      Inoltre è uno stato colonialista, secondo l’Onu occupa illegittimamen molteplici territori.

      Essendo in un territorio ostile, Israele può sopravvivere solo come cane da guardia degli americani in una regione importante per le materie prime.

      In quanto svolge tale ruolo in maniera fidata, si può consentire le prepotenze di cui sopra, e più di altri stati può fare azione di lobby presso la superpotenza a stelle e strisce.

      Detto questo, dovresti far capire meglio quale vantaggio trae Israele dal fatto che la Yellen, Bankfield ed altri finanzieri siano di origine ebraica.
      Perchè se tale vantaggio non ci fosse, allora sarebbe insensato il tuo scandalo per l’origine ebraica dei soggetti in causa

      Prese di per se stesse, le attività finanziarie possono essere giudicate come si preferisce, ma una loro plausibile nefandezza estrema, nulla avrebbe a che vedere con l’origine ebraica di alcuni suoi protagonisti
      Sarebbe uguale che questi fossero spregiudicati affaristi di qualunque altra etnia o nazione
      A meno che, appunto, tu non riesca ad indicare dei vantaggi specifici che tornano ad Israele per l’origine ebraica dei già citati soggetti .

      ———————–
      Tu parli di talmudisti, evidentemente ti riferisci al fatto che in questo scritto ( molteplice e non omogeneo), ci sono dei passaggi che espongono una pretesa degli ebrei ad imporsi su altri popoli

      Immagino tu sappia che a differenza della torah, il talmud è stato scritto dopo il massacro degli ebrei e la diaspora, quindi da gente sconfitta, che in questa raccolta dei suoi usi fantasticava di una sua superiorità rispetto a popoli estremamente più potenti

      Molti popoli hanno scritti importanti che parlano di una propria superiorità rispetto agli altri, per quanto riguarda gli inglesi una letteratura simile è stata prodotta per tutto l’ottocento su scala industriale, ed era pure diffusa a livello di massa

      Basti citare “Il fardello dell’uomo bianco” che vede nell’inglese quello che suo malgrado deve dominare gli altri popoli per salvarli dalla loro incapacità ad autogovernarsi in maniera civile

      Eppure, non credo che tu saresti disposto a parlare di “fardellisti” ed ad enumerare gli inglesi in ruoli importanti per attribuire ad un loro complotto tutti i mali presenti nel mondo

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  • learco

    Durante le primarie i sondaggi davano per certa una vittoria di Trump contro Hillary Clinton, mentre in un eventuale scontro con Sanders la sconfitta del miliardario era altrettanto certa.
    Quelli sono stati probabilmente gli ultimi sondaggi seri, sostituiti in seguito da pure invenzioni, create ad hoc per favorire la candidata delle elite finanziarie.
    La condizione di sottomissione ai voleri dei poteri forti, da parte dei grandi media americani, nelle elezioni del 2016, resterà nella storia.
    La patria dello scandalo Watergate scoperto dai cronisti del Washington Post ha mostrato un mondo giornalistico dominato dal pensiero unico dei centri finanziari, con grandi firme ridotte al rango di scribacchini del potere, senza un briciolo di dignità.
    Ci saranno mea culpa e auto da fè, con teste di intellettuali cosparse di cenere, ma non facciamoci illusioni: tutti sanno che le poche famiglie di miliardari in dollari che controllano tutto si calmeranno per un poco, ma prima o poi ripartiranno per realizzare il loro progetto di globalizzazione forzata e gli “intellettuali organici”, oggi sprofondati nel ridicolo, torneranno buoni per confondere e ingannare il popolo.

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  • Roberto Casiraghi

    C’è un altro motivo per cui i sondaggi falliscono: che le elezioni potrebbero essere taroccate e si vuole far vincere qualcuno in particolare a prescindere dai risultati reali del voto. In effetti non è un’ipotesi così peregrina perché non si può essere sicuri a priori che il sistema che tarocca tutto, sondaggi compresi, rinunci per un soprassalto di virtù a non taroccare proprio i risultati elettorali, cosa che, alla fine, è molto più efficace che non taroccare sondaggi o notizie dei media. Il fatto che non potremo mai avere prove concrete di eventuali taroccamenti elettorali non è un motivo logico per escludere questa possibilità. Tecnicamente, tutto è fattibile, soprattutto quando si può contare su media mondiali così inginocchiati da ricavare dalla famosa telefonata della Nuland solo il “fuck you” all’Europa e non invece la rivelazione plateale del coinvolgimento americano nel colpo di stato ucraino che di lì a poco si sarebbe verificato.
    Io, per esempio, avevo previsto la vittoria della Clinton sulla base del fatto che avrebbe avuto dalla sua il voto nero, il voto ispanoamericano e il voto delle donne, una tripletta che mi sembrava insuperabile. Devo però dire che già a luglio avevo letto la previsione di Edward Luttwak che aveva indicato in Trump il sicuro vincitore. E Luttwak qualche conoscenza in più di noi ce l’ha sicuramente, non solo del suo paese, ma anche di ciò che si agita nei meandri del sottopaese.
    Io però sono rimasto dalla parte della logica e, lo ammetto, ho “perso”. Ma tutte queste votazioni sorprendenti non mi fanno gridare all’entusiasmo e dire “che la gente finalmente reagisce”. La gente dorme come prima e più di prima e non si accorge che continuano a sfilarle la sedia di sotto al sedere. Si pensi al referendum sul Brexit dove venne sacrificata perfino la vita di una nuova promessa del partito conservatore pur di far vincere il no (del suo assassino non si è saputo più nulla, come al solito). Eppure vinse il sì. Dopo questa sorpresa, la sorpresa dell’uscita di scena di Cameron, leader straordinariamente quanto ingiustamente popolare e che aveva condotto i suoi a una doppia vittoria elettorale. Non vi era alcun motivo di sostituirlo con la Right Honourable Theresa May il 5 luglio scorso, anche se devo ammettere che è un po’ il pendant di Cameron come aspetto rassicurante e rasserenante, doti importanti negli attori politici di oggi.
    Come si dice di un film che è avvincente perché è pieno di twists and turns (sorprese), anche la politica ha imparato dai film e ora si dà in pasto al pubblico una sorpresa dietro l’altra perché alla fine questo accontenta tutti: la stampa che potrà enfatizzare l’enfatizzabile e vendere di più, il grande pubblico che si emozionerà convincendosi di vivere in un momento davvero storico e gli irriducibili della speranza che da ogni capovolgimento di fronte politico si augurano sempre qualcosa di positivo perché anch’essi, senza saperlo, condividono pienamente uno dei dogmi del capitalismo che è “cambiare sempre” o, per stare più vicino a noi, “chi si ferma è perduto”. Del resto che cos’è la dialettica di marxiana e hegeliana memoria se non la seconda filosofia inventata dal Capitale, dopo il capitalismo, per distruggere per sempre le tradizioni, le lingue e le culture dei popoli all’insegna di un movimentismo perpetuo onnitravolgente?
    PS La “profezia” di Luttwak su Trump si trova qui:
    http://www.affaritaliani.it/esteri/presidenziali-usa-trump-battera-la-clinton-parola-di-edward-luttwak-433283.html

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    • Roberto Casiraghi

      Non c’entra niente e me ne scuso ma in tema di marxismo e capitalismo affratellati dal concetto di cambiamento continuo non posso proprio fare a meno di informare di un “esperimento umano” di cambiamento integrale che sta andando in onda in India in questi giorni e che potrebbe rappresentare il pilot di un serial che prima o poi arriverà anche in Italia.
      Il premier Modi ha deciso da un giorno all’indomani di azzerare il valore delle due banconote di maggior valore, quella da 500 rupie (pari a circa 7 euro!) e quella da 1000 rupie (pari a circa 14 euro!) che dall’altro ieri non sono più legal tender e dunque non possono più circolare. La chiamano “demonetization” e l’hanno fatta con la scusa di combattere l’evasione fiscale e il denaro in nero ma con il vero obiettivo di obbligare ogni cittadino ad avere un conto bancario, e quindi controllabile, per arrivare poi al traguardo della cashless society, obiettivo del capitalismo totalitario in questo frangente storico.
      Il piccolo problema è che l’India è un paese di oltre un miliardo di abitanti dove ancora oggi centinaia di milioni di persone vivono in zone non servite dall’energia elettrica, fanno i loro bisogni nei campi e sono analfabete. Nel frattempo il paese è nel caos più completo. Marxisti e non marxisti di questo sito sono cordialmente invitati a prendere atto delle sofferenze inflitte alla popolazione indiana aam admi (ossia l’uomo normale, l’uomo della strada) o, magari, a vedere in anteprima cosa significa per una società azzerare violentemente il valore del denaro, che tipo di problemi pratici e sconvolgimenti comporta, come reagisce la gente ai più vari livelli. Se si sa l’inglese non sarà un problema seguire questa vicenda in diretta sul sito del Times of India http://timesofindia.indiatimes.com/defaultinterstitial.cms (ovviamente si tratta di un giornale di regime, per cui consiglio di leggere anche e soprattutto i commenti dei lettori)

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    • jorge

      @ Casiraghi

      La dialettica come movimento continuo omnitravolgente….non è proprio così…..

      La dialettica non travolge ma supera , ovvero conserva il vecchio in un orizzonte qualitativamente nuovo

      E’ Il famoso aufhebung……
      ———————-
      Il capitalismo ha inventato la dialettica….

      il capitalismo impedisce che l’aumento della quantità (la forza produttiva), possa produrre una qualità nuova (l’uso della potenza produttiva per i bisogni )

      Proprio per questo il capitalismo ha inventato il positivismo, che per statuto rimane sempre nello stesso orizzonte logico-formale….ossia il contrario dei passaggi quantità /qualità propri della dialettica

      Non bisogna confondere il movimento distruttivo e tautologico del capitalismo (la valorizzazione del valore, ci rientra il caso indiano)…..

      Non bisogna confondere tale movimento con il movimento dialettico hegeliano marxiano o di qualunque tipo……

      Il movimento dialettico pone il passato in un orizzonte qualitativamente nuovo e con ciò lo conserva….non lo omnitravolge…
      ————————

      I sondaggi davano Grillo assolutamente vincente, ed invece vinse il PD.

      Di conseguenza, molti elettori propensi al voto di protesta stettero a casa, quelli del Pd si spaventarono e si mobilitarono portando il Pd a livelli molto alti

      Sono strategie studiate a tavolino… la Clinton era data vincente ma di poco… forse volevano incitare i più pigri ad andare a votarla per mettere in sicurezza le sua vittoria… ed hanno fatto una figuraccia

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      • Roberto Casiraghi

        @ jorge

        Nella valutazione delle ideologie o filosofie che dir si voglia non si può parlare di dimostrazione a tavolino, di convincimenti basati sulla logica e sulla razionalità. Sono sistemi di valori e di concetti che o si condividono oppure no. I valori si vivono, si acquiscono, si perdono ma non si dimostrano. Va tuttavia fatta, principalmente per una ragione pratica, una distinzione tra valori e concetti di un’ideologia o di una filosofia.
        Io per esempio condivido diversi valori delle piattaforme marxiste ma non ne condivido minimamente i concetti come dialettica, lotta di classe o l’Aufhebung che citi tu. I concetti li trovavo astratti già prima ma oggi, in particolare, li trovo del tutto falsi, nel senso che mi sono convinto che siano stati creati per un secondo fine. Questo comunque non mi impedisce di “tifare” marxista in molti casi e di sentirmi molto più di sinistra che di destra. Ma, attenzione, per me sinistra vuol dire essenzialmente stare dalla parte dei deboli (destra è, ovviamente, stare dalla parte dei forti) e non significa invece necessità o inevitabilità del cambiamento, non significa sacrificare l’individuo alla causa dell’ideologia, non significa spostare milioni di persone dalle loro case ad un altro luogo lontano perché così ha deciso il regime, non significa considerare gli esseri umani come greggi di pecore sciocche che devono essere guidate e indirizzate al loro bene dal buon pastore, che si tratti di un buon pastore capitalista o di un buon pastore comunista.
        Se si pensa alla storia del secolo scorso i pastori comunisti si sono rivelati non meno direttivi e autoritari di quelli capitalisti. I popoli hanno dovuto marciare, nei rispettivi regimi di competenza, al ritmo che i loro pastori hanno voluto. Il marxismo, insomma, si è rivelato altrettanto elitario del capitalismo, anche se in forma diversa.
        Oggi, però, penso di poter legittimamente considerare il marxismo come un’invenzione del capitalismo finalizzata a sottoporre popoli che erano ancora troppo immaturi per affrontare subito il regime capitalista ad un regime purgatoriale estremamente duro in modo da prepararli gradualmente al “paradiso” dell’avvento liberatorio del capitale. Questo spiega la Russia dei gulag e la Cina di Mao e spiega soprattutto perché le leadership di questi due paesi (i buoni pastori di cui parlavo prima) hanno improvvisamente cambiato strada e si sono convertite al capitalismo. L’unica spiegazione che tenga è che non hanno affatto cambiato strada. Hanno semplicemente portato a compimento il loro incarico di eliminare, attraverso l’ateismo di stato, il potere irrazionale che la religione esercita sulle menti umane e, una volta fatto questo, far transitare i popoli a quella che sin dall’inizio era la meta prestabilita: il capitalismo.
        Se la mia teoria è esatta, oggi il marxismo ha terminato la sua parabola storica perché gli scopi per il quale era nato sono stati pienamente raggiunti. E quando penso a Varoufakis, che si proclama marxista pur essendo un liberista della più bell’acqua, cosa che all’inizio mi sembrava leggermente contraddittoria, mi convinco che non c’è alcuna contraddizione. Ero io, prima, che non avevo capito il ruolo propedeutico del marxismo.

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  • Giulio Mario Palenzona

    I sondaggi non hanno SBAGLIATO, hanno FALLITO.
    La differenza non è sottile. Sbagliare presuppone la buona fede, l’incapacità di capire o rilevare la verità. Ma i sondaggisti da molto tempo non si prefiggono più di rappresentare la realtà, bensì, TAROCCANDO artatamente i dati, di INFLUENZARLA.
    Ebbene, pur mentendo, e mentendo sapendo bene di mentire, gli è andata male lo stesso. Non hanno potuto influenzare a sufficienza le intenzioni.
    Si sta guastando irreversibilmente la credibilità di tutto ciò che è elite e establishment, il sospetto permea molte persone, e a buona ragione.
    Tanti di questi fallimenti !

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  • learco

    Come già abbiamo avuto modo di constatare con la campagna sulla Brexit (e come spero potremo constatare con la campagna referendaria di Renzi e soci), le strategie di manipolazione/dissuasione di massa condotte dai media al servizio dell’establishment (cioè tutti) non funzionano più. La crisi ha intaccato talmente in profondità le condizioni di vita della maggioranza delle persone che nessuna chiacchiera sul fatto che l’economia va meglio, che i posti di lavoro aumentano, ecc. può nascondere la realtà dei fatti, per cui più balle si sparano più si generano effetti contrari a quelli voluti. Stesso discorso per i sondaggi: la loro attendibilità è ormai pari a zero, sia perché è evidente che servono esclusivamente a influenzare il voto tentando di funzionare da self fulfilling prophecy, sia perché aumentano sempre più gli intervistati che prendono i sondaggisti per i fondelli, dichiarando intenzioni di voto opposte a quelle reali.

    http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/11/09/carlo-formenti-trump-la-rabbia-antisistema-e-leutanasia-delle-sinistre/

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